Green

Imprese come acceleratori dello sviluppo sostenibile: le strategie vincenti

27 dicembre 2022

Rendere la sostenibilità parte integrante dei modelli di sviluppo è un obiettivo presente e prioritario per costruire il domani sostenibile: l’asticella si alza e le sfide di responsabilità diventano sempre più incalzanti. Lo sanno bene le aziende che negli ultimi tempi sono costantemente sollecitate verso una trasformazione equa ed efficiente che permetta di imprimere una decisa accelerata verso la transizione ecologica, imprescindibile per la tutela del Pianeta.

 

Un cambio di rotta che necessita di essere introdotto in modo equo e non destabilizzante, per cui è necessario consolidare i processi di modernizzazione e ristrutturazione industriale, agevolare l’innovazione tecnologica, aggiornare le competenze.

 

Così facendo è possibile contribuire concretamente allo sviluppo sostenibile, capace di creare valore condiviso nel breve e lungo periodo e indirizzare l’attività economica e industriale nella creazione di un impatto sempre più positivo nei confronti della società e del Pianeta.

 

Il ruolo della finanza sostenibile nello sviluppo industriale

Non c’è futuro, dunque, se oggi non si agisce in vista di uno sviluppo sostenibile non solo sotto il profilo economico ma anche sociale ed ambientale. È questa la chiave di volta che permette di fare il grande passo verso un sistema del tutto riformato e che si fonda su una precisa strategia: indirizzare i capitali verso le attività green perché queste possano creare un maggiore valore economico ma anche una concreta utilità nella tutela della vita del Pianeta e delle persone che lo abitano.

 

Lo ha ribadito anche la Commissione europea, portando all’attenzione di cittadini, imprese ed investitori l’importanza della finanza sostenibile: la concreta applicazione del concetto di sostenibilità all’attività finanziaria.

 

La strategia per la finanza sostenibile presentata nel 2021 dalla Commissione UE definisce alcune iniziative per affrontare i cambiamenti climatici e altre sfide ambientali, aumentando nel contempo gli investimenti — e l'inclusione delle PMI — nella transizione dell'UE verso un'economia sostenibile. Gli investimenti green supportati dalle istituzioni europee sono vincolati al rispetto dei parametri ESG, incentrati su tre aspetti: aspetto ambientale, quindi l'impatto sull'ambiente e sul territorio in cui l'azienda opera o su cui l'azienda esercita la sua influenza; aspetto sociale, che comprende tutte le iniziative che hanno un impatto sociale; aspetto di Governance, che riguarda la gestione dell'organizzazione, delle qualifiche dei dirigenti, dei membri del board, del CDA fino ad arrivare agli amministratori delegati.

 

Indirizzare i capitali verso le attività che fanno bene alla società e all’ambiente apre un processo virtuoso nell’ambito finanziario: le aziende, seguendo determinati standard operativi di sostenibilità, acquisiscono maggiore competitività. I finanziatori, attraverso gli stessi criteri, ne riconoscono il valore integrato e orientano i propri investimenti.

 

Finanza sostenibile, il cambio di paradigma di Iren

La finanza sostenibile e il ruolo strategico che ricopre nella transizione ecologica sono stati tra i temi al centro dell’evento ESG Challenge Iren 2022: ben 12 le sfide di sostenibilità lanciate dal Gruppo che chiamano in causa proprio le imprese.

 

Il mondo dell’industria, infatti, non può lavorare da solo per arrivare all’obiettivo emissioni zero. C’è bisogno, come ha sottolineato il Presidente Iren Luca Dal Fabbro, di un “lavoro di squadra da attuare con il mondo degli operatori finanziari, della formazione e della ricerca”.

 

Come ha precisato Anna Tanganelli, CFO Iren, “la finanza è un fattore abilitante nello sviluppo di un’azienda e nella messa a terra degli investimenti sostenibili”:  nel 2022 Iren ha raccolto 700 milioni di finanziamenti sostenibili legati al raggiungimento degli obiettivi ESG e, spiega Tanganelli, “nella costruzione di questo piano abbiamo proprio ragionato al contrario: abbiamo prima fissato gli obiettivo ESG a lungo termine e poi abbiamo costruito il piano capendo quali investimenti potevano abilitarci o farci raggiungere questi obiettivi”. 

 

 

Un cambio di paradigma che oggi guida il 70% degli investimenti arrivati al Gruppo e che si muove verso quella che Forrest Meggers - co-chair del Princeton University Sustainability Committee e tra gli speaker dell’ESG Challenge -   ha definito “missione di valore condiviso”:gli azionisti fanno parte di una comunità più ampia attraverso la quale gli aspetti sociali e ambientali sono interconnessi” - ha spiegato Meggers– “per questo motivo creare valore condiviso è una sfida olistica che riguarda non solo l’economia, ma anche la società e l’ambiente”.

 

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