Energia

Biomether: il progetto che rafforza la filiera del biometano in Emilia-Romagna 

6 novembre 2022

Rafforzare gli investimenti dedicati all’energia rinnovabile e aumentarne la produzione: per raggiungere l’obiettivo, tra le fonti su cui puntare, spicca il biometano. Secondo le stime della Commissione europea, entro il 2030 dovrà raggiungere quota 35 miliardi di metri cubi. In Italia si sta lavorando già da tempo per rafforzare la filiera del biocarburante rinnovabile: due i grandi poli produttivi del Paese, Lombardia ed Emilia Romana.

In quest’ultima regione, che da sola produce il 16% di biogas italiano per via di una notevole disponibilità di biomassa di scarto, nasce Biomether: il progetto dedicato alla creazione dei primi due impianti per la produzione e distribuzione di biometano.
 

Si tratta del punto di partenza di un lungo percorso che punta a potenziare la filiera del gas green, partendo dal trattamento delle acque reflue e valutando l’estensibilità dell’esperimento su tutto il territorio dell’Emilia Romagna: ecco come.

 

 

Cosa prevede il progetto europeo per il biometano in Italia

L’ambizioso piano dedicato al biometano che ha preso forma in Emilia Romagna con Biomether punta a trasformare il biogas, prodotto dal trattamento del fango di depurazione, in biocarburante rinnovabile: un disegno strategico per il potenziamento della produzione delle energie rinnovabili finanziato dal Programma LIFE+ dell'Unione Europea e possibile anche grazie all’impegno dei partner, tra cui il Gruppo Iren.
 

Nel depuratore di Roncocesi -  gestito dalla società IRETI del Gruppo Iren - viene generato il biogas prodotto nella linea di trattamento del fango di depurazione: il biogas, a sua volta, viene trasformato in biometano eliminando le componenti indesiderate. Quest’ultimo ha una percentuale di metano pari o superiore al 95% e, tali caratteristiche qualitative, lo rendono del tutto simile al gas naturale.

 

 

Che cos’è il biometano e come viene prodotto

Il biometano è un combustibile rinnovabile che si ottiene tramite un processo di "purificazione" del biogas – definito upgrading - che provvede a rimuovere tutte le componenti indesiderate presenti nel biogas, ottenuto dalla digestione anaerobica o dalla gassificazione di diversi tipi di scarti: da quelli organici della raccolta differenziata ai sottoprodotti agricoli.
 

L’upgrading effettua un lavoro certosino e, in base alla composizione del biogas, ne rimuove tutte le impurità e le componenti nocive: anidride carbonica, vapore acqueo e anche le tracce, seppur piccole, di sostanze come ossigeno, azoto, idrogeno solforato, ammoniaca e silossani.

Il risultato è un gas ricco di metano che, come testimonia la produzione che avviene nel depuratore di Roncocesi, è paragonabile ad un gas naturale e dunque ammissibile in rete.

Come il biometano agevola la mobilità sostenibile

Il biometano da fanghi di depurazione trattato e immesso in rete presenta diversi vantaggi: può contribuire alla sostituzione delle fonti energetiche fossili con fonti rinnovabili, in linea con gli obiettivi UE al 2030; consentire un risparmio logistico grazie alla capillarità della rete nazionale del gas naturale, agevolare l’integrazione con altre fonti energetiche rinnovabili non programmabili e intermittenti, come ad esempio il fotovoltaico.

Ma non solo: il vettore green e sostenibile può rivoluzionare anche la mobilità ed essere utilizzato per il settore dei trasporti come biocarburante.

È quello che ha fatto Iren insieme a Volkswagen: a Roncocesi è stato inaugurato nel 2019 il primo distributore di biometano per autotrazione, con l’obiettivo di testare le prestazioni di tre auto Volkswagen “Polo” alimentate proprio con il biometano prodotto dall’impianto. Una sperimentazione che ha confermato la conformità della fonte energetica al settore trasporti e ha dimostrato che un ciclo completo, virtuoso e green del biometano è davvero possibile.
 

A supportare la tesi, gli ulteriori piano di azioni che Iren ha messo in campo per lo sviluppo del biometano: il Gruppo ha attualmente due biodigestori in esercizio (Cairo Montenotte e Santhià, attualmente oggetto di ampliamento) e uno in costruzione (Gavassa). Per tutti è prevista la produzione di biometano, associato alla produzione di compost di qualità derivante dalla digestione aerobica di ciò che residua dal processo, assieme a sfalci e potature della raccolta differenziata del verde. Iniziative sinergiche da implementare nel segno della transizione ecologica.
 

 

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