Rinnovabili

Dal PNRR ai territori: i progetti con cui Iren sta trasformando ambiente, acqua ed energia

26 agosto 2026

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il PNRR, ha rappresentato un’opportunità per accelerare la trasformazione delle infrastrutture e dei servizi essenziali, sostenendo investimenti destinati a produrre effetti che vanno oltre l’orizzonte temporale del Piano. Il 30 giugno 2026 ha segnato una delle principali scadenze operative del programma, fissata per il completamento degli interventi finanziati. Per il Gruppo Iren, questo percorso si è concretizzato in 55 progetti, per un valore complessivo degli investimenti pari a 279 milioni di euro, di cui 167 milioni finanziati attraverso il PNRR. Tutti gli interventi sono stati completati entro la scadenza fissata proprio per il 30 giugno, con sole lavorazioni residuali ancora da completare su due cantieri.

Impianto di riciclaggio con un ingegnere che regola la velocità del nastro trasportatore nell'impianto di separazione dei rifiuti

Dal PNRR nuovi impianti e servizi per l’economia circolare

Economia circolare, reti idriche, resilienza delle reti elettriche, efficienza energetica, fognatura, depurazione: sono questi alcuni degli ambiti interessati dagli interventi svolti dal Gruppo Iren con i fondi PNRR. Più nello specifico, sul totale dei finanziamenti ottenuti 70 milioni di euro riguardano il settore ambientale, 52 milioni le reti idriche e 44 milioni le reti elettriche. Una parte importante degli interventi riguarda anche il ciclo dei rifiuti e il recupero di materia. In Toscana, nell’area dell’ATO Toscana Sud che include le province di Arezzo, Grosseto, Livorno e Siena, oltre 20 milioni di euro di finanziamenti sono stati destinati a progetti dedicati allo sviluppo della raccolta differenziata, che hanno previsto la posa di contenitori intelligenti, l’avvio di nuovi centri di raccolta ed ecostation. In provincia di Siena, inoltre, è stato attivato un progetto sul recupero dei pannelli fotovoltaici.

Nel settore dell'economia circolare il PNRR finanzia anche il potenziamento dell'impianto di selezione della carta di Collegno (Torino), con l'obiettivo di aumentare la quantità e la qualità dei materiali avviati a riciclo. Grazie all'introduzione di sistemi di selezione ottica avanzata e di tecnologie per il controllo automatico della qualità dei flussi, l'impianto è in grado di suddividere la carta raccolta in diverse frazioni omogenee e di recuperare fino al 99% di materiale "End of Waste" destinato al riutilizzo industriale. L'intervento consente inoltre una gestione sempre più efficiente dei cartoni per bevande e degli imballaggi poliaccoppiati, contribuendo ad aumentare il valore delle materie recuperate e a ridurre gli scarti.

 

In Liguria, alla Spezia, il PNRR ha sostenuto interventi di potenziamento della raccolta differenziata e la realizzazione dell’impianto FORSU di Saliceti. L’impianto è dedicato alla valorizzazione della frazione organica dei rifiuti urbani, inserendosi in un modello nel quale ciò che viene scartato può tornare a essere una risorsa. Anche l’Emilia-Romagna è interessata da interventi che rafforzano questa logica. Ad esempio, nell’area di Mancasale, a Reggio Emilia, i fondi hanno permesso la realizzazione di un impianto per recuperare i fanghi di depurazione. L’obiettivo è ottenere un fertilizzante con caratteristiche agronomiche di maggior pregio rispetto al recupero diretto dei fanghi, riducendo al tempo stesso le emissioni associate al loro trasporto.

mano che tiene il telefono cellulare con ologramma del concetto di green city e zero emissioni

Investimenti che restano sul territorio oltre il PNRR

Gli interventi finanziati non riguardano però soltantoi servizi ambientali. Il PNRR ha sostenuto anche il rinnovamento delle infrastrutture che ogni giorno garantiscono servizi essenziali. A Parma e La Spezia, ad esempio, circa 22 milioni di Euro di finanziamenti sono stati destinati alla riduzione delle perdite idriche attraverso interventi che comprendono digitalizzazione, monitoraggio e ottimizzazione delle reti.

 

Alla Spezia Acam Acque ha completato 44 cantieri in 13 Comuni della provincia, nell’ambito di un investimento complessivo da 19,8 milioni di euro, di cui oltre 11 milioni finanziati dal Piano. I lavori hanno portato alla sostituzione di oltre 30 chilometri di tubature, alla posa di 22mila nuovi contatori con telelettura e alla realizzazione di 27 distretti idrici per 340 chilometri di rete. In conseguenza a ciò, le perdite idriche sono scese del 10%, con benefici attesi anche in termini di continuità del servizio e riduzione dei consumi energetici necessari per pompaggio e distribuzione.

A Genova, il PNRR ha sostenuto la realizzazione della nuova linea di trattamento fanghi del Depuratore Area Centrale, un'infrastruttura strategica per rendere più efficiente e sostenibile il ciclo idrico. L'intervento prevede l'adozione di tecnologie avanzate come la digestione anaerobica e l'idrolisi termica dei fanghi, che consentiranno di ridurre significativamente i quantitativi destinati a smaltimento e di valorizzare energeticamente il processo attraverso la produzione di biogas. L'energia elettrica e il calore generati contribuiranno a coprire una parte rilevante dