Recupero materia

Valorizzazione

Iren Ambiente dispone di impianti di valorizzazione del rifiuto, ossia impianti dove è possibile recuperare gli scarti, reinserendoli nel ciclo produttivo in forma di materia prima seconda.

 

Ogni fase dei vari processi di valorizzazione è monitorata, al fine di garantire la piena tracciabilità e verificabilità del rifiuto e ogni attività è svolta nel pieno rispetto dell'ambiente e della sicurezza dei lavoratori.

Arezzo

Cagliari

Cuneo

Grosseto

Parma

Piacenza

Reggio Emilia

Rovigo

Savona

Torino

Udine

Vercelli

Impianto di recupero di Terranuova Bracciolini

La lavorazione della carta da macero rappresenta da anni l'attività principale dell'impianto.

 

Il processo inizia con un’accurata cernita dei materiali raccolti o conferiti (provenienti da attività commerciali, industriali, e raccolte differenziate) che permette la selezione e separazione delle diverse tipologie di carta da macero. La carta viene, quindi, imballata e successivamente immessa nel circuito del riutilizzo tramite COMIECO o direttamente avviata alla commercializzazione sul mercato presso cartiere nazionali o estere per il recupero della stessa.

 

L'impianto inoltre è autorizzato al trattamento finalizzato al recupero di imballaggi in materiale plastico e di rifiuti assimilabili.

Impianto di recupero di Assemini

L’impianto di recupero materia di Assemini è autorizzato in R3, R12 e R13 per lavorare 14.900 ton/anno di rifiuti nel rispetto dell’elenco dei rifiuti autorizzati, delle prescrizioni tecnico gestionale, delle prescrizioni di carattere amministrativo, delle prescrizioni in materia di scarichi industriali e del lay out dell’impianto.

 

L'impianto è convenzionato Corepla.

Impianto di recupero di Magliano d’Alpi

L'impianto di trattamento rifiuti urbani indifferenziati è a servizio degli 87 Comuni che costituiscono il bacino del Consorzio A.C.E.M. (Azienda Consortile Ecologica Monregalese). 

 

L'impianto è inoltre a servizio del sistema integrato di gestione rifiuti a livello di Associazione Ambito Cuneese Ambiente (A.A.C.), ente a cui spetta il compito di governo e controllo sul sistema impiantistico di smaltimento dei rifiuti dell'ambito territoriale ottimale della Provincia di Cuneo, in conformità al piano Regionale ed al Programma Provinciale dei rifiuti.

 

L'impianto di selezione e valorizzazione dei rifiuti da raccolta differenziata di Magliano Alpi è autorizzato a trattare oltre 32.000 ton/anno.

 

I materiali da raccolta differenziata, provenienti dai Consorzi della Provincia di Cuneo, vengono stoccati provvisoriamente o selezionati in modo manuale o meccanico al fine di ridurne le impurezze, prima del loro conferimento al mercato del riciclo dei materiali. Vengono conferiti anche rifiuti ingombranti da selezionare manualmente o meccanicamente, al fine di recuperarne materiali riciclabili.

 

L'impianto è finalizzato a ottenere frazioni di materiali in grado di rientrare nelle migliori fasce di qualità predisposte per il recupero delle varie tipologie merceologiche.

Impianto di compostaggio di Le Strillaie

L'impianto di compostaggio è stato definito come impianto minimo dalla regione Toscana ed è quindi a servizio dei Comuni della provincia di Grosseto e di altri sei comuni della Val di Cornia. La localizzazione dell’impianto, secondo quanto individuato dal Piano Provinciale di gestione dei rifiuti della Provincia di Grosseto, è stata selezionata perseguendo l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto ambientale e del suo corretto inserimento nell’ambiente preesistente.

 

L'obiettivo finale del processo di lavorazione e valorizzazione della FORSU e del verde da raccolta differenziata, è la produzione di compost di qualità. 

 

L'impianto è da considerarsi un anello del ciclo integrato di gestione dei rifiuti e si colloca a valle della raccolta differenziata ed a monte dello smaltimento.

