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Green deal europeo: gli obiettivi da raggiungere e le strategie messe in campo

16 giugno 2022

 

 

Cambiare la società e l’economia per permettere ai cittadini di vivere una vita più equa ed equilibrata, efficiente in termini di costi e sganciata dall’utilizzo dei combustibili fossili e dallo spreco delle risorse: è questo l’obiettivo della Commissione Europea, guidata da Ursula Von Der Leyen. Il Green deal europeo è il progetto che risponde all’obiettivo puntando  a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 per fare dell’Europa il primo continente capace di varcare l’ambito traguardo. 

 

Green deal europeo: che cos’è? 

Il Green deal europeo è un piano strategico che mira a contrastare il cambiamento climatico e il surriscaldamento globale tramite l’adozione di misure specifiche e decisive. Avviarsi sulla strada della transizione verde, azzerando le emissioni di gas serra all’interno dell’Unione Europea entro il 2050, è l’obiettivo finale. 

 

Come sarà raggiunto? Seguendo una roadmap articolata in azioni mirate capaci di instaurare un nuovo modello di sviluppo: sostenibile e circolare, in grado di tutelare il Pianeta e la sua biodiversità riducendo l’inquinamento e contrastando i cambiamenti climatici. 

Per puntare dritto verso il traguardo, è necessaria

la collaborazione di tutti gli Stati membri che,

da adesso fino ai prossimi anni, dovranno lavorare

in sinergia con le istituzioni europee per

ridefinire il futuro in ottica sostenibile.

 

Attraverso misure e investimenti dedicati, le istituzioni europee sono già al lavoro dal 2019, anno in cui il piano è stato avviato. Gli anni 2021-22 sono quelli invece destinati a concretizzare le fondamenta del Green deal europeo che, per essere finanziato, richiede importanti finanziamenti: 100 miliardi all’anno per i primi dieci anni è l’obiettivo posto per ingranare la marcia e lavorare in modo concreto. 

 

Green deal europeo: cosa prevede nello specifico 

 

 

Il pacchetto di azioni che compongono il Green deal europeo si articola su una strategia ampia e dettagliata che coinvolge settori specifici e macro-aree e richiede un approccio intersettoriale in cui tutti gli ambiti lavorano sinergicamente per raggiungere una transizione verde e inclusiva.  

 

Il primo obiettivo è stabilito per il 2030, anno in cui la riduzione delle emissioni di gas serra nell'Unione dovrà essere almeno del 55% rispetto ai livelli registrati nel 1990: si tratta di un obiettivo stabilito giuridicamente per cui, quella di raggiungere la neutralità climatica, non è solo un’intenzione politica ma un vero obbligo giuridico per l’intera Unione.

 

Il regolamento prevede, infatti, che fino al 2050 il ritmo della riduzione delle emissioni sarà sistematico e cadenzato per garantire prevedibilità nel lungo tempo e una transizione verde efficiente ed equa che indirizzi verso la neutralità climatica.

 

Per far sì che ciò avvenga, la Commissione prevede di:

 

  • investire in tecnologie che rispettano l’ambiente; 
  • promuovere l’impiego di energie rinnovabili per decabornizzare il settore energetico;
  • ripristinare gli ecosistemi degradati e allargare sempre di più le aree terrestri e marine protette;
  • ridurre l’uso dei pesticidi;
  • favorire la sostenibilità della produzione alimentare;
  • sostenere l’industria attraverso l’innovazione affinché sia motore di cambiamento e crescita;
  • realizzare prodotti di uso comune con un minor impatto ambientale;
  • incentivare una costruzione edilizia con prestazione energetica efficiente;
  • introdurre forme di trasporto pulite ed economiche.

 

Il pacchetto, con le sue linee guida, si propone di revisionare la legislazione degli Stati membri in materia di clima, energia e trasporti per fare in modo che tutti possano allinearsi alla strategia europea per il raggiungimento degli obiettivi climatici.

 

Le strategie messe in campo

 

Presentato ufficialmente l’11 dicembre 2019, il piano strategico per il futuro dell’Europa ha compiuto fin dai primi giorni del 2020 i suoi primi passi verso il cambiamento green previsto.

Esclusa dai giochi la Polonia - che ancora oggi dipende in larga parte dal carbone per la produzione di energia elettrica – le istituzioni europee hanno stanziato un piano di investimenti a sostegno degli stati membri, soprattutto quelli più fragili, per il passaggio all’economia verde.

Per trasformare gli impegni presi sul clima -  oltre alla legge europea sul clima che “stabilisce l'obiettivo vincolante della neutralità climatica nell'Unione entro il 2050 - è stata stabilita la strategia industriale europea per sostenere la trasformazione dell'industria dell'UE in ottica di economica circolare. A questa si aggiunge il piano “Dal produttore al consumatore” che, nel settore alimentare, punta a garantire prodotti più sostenibili e in quantità sufficienti per tutti a prezzi accessibili. Un’importanza centrale è attribuita anche alla tutela degli ecosistemi: la strategia sulla biodiversità per il 2030, con impegni e azioni specifici, protegge la natura e inverte il degrado degli ecosistemi per apportare benefici alle comunità.

 

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