Acqua

Dai satelliti all’intelligenza artificiale: quali sono le recenti tecnologie per individuare le perdite nelle reti idriche

20 luglio 2026
  • Le perdite idriche rappresentano una delle principali sfide per la gestione sostenibile delle reti acquedottistiche.

  • Oggi satelliti, sensori, intelligenza artificiale e sistemi IoT consentono di individuare le dispersioni in modo sempre più rapido e preciso.

  • Le tecnologie digitali permettono anche di pianificare interventi mirati, riducendo tempi, costi e sprechi di acqua.

  • Iren integra monitoraggio continuo, modellazione delle reti e strumenti innovativi per migliorare l'efficienza del servizio idrico

L'acqua è una risorsa preziosa e sempre più strategica. Per questo motivo individuare rapidamente e con precisione eventuali dispersioni lungo le reti di distribuzione è diventato uno degli obiettivi principali delle utility che gestiscono il servizio idrico. Se fino a pochi anni fa la ricerca delle perdite si basava soprattutto su ispezioni sul campo, oggi la gestione delle reti può contare su tecnologie sempre più evolute, capaci di individuare anomalie anche quando non sono visibili in superficie. Sensori intelligenti, sistemi acustici, rilievi satellitari e strumenti di intelligenza artificiale stanno trasformando il monitoraggio delle infrastrutture, rendendo possibile una gestione più efficiente della risorsa idrica e interventi sempre più tempestivi.

Un tubo industriale giallo con evidenti problemi meccanici nelle infrastrutture e perdita d'acqua

Perché le perdite idriche sono una sfida per la gestione delle reti

Quando si parla di perdite idriche si pensa spesso all'acqua che fuoriesce da una tubazione danneggiata. In realtà il fenomeno è più complesso di così e comprende tutte le dispersioni che si verificano lungo il percorso dell'acqua, dalle reti di distribuzione fino agli impianti privati. In questo contesto, una delle situazioni più difficili da individuare riguarda le cosiddette perdite occulte, cioè quelle che non producono segnali evidenti in superficie. L'acqua può infatti disperdersi nel sottosuolo per molto tempo prima che compaiano infiltrazioni, cedimenti del terreno o altri indizi visibili. Per questo motivo la localizzazione tempestiva rappresenta una delle principali sfide nella gestione delle reti. Le cause delle perdite possono essere diverse.

Con il passare degli anni le tubazioni sono soggette a usura e corrosione, ma anche movimenti del terreno, variazioni di pressione o eventi accidentali possono provocare microfratture e cedimenti. In ogni caso, intervenire rapidamente consente di limitare gli sprechi di acqua, ridurre i costi di gestione e preservare l'affidabilità del servizio.

 

Le perdite possono interessare sia le reti di distribuzione che gli impianti privati. In quest’ultimo caso, è possibile adottare strumenti di monitoraggio dei consumi e verificare periodicamente il corretto funzionamento dell'impianto per accorgersi di eventuali anomalie. Per quanto riguarda invece le reti pubbliche di distribuzione, la riduzione delle dispersioni richiede investimenti continui, attività di manutenzione programmata e l'impiego di tecnologie sempre più avanzate. La progressiva digitalizzazione del servizio idrico sta cambiando proprio questo aspetto: oggi non si interviene soltanto quando una perdita diventa evidente, ma si cerca di scoprirla nelle fasi iniziali, prima che provochi disservizi o sprechi significativi.

Primo piano dell'allerta del sensore del rilevatore di perdita d'acqua sul rubinetto esterno che perde in giardino

Come le nuove tecnologie aiutano a individuare le perdite idriche

Negli ultimi anni il monitoraggio delle reti idriche ha compiuto un salto di qualità grazie alla diffusione di strumenti digitali sempre più sofisticati. L'obiettivo è sempre individuare rapidamente le dispersioni, ma il modo di farlo è profondamente cambiato. Una delle tecnologie più utilizzate è il monitoraggio acustico. Quando l'acqua fuoriesce da una tubazione, infatti, genera vibrazioni e rumori che possono essere rilevati attraverso sensori ad alta sensibilità installati lungo la rete. I sistemi più evoluti confrontano automaticamente i segnali raccolti e, attraverso particolari algoritmi di correlazione, sono in grado di localizzare la sezione di condotta in cui si trova la perdita, consentendo interventi molto più mirati rispetto al passato.

Inoltre la distrettualizzazione delle reti consente di dividere la rete idrica in zone isolate e misurate e di monitorare in continuo i flussi d'acqua in entrata e in uscita. L'insorgenza di perdite si individua con il monitoraggio del deflusso minimo notturno, analizzato quando i consumi sono quasi azzerati. Se i contatori registrano una portata di fondo insolitamente alta o in costante aumento, il sistema segnala immediatamente un'anomalia agli operatori, che procedono alla localizzazione e alla riparazione della perdita idrica nel singolo distretto interessato.