PAI - Polo Ambientale Integrato

ReCap

L’obiettivo finale di ReCaP è chiudere l’intero sistema di raccolta e valorizzazione dei flussi di carta, cartone e plastica.

 

Dalle operazioni di trattamento e selezione della plastica, oltre alla separazione di alluminio e barattolame, si ottiene un materiale idoneo ad essere trattato nei centri secondari di COREPLA con un basso indice di impurità residue. Per quanto riguarda la carta ed il cartone, nell’impianto, che risulta una piattaforma del circuito COMIECO, i materiali subiranno il trattamento finale prima di essere avviati alla successiva lavorazione in cartiera per produrre nuova carta e cartone. Per gli scarti di processo è prevista invece la termovalorizzazione per produrre energia e calore.

 

La potenzialità dell’impianto autorizzata è pari a 135 mila t/anno di materiali in ingresso, di cui 35 mila t/a di plastica e 100 mila t/a di carta e cartone.

 

ReCaP è un esempio concreto di circolarità ambientale ed economica. Consente alte percentuali di separazione e di differenziazione dei materiali in vista del loro successivo riutilizzo. Tutta la carta e la plastica raccolta sono qui sottoposte a lavorazioni accurate, che prima avvenivano su impianti terzi, mentre ora vengono gestite direttamente presso il sito del Polo Ambientale Integrato. 

 

Guarda il video in cui sono illustrate le lavorazioni che avvengono all'interno di ReCap.

Polo Borgoforte di Piacenza

Impianto di trattamento rifiuti da spazzamento stradale

L'impianto di spazzamento di Piacenza ha una capacità autorizzata pari a 30.000 ton/anno dedicata al recupero e al trattamento di terre da spazzamento stradale e sabbie derivanti principalmente dalle attività di raccolta del Gruppo.

DoP - Lotto 5

DoP - Lotto 5

Le Dichiarazioni di Prestazione (Dop) dei materiali, consultabili all’indirizzo specificato di sopra, si riferiscono al più recente lotto di produzione.

 

Le stesse, allo steso modo delle DoP relative agli ultimi 10 anni, possono essere richieste agli indirizzi mail:

elisa.giovanelli@gruppoiren.it - fabio.toni@gruppoiren.it

 

o ai numeri di telefono: 337 11132287 - 334 3883993

Impianto di compostaggio di Mancasale

Situato vicino all’impianto di depurazione e al centro di raccolta del Gruppo Iren, è autorizzato al recupero 50.000 t/a di rifiuti non pericolosi “verdi”, ossia sfalci e potature di cui 25.000 da inviare a compostaggio. 

L'impianto produce cippato di legno, risorsa che è poi ceduta gratuitamente.

 

L’intera superficie sulla quale sono condotte tutte le operazioni è costituita da una soletta di cemento armato impermeabilizzata dello spessore medio di circa 20 cm, dove la decomposizione avviene tramite un processo naturale di cumulo su platea all’aperto, con periodico rivoltamento meccanico con pala e periodica aggiunta di acqua per il ripristino del tenore di umidità ottimale per la prosecuzione del processo.

 

Le acque meteoriche di dilavamento che incidono sulla superficie dell’impianto sono captate da una rete di canalette grigliate che circonda l’intera area della piattaforma di compostaggio e convogliate nel depuratore di Mancasale

AIA Compostaggio RE

AIA Compostaggio RE

Biodigestore di Gavassa

L’impianto nasce secondo l’approccio strategico dell’economia circolare al fine di produrre biometano, un gas naturale che deriva dalla raffinazione e purificazione del biogas prodotto durante la fase di digestione anaerobica dei rifiuti organici e della frazione verde. Si tratta di un prodotto virtuoso della gestione sostenibile dei rifiuti, in questo caso derivante dalla trasformazione della frazione organica che costituisce oggi circa il 40% del totale dei rifiuti prodotti. Il biodigestore è autorizzato a una potenzialità tale da soddisfare il bacino emiliano di riferimento.

