L'innovazione tecnologica produce risultati concreti quando viene integrata in una strategia di gestione delle reti basata su monitoraggio continuo, analisi dei dati e manutenzione programmata. È l'approccio adottato anche da Iren, che negli ultimi anni ha consolidato un'esperienza pluriennale nella ricerca sistematica delle perdite idriche. Il punto di partenza è una conoscenza approfondita della rete. Attraverso attività di ricognizione delle infrastrutture e raccolta dei dati disponibili, Iren realizza un modello idraulico calibrato dell'acquedotto che, con la distrettualizzazione, permette di suddividere il sistema in sezioni omogenee. Questa suddivisione consente di individuare con maggiore precisione le aree in cui potrebbero verificarsi anomalie e di concentrare le attività di controllo dove risultano più efficaci. Una volta individuati i distretti prioritari, vengono analizzati i consumi e i flussi idrici per identificare eventuali situazioni anomale. La localizzazione delle perdite avviene soprattutto attraverso sistemi elettroacustici e correlatori, ovvero strumenti in grado di rilevare i rumori prodotti dall'acqua che fuoriesce dalle tubazioni. I dispositivi installati lungo la rete registrano i segnali e li trasmettono via radio a un'unità centrale, che elabora le informazioni e individua le zone in cui è più probabile la presenza di una perdita. In questo modo è possibile limitare gli scavi alle sole aree realmente interessate, riducendo tempi di intervento, costi operativi e disagi per cittadini e traffico.
La prelocalizzazione delle perdite idriche è anche effettuata mediante la misura dei raggi cosmici che consente di individuare le concentrazioni di acqua nel suolo in prossimità della rete. Grazie a questa tecnologia, gli strumenti di monitoraggio acustico vengono utilizzati solo sui tratti di rete già individuati come potenzialmente critici, riducendo l'area da ispezionare a circa il 10% del totale.
Queste attività rientrano nel modello Circular Water sviluppato dal Gruppo Iren, che considera il ciclo idrico in un'ottica integrata: dalla captazione e distribuzione dell'acqua fino al recupero della risorsa e alla riduzione delle perdite. Questa visione trova applicazione anche nel Piano Industriale 2025-2030 del Gruppo, che prevede 6,4 miliardi di euro di investimenti concentrati in larga parte sui business regolati e sulle infrastrutture strategiche. Tra le priorità figurano anche il rinnovo e la digitalizzazione delle reti idriche, l'adozione di tecnologie innovative per il monitoraggio e la gestione degli acquedotti e il miglioramento dell'efficienza del servizio. Grazie a questi interventi, il Gruppo punta a ridurre le perdite idriche sull'intero territorio gestito dal 31% al 20% entro il 2030.
L'evoluzione tecnologica dimostra come la tutela della risorsa idrica passi oggi anche attraverso dati, modelli previsionali e strumenti digitali sempre più all’avanguardia. Sensori, raggi cosmici, intelligenza artificiale e sistemi di monitoraggio continuo consentono di intervenire con maggiore rapidità e precisione, trasformando la gestione delle reti da attività prevalentemente reattiva a processo sempre più predittivo. Un cambiamento decisivo, che contribuisce a migliorare la qualità del servizio, ridurre gli sprechi e rendere le infrastrutture idriche più preparate ad affrontare le sfide dei prossimi anni.