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Economia circolare, l’Italia si riconferma prima in Europa per tasso di riciclo

10 gennaio 2023

L’Italia si riconferma leader in Europa per tasso di riciclo: la medaglia d’oro, da spartire con la Francia, rappresenta i risultati incoraggianti raggiunti dal nostro Paese. Nonostante una generale flessione dei dati globali, con il tasso di circolarità sceso dal 9,1% all’8,6% tra il 2018 e il 2020, l’Italia si colloca al primo posto nella classifica dei principali indicatori di circolarità.

 

Sono questi i dati che emergono dal Rapporto nazionale sull’Economia circolare 2022 promosso da Assoambiente e realizzato dal CEN (Circular Economy Network), la rete promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e costituita da aziende e associazioni di impresa, tra cui il Gruppo Iren.

 

La percentuale del riciclo di rifiuti in Italia è la più alta d’Europa, sfiorando il 68% (75% per i rifiuti speciali, 54,4% per i rifiuti urbani) sopra la media europea del 47,8%: ma oltre gli obiettivi raggiunti, quali sono quelli su cui occorre lavorare ancora più efficacemente? Scopriamoli a partire dalle evidenze emerse dal Rapporto.

 

Italia circolare, la direzione è giusta

I principali indicatori di circolarità vedono primeggiare l’Italia in Europa: il Bel Paese riduce al minimo i rifiuti rispetto a tutti gli altri stati del Vecchio Continente facendo meglio di Germania, Spagna e Polonia che restano a livelli più bassi. Ben 79 sono i punti complessivi acquisiti e in continuità con il dato dello scorso anno.

Gestione dei rifiuti e produttività delle risorse sono gli ambiti che portano i maggiori risultati. Anche la percentuale dell’utilizzo della materia che arriva dal processo di riciclo è alta: pari al 21,6%, si pone in netto vantaggio rispetto al resto d’Europa che non supera il 12,8%.

Il rapporto conferma che l’Italia è nella direzione giusta in fatto di economia circolare: tuttavia gli obiettivi da raggiungere sul fronte europeo sono sfidanti e dal rapporto emergono alcuni ambiti di azione su cui occorre lavorare in modo più efficiente e lungimirante.

 

II consumo del suolo, ad esempio, potrebbe essere ottimizzato: l’Italia presenta una percentuale pari al 7,1%, più elevata rispetto alla media europea che si attesta al 4,2%. Con la stessa ambizione migliorativa potrebbero essere messi in campo investimenti più corposi nel settore dell’ecoinnovazione così facendo, il numero dei brevetti italiani potrebbe crescere ulteriormente. Passi importanti da intraprendere per mantenere il primato e tutelare il pianeta nel segno dello sviluppo sostenibile.

 

Da economia circolare a “multicircolare”: le attività del Gruppo Iren

Il principio di circolarità rappresenta un pilastro d’azione fondamentale per il Gruppo Iren e attraversa in modo trasversale tutti i suoi servizi: non solo gestione virtuosa dei rifiuti - attraverso sistemi di raccolta avanzati - ma anche gestione efficiente del ciclo idrico e della produzione di calore.

 

Un approccio integrato che rispecchia la visione “multicircolare” del Gruppo: la multicircolarità a cui Iren fa riferimento, infatti, riguarda aspetti diversi - materiali, tecnologie e processi - e punta a consolidare un modello più completo di economia circolare fondato su una maggiore integrazione tra le sue parti.

 

Con questa mission, oltre agli obiettivi fissati nel Piano industriale al 2030, Iren mette in campo strategie “multicircolari” in ogni ramo dei suoi servizi. 

 

Insieme alla raccolta dei rifiuti - con una percentuale di raccolta differenziata pari al 70,3% nel 2021 e punte che superano l’81% - la loro valorizzazione è una dimensione fondamentale nell’operato del Gruppo: una realtà concreta e direttamente osservabile nei biodigestori Iren - come quello di Cairo Montenotte in provincia di Savona -  e nell’impianto a Gavassa dedicato al trattamento della FORSU da raccolta differenziata: qui un sistema ibrido -  che integra il processo anaerobico e aerobico -  è stato progettato appositamente per effettuare il massimo recupero di materia (compost e anidride carbonica) ed energia (biometano) dai rifiuti trattati.

 

Oltre che dai rifiuti, le tecnologie elaborate dal Gruppo Iren creano nuovo valore anche dal trattamento dei fanghi di depurazione dal settore idrico: l’ambizioso progetto Biomether, supportato dal Gruppo Iren, punta a trasformarlo in biocarburante rinnovabile. In particolare, nel depuratore di Roncocesi -  gestito dalla società IRETI del Gruppo Iren - viene generato il biogas prodotto nella linea di trattamento del fango di depurazione e, a sua volta, il biogas viene trasformato in biometano eliminando le componenti indesiderate.

 

Insieme alla valorizzazione delle risorse, l’eccellenza delle tecnologie e la sostenibilità dei processi distingue le attività “multicircolari” di Iren: grazie a un innovativo processo di selezione e trattamento, nell’impianto I.Blu di San Giorgio di Nogaro le plastiche miste vengono convertite nel polimero Bluair®. Si tratta di una preziosa materia prima seconda circolare e brevettata che può essere utilizzata in sostituzione del carbone nel settore siderurgico.

 

Allo stesso modo, recupero e creazione di nuovo valore sono le linee di indirizzo che distinguono l'impianto RAEE di Terranuova Bracciolini: il primo in Italia dedicato all’estrazione, selezione e recupero dei metalli preziosi presenti all’interno di schede elettroniche RAEE. Oltre a rappresentare una soluzione sostenibile alla tradizionale estrazione dei metalli dalle profondità della terra e degli oceani, l’impianto garantisce un basso impatto ambientale grazie agli alti livelli di efficienza dei suoi procedimenti industriali.

 

Recupero, trasformazione degli scarti in risorse e creazione di nuovo valore: obiettivi che Iren persegue già oggi per costruire il domani sostenibile.

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