 

  • Capacità autorizzata: 167.000 mila ton/anno
  • Impianto di digestione anaerobica, tecnologia dry (PFR) termofilo
  • Produzione biometano: 10,2 M Sm3/a (1.200 Sm3/h)
  • Liquefazione e recupero CO2, produzione compost di qualità

 

Monitoraggio e controllo delle emissioni odorigene

 

Da diversi anni l’azienda Iren Ambiente ha in corso con il Politecnico di Milano una collaborazione scientifica relativa allo sviluppo di soluzioni all’avanguardia per il monitoraggio ed il controllo delle emissioni odorigene.

 

Per quanto riguarda l’impianto di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti con successiva raffinazione del biogas a biometano di Reggio Emilia, loc. Gavassa, il gruppo di ricerca guidato dalla Prof.ssa Laura Capelli del Dipartimento di Chimica, Materiali, e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano, che da 20 anni si occupa dello sviluppo di tecnologie sensoristiche per il monitoraggio degli odori, ha proposto la realizzazione di un innovativo sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni odorigene dell’impianto tramite un sofisticato sistema olfattivo elettronico chiamato “naso elettronico”. Tale sistema, a regime, dovrà analizzare in continuo l’aria ambiente al confine dell’impianto, e rilevare la presenza di eventuali “anomalie” associate a possibili picchi odorigeni, che potrebbero causare la percezione di odori all’esterno dell’impianto, al fine di consentire ai gestori dell’impianto di intervenire in maniera immediata e limitare dunque la durata del fenomeno odorigeno, evitando che si possano creare situazioni di molestia olfattiva per la popolazione residente in prossimità dell’impianto.

 

A valle di una prima fase di lavoro, che ha previsto l’effettuazione di uno studio modellistico parametrico finalizzato all’individuazione del punto al confine di impianto ottimale per l’installazione del naso elettronico, in grado di monitorare le emissioni odorigene e rilevare potenziali eventi odorigeni prima che questi impattino sui ricettori più prossimi all’impianto, il 21 ottobre 2022 il naso elettronico è stato installato al confine sud-ovest dell’impianto, in direzione del centro abitato di Gavassa.

 

Attualmente il naso elettronico sta già analizzando l’aria in continuo, anche se l’addestramento dello strumento a riconoscere gli odori caratteristici dell’impianto ed eventuali picchi odorigeni potrà essere completato solo a valle della messa a regime dell’impianto stesso. Le linee guida per la caratterizzazione, l'analisi e la definizione dei criteri tecnici e gestionali per la mitigazione delle emissioni fanno riferimento a quanto disposto dalla Provincia di Trento, le cui determinazioni sono state prese a riferimento anche da ARPAE dell'Emilia Romagna che, nel maggio del 2018, con determina dirigenziale, ha individuato valori obiettivo analoghi a quelli indicati dalla Provincia di Trento in tema di impatto odorigeno. Sulla base di queste disposizioni è stata effettuata la valutazione di impatto ambientale.

 

Centro di selezione secondaria di Cadelbosco

L’impianto si colloca nell’ottica di risalire la filiera della plastica, in un sistema impiantistico di Gruppo teso massimizzare la quota di materiale recuperato.

 

La plastica proviene dai centri comprensoriali di prima selezione oppure direttamente dalla raccolta differenziata di rifiuti urbani o rifiuti assimilati. L'attività consiste nella esecuzione di un processo di selezione e cernita (R12) di rifiuti di plastica della raccolta differenziata da attuarsi a mezzo di processi di vagliatura, separazione balistica, selezione automatica, selezione semiautomatica, comprensivo di messa in riserva funzionale ed esclusiva.

 

All’interno del CSS di Cadelbosco vengono quindi selezionate e trattate le plastiche miste post-consumo che non possono essere avviate nei tradizionali circuiti di riciclo e che, invece, trovano una seconda vita grazie al processo di riciclo attivo nell’impianto I.Blu dal quale si ottiene il polimero Bluair®, una materia prima seconda circolare brevettata che può essere utilizzata in sostituzione del carbone come agente riducente e come ottimizzatore di processo nella produzione dell’acciaio.

