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Economia circolare, metalli preziosi dai rifiuti elettronici: Iren realizza il primo impianto italiano

6 settembre 2022

I rifiuti elettronici oggi sono in continua crescita: se ne contano già oltre 50 milioni di tonnellate nel mondo, con stime al rialzo influenzate dalla veloce e programmata obsolescenza dei dispositivi che accorciano sempre di più il ciclo di vita dei devices.
 

Si tratta di rifiuti che, in Italia, finiscono per lo più in discarica senza nessuna possibilità di essere riciclati adeguatamente. Il Gruppo Iren invertirà la tendenza con la realizzazione del primo impianto in Italia dedicato all’estrazione dei metalli preziosi dai rifiuti elettronici: ecco cosa prevede il progetto.

 

Metalli preziosi dai rifiuti elettronici: il nuovo impianto Iren

Trasformare i rifiuti elettronici in metalli preziosi: è questo l’ambizioso obiettivo messo in campo dal Gruppo Iren che, attraverso la propria controllata Iren Ambiente, realizzerà in Toscana il primo impianto in Italia per l’estrazione, la selezione e il recupero dei metalli preziosi presenti all’interno di schede elettroniche RAEE. Tra questi oro, argento, palladio e rame.

 

Il progetto vede la collaborazione di Iren con BTT Italia S.r.l e con OSAI, società attiva nella progettazione e produzione di macchine e linee complete per l’automazione e il testing su semiconduttori.

 

 

L’accordo è stato firmato lo scorso agosto e la road map per i lavori è già scandita: l’impianto, che sarà operativo dal secondo semestre del 2023, verrà costruito all’interno del polo dedicato all’economia circolare che Iren sta sviluppando in Toscana, precisamente nel comune di Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo.


Una collocazione geografica particolarmente strategica per la sua prossimità con il famoso distretto orafo aretino: i territori circostanti potranno usufruire della materia prima recuperata nell’impianto, così da costruire nuove sinergie industriali capaci di incrementare ulteriormente lo sviluppo del territorio nel segno dell’economia circolare.

 

 

Quali sono le fasi di lavoro per l’estrazione sostenibile dei metalli

Il nuovo impianto toscano progettato da Iren, oltre a rappresentare l’alternativa sostenibile alla tradizionale estrazione dei metalli dalle profondità della terra e degli oceani, garantirà un bassissimo impatto ambientale. Come? Attraverso gli alti livelli di efficienza dei suoi procedimenti industriali.
 

Grazie al lavoro svolto dalle due società partner, durante tutto il processo di produzione le emissioni di anidride carbonica saranno mantenute a livelli esigui così da attuare una riduzione del gas diffuso in atmosfera rispetto all’attività estrattiva tradizionale di miniera decisamente più impattante sul clima.
 

L’impianto prevedrà due fasi di lavoro: si procederà dapprima al disassemblaggio delle schede presenti in tutti i dispositivi RAEE arrivati in discarica, dagli smartphone ai computer, dai televisori a tutti gli altri tipi di apparecchi. Successivamente si proseguirà alla separazione e affinazione dei metalli preziosi come oro, rame, argento ma anche palladio e rodio, attraverso un processo idrometallurgico.
 

Dalla Toscana a tutti i territori in cui opera: le sfide per il nuovo anno del Gruppo Iren puntano ancora una volta a implementare la circolarità dei processi in ogni settore, così da generare nuovo valore nel segno della sostenibilità ambientale.

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