 

Accanto ai sistemi acustici, si stanno diffondendo anche le reti di sensori IoT (Internet of Things) che monitorano in continuo parametri come pressione, portata e variazioni di flusso. Ogni anomalia viene trasmessa in tempo reale ai centri di controllo, permettendo di isolare rapidamente eventuali irregolarità che devono essere controllate sul campo.

 

Tra le soluzioni più innovative rientrano anche le sperimentazioni con i sistemi basati sui raggi cosmici. Questa tecnologia deriva dalle sonde impiegate in orbita per cercare tracce di acqua su Marte e può essere utilizzata anche sulla Terra per individuare le concentrazioni di acqua nel suolo senza effettuare scavi invasivi. Sebbene si tratti di applicazioni ancora limitate a specifici contesti, rappresentano una delle frontiere più interessanti della ricerca. Da ultimo, a coordinare tutte queste informazioni interviene l'intelligenza artificiale. I modelli di IA analizzano grandi quantità di dati (provenienti da sensori, sistemi di telecontrollo, consumi, immagini satellitari, modelli idraulici della rete, eccetera) ed evidenziano rapidamente correlazioni che sarebbero difficilmente riconoscibili con strumenti tradizionali. Questo consente non solo di localizzare le perdite con maggiore precisione, ma anche di prevedere le aree più esposte al rischio di guasto e programmare interventi di manutenzione preventiva.

L’esperienza di Iren e il modello Circular Water

L'innovazione tecnologica produce risultati concreti quando viene integrata in una strategia di gestione delle reti basata su monitoraggio continuo, analisi dei dati e manutenzione programmata. È l'approccio adottato anche da Iren, che negli ultimi anni ha consolidato un'esperienza pluriennale nella ricerca sistematica delle perdite idriche. Il punto di partenza è una conoscenza approfondita della rete. Attraverso attività di ricognizione delle infrastrutture e raccolta dei dati disponibili, Iren realizza un modello idraulico calibrato dell'acquedotto che, con la distrettualizzazione,  permette di suddividere il sistema in sezioni omogenee. Questa suddivisione consente di individuare con maggiore precisione le aree in cui potrebbero verificarsi anomalie e di concentrare le attività di controllo dove risultano più efficaci. Una volta individuati i distretti prioritari, vengono analizzati i consumi e i flussi idrici per identificare eventuali situazioni anomale. La localizzazione delle perdite avviene soprattutto attraverso sistemi elettroacustici e correlatori, ovvero strumenti in grado di rilevare i rumori prodotti dall'acqua che fuoriesce dalle tubazioni. I dispositivi installati lungo la rete registrano i segnali e li trasmettono via radio a un'unità centrale, che elabora le informazioni e individua le zone in cui è più probabile la presenza di una perdita. In questo modo è possibile limitare gli scavi alle sole aree realmente interessate, riducendo tempi di intervento, costi operativi e disagi per cittadini e traffico.

 

La prelocalizzazione delle perdite idriche è anche effettuata mediante la misura dei raggi cosmici che consente di individuare le concentrazioni di acqua nel suolo in prossimità della rete. Grazie a questa tecnologia, gli strumenti di monitoraggio acustico vengono utilizzati solo sui tratti di rete già individuati come potenzialmente critici, riducendo l'area da ispezionare a circa il 10% del totale.

Queste attività rientrano nel modello Circular Water sviluppato dal Gruppo Iren, che considera il ciclo idrico in un'ottica integrata: dalla captazione e distribuzione dell'acqua fino al recupero della risorsa e alla riduzione delle perdite. Questa visione trova applicazione anche nel Piano Industriale 2025-2030 del Gruppo, che prevede 6,4 miliardi di euro di investimenti concentrati in larga parte sui business regolati e sulle infrastrutture strategiche. Tra le priorità figurano anche il rinnovo e la digitalizzazione delle reti idriche, l'adozione di tecnologie innovative per il monitoraggio e la gestione degli acquedotti e il miglioramento dell'efficienza del servizio. Grazie a questi interventi, il Gruppo punta a ridurre le perdite idriche sull'intero territorio gestito dal 31% al 20% entro il 2030.

 

L'evoluzione tecnologica dimostra come la tutela della risorsa idrica passi oggi anche attraverso dati, modelli previsionali e strumenti digitali sempre più all’avanguardia. Sensori, raggi cosmici, intelligenza artificiale e sistemi di monitoraggio continuo consentono di intervenire con maggiore rapidità e precisione, trasformando la gestione delle reti da attività prevalentemente reattiva a processo sempre più predittivo. Un cambiamento decisivo, che contribuisce a migliorare la qualità del servizio, ridurre gli sprechi e rendere le infrastrutture idriche più preparate ad affrontare le sfide dei prossimi anni.

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