Impianto di riciclo plastica di Costa di Rovigo

All’interno del sito di Costa di Rovigo vengono selezionate e trattate le plastiche miste post-consumo che non possono essere avviate nei tradizionali circuiti di riciclo e che, invece, trovano una seconda vita grazie al processo di riciclo attivo nell’impianto I.Blu dal quale si ottiene il polimero Bluair®, una materia prima seconda circolare brevettata che può essere utilizzata in sostituzione del carbone come agente riducente e come ottimizzatore di processo nella produzione dell’acciaio.

 

Il Bluair® consente l’abbattimento delle emissioni di CO2 di oltre il 30% con la conseguente riduzione degli ETS (certificati di emissione), la riduzione e l’efficientamento dei consumi elettrici, il miglioramento della qualità delle emissioni e, più in generale, del processo siderurgico, rappresentando una soluzione particolarmente vantaggiosa per le acciaierie sia dal punto di vista delle performance economiche sia di quelle ambientali. 

 

L’impiego di Bluair® in sostituzione di carbone e suoi derivati rappresenta un’opportunità fondamentale per la decarbonizzazione dell’industria siderurgica ed è già oggi utilizzato nelle principali acciaierie italiane. Bluair® consente inoltre l’incremento del riciclo delle plastiche post consumo del circuito COREPLA.

Biodigestore di Cairo Montenotte

L’impianto nasce secondo l’approccio strategico dell’economia circolare al fine di produrre biometano, gas naturale che deriva dalla raffinazione e purificazione del biogas prodotto durante la fase di digestione anaerobica dei rifiuti organici e della frazione verde.

 

Si tratta di un prodotto virtuoso della gestione sostenibile dei rifiuti, in questo caso derivante dalla trasformazione della frazione organica che costituisce oggi circa il 40% del totale dei rifiuti prodotti. Il biodigestore è integrato in un sistema impiantistico di Gruppo in grado di soddisfare la nostra raccolta della Forsu a livello della Regione Piemonte.

 

  • Capacità autorizzata: 80.000 mila ton/anno
  • Impianto di digestione anaerobica, tecnologia wet e compostaggio.
  • Produzione biometano: 4,7 M Sm3/a (550 Sm3/h) e compost di qualità

 

Impianto di recupero di Cairo Montenotte

L’impianto di recupero materia di Cairo Montenotte è autorizzato in R3, R12 e R13 per lavorare 104.000 ton/anno di rifiuti nel rispetto dell’elenco dei rifiuti autorizzati, delle prescrizioni tecnico gestionale, delle prescrizioni di carattere amministrativo, delle prescrizioni in materia di scarichi industriali e del lay out dell’impianto.

 

Nell'impianto vengono avviate a riciclo varie frazioni di rifiuti differenziati, in particolare carta e cartone, plastica e legno. Questi materiali continuano il processo di valorizzazione presso impianti terzi e di Gruppo.

 

 

Impianto di recupero di Albenga

L’impianto di recupero materia di Albenga è autorizzato in R3, R12 e R13 per lavorare 102.000 ton/anno di rifiuti nel rispetto dell’elenco dei rifiuti autorizzati, delle prescrizioni tecnico gestionale, delle prescrizioni di carattere amministrativo, delle prescrizioni in materia di scarichi industriali e del lay out dell’impianto.

 

Nell'impianto vengono avviate a riciclo varie frazioni di rifiuti differenziati, in particolare carta e cartone, plastica e forsu. Questi materiali continuano il processo di valorizzazione presso impianti terzi e di Gruppo.

Impianto di recupero materia di La Loggia

 

L’impianto di recupero materia di La Loggia è autorizzato in R3, R12 e R13 per lavorare 47.300 ton/anno di rifiuti speciali non pericolosi nel rispetto dell’elenco dei rifiuti autorizzati, delle prescrizioni tecnico gestionale, delle prescrizioni di carattere amministrativo, delle prescrizioni in materia di scarichi industriali e del lay out dell’impianto.

 

L’attività di recupero R3 si compone come segue:
 

  • recupero di carta e cartone mediante produzione di MPS (Materia Prima Seconda);
  • recupero di legno mediante triturazione dello stesso finalizzato al recupero di materia mediante la produzione di cippato;
  • selezione manuale e meccanizzata mediante linea con cabine di cernita R12;
  • messa in riserva R13.

Impianto di recupero materia di Pianezza

L’impianto di recupero materia di Pianezza (TO) è autorizzato in R3, R12 e R13 per lavorare oltre 66.000 ton/anno di rifiuti plastici da raccolta differenziata nel rispetto dell’elenco dei rifiuti autorizzati, delle prescrizioni tecnico gestionale, delle prescrizioni di carattere amministrativo, delle prescrizioni in materia di scarichi industriali e del lay out dell’impianto.

 

Nell'impianto vengono conferiti i rifiuti proveniente dalle raccolte di Gruppo e di vari consorzi Piemontesi.

 

La plastica selezionata è destinata al CSS, mentre gli scarti della lavorazione vengono indirizzati al recupero energetico con il fine di azzerare il conferimento in discarica di rifiuti di orgine urbana.

Impianto Trattamento Beni Durevoli di Volpiano

 

Nell’Impianto Trattamento Beni Durevoli i RAEE, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, sono sottoposti a bonifica dalle componenti pericolose e a specifici trattamenti di smontaggio o demolizione, con recupero delle materie prime su quattro linee produttive divise in base alla tipologia di apparecchiature trattate:

 

  • frigoriferi, congelatori, condizionatori e dispenser per cibi e bevande sono bonificati e avviati alla triturazione in un ambiente confinato, dove sono recuperate le sostanze lesive per lo strato di ozono (CFC e NCFC), contenute nei circuiti refrigeranti e nelle coibentazioni, e materiali quali rame, alluminio, ferro, plastica;
  • lavatrici e lavastoviglie sono bonificate dei componenti pericolosi e successivamente avviate alla triturazione in altri impianti;
  • televisori e monitor sono bonificati delle parti pericolose e smontati per recuperare componenti e materiali;
  • stampanti, fotocopiatrici, PC e piccoli elettrodomestici sono bonificati dei componenti pericolosi e avviati a recupero.


A fine processo, dall'impianto escono materiali selezionati come rame, ferro, alluminio, plastiche, vetro, legno, schede e componenti elettronici.

 

Lo stabilimento sorge nel comune di Volpiano (To), su un’area di 12.000 m² di cui 7.000 coperti, e ha una potenzialità operativa annuale di trattamento di 22.000 t di RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).

 

L’impianto possiede la certificazione integrata ISO 9001, ISO 14001 e OSHAS 18001 e la certificazione CDCRAEE e WEELABEX, che prevede standard di qualità per la raccolta, il trasporto, il trattamento delle varie tipologie di RAEE.

AIA

AIA

Certificato ISO 9001

Certificato ISO 9001

Certificato ISO 14001

Certificato ISO 14001

Certificato ISO 18001

Certificato ISO 18001

Impianto recupero materie di Torino

Nell’Impianto Recupero Materie di Collegno, situato in provincia di Torino, vengono raccolti e separati sia manualmente che meccanicamente gli imballaggi in plastica provenienti dalla raccolta differenziata della città di Torino, nonché i rifiuti speciali non pericolosi di imprese pubbliche e private.
 

In questo modo, è possibile separare gli scarti dalle frazioni riciclabili, reimmettendo così nel ciclo produttivo, direttamente o tramite i consorzi di filiera del sistema CONAI, preziose materie come plastica PE e PP, rifiuti selezionati quali carta mista, legno, rottame legnoso leggero e pesante.
 

L’impianto di selezione e recupero delle materie prime seconde sorge su un’area di 30 mila metri quadri di cui 9 mila coperti, è autorizzato a trattare circa 66.000 t/a di rifiuti ed è certificato.

ISO 9001

ISO 9001

ISO 14001

ISO 14001

OSHAS 18001

OSHAS 18001

CSS di San Giorgio di Nogaro 

L’impianto si colloca nell’ottica di risalire la filiera della plastica, in un sistema impiantistico di Gruppo teso a massimizzare la quota di materiale recuperato.

 

La plastica proviene dai centri comprensoriali di prima selezione oppure direttamente dalla raccolta differenziata di rifiuti urbani o rifiuti assimilati. L'attività consiste nella esecuzione di un processo di selezione e cernita (R12) di rifiuti di plastica della raccolta differenziata da attuarsi a mezzo di processi di vagliatura, separazione balistica, selezione automatica, selezione semiautomatica, comprensivo di messa in riserva funzionale ed esclusiva

 

All’interno del CSS di San Giorgio di Nogaro vengono quindi selezionate e trattate le plastiche miste post-consumo che non possono essere avviate nei tradizionali circuiti di riciclo e che, invece, trovano una seconda vita grazie al processo di riciclo attivo nell’impianto I.Blu dal quale si ottiene il polimero Bluair®, una materia prima seconda circolare brevettata che può essere utilizzata in sostituzione del carbone come agente riducente e come ottimizzatore di processo nella produzione dell’acciaio.

 

Riciclo plastica di San Giorgio di Nogaro 

All’interno del sito di San Giorgio di Nogaro vengono selezionate e trattate le plastiche miste post-consumo che non possono essere avviate nei tradizionali circuiti di riciclo e che, invece, trovano una seconda vita grazie al processo di riciclo attivo nell’impianto I.Blu dal quale si ottiene il polimero Bluair®, una materia prima seconda circolare brevettata che può essere utilizzata in sostituzione del carbone come agente riducente e come ottimizzatore di processo nella produzione dell’acciaio.

 

Il Bluair® consente l’abbattimento delle emissioni di CO2 di oltre il 30% con la conseguente riduzione degli ETS (certificati di emissione), la riduzione e l’efficientamento dei consumi elettrici, il miglioramento della qualità delle emissioni e, più in generale, del processo siderurgico, rappresentando una soluzione particolarmente vantaggiosa per le acciaierie sia dal punto di vista delle performance economiche sia di quelle ambientali. 

 

L’impiego di Bluair® in sostituzione di carbone e suoi derivati rappresenta un’opportunità fondamentale per la decarbonizzazione dell’industria siderurgica ed è già oggi utilizzato nelle principali acciaierie italiane. Bluair® consente inoltre l’incremento del riciclo delle plastiche post consumo del circuito COREPLA.

 

L’impianto, costruito nello stesso sito dove è già presente il centro di selezione delle plastiche è in grado di selezionare 115.000 ton/anno di rifiuti plastici e di produrre 70.000 ton/anno del polimero Bluair®.

Biodigestore di Santhià

L’impianto nasce secondo l’approccio strategico dell’economia circolare al fine di produrre biometano, gas naturale che deriva dalla raffinazione e purificazione del biogas prodotto durante la fase di digestione anaerobica dei rifiuti organici e della frazione verde.

Si tratta di un prodotto virtuoso della gestione sostenibile dei rifiuti, in questo caso derivante dalla trasformazione della frazione organica che costituisce oggi circa il 40% del totale dei rifiuti prodotti. Il biodigestore è integrato in un sistema impiantistico di Gruppo in grado di soddisfare la nostra raccolta della Forsu a livello della Regione Piemonte.

 

  • Capacità autorizzata: 78.000 mila ton/anno
  • Impianto di digestione anaerobica, tecnologia dry (PFR) termofilo e compostaggio.
  • Produzione biometano: 5,3 M Sm3/a (600 Sm3/h) e compost di qualità

Politica QSA Territorio e Risorse

Politica QSA Territorio e Risorse

Certificato ISO 9001

Certificato ISO 9001

Certificato ISO 14001

Certificato ISO 14001

Certificato ISO 45001

Certificato ISO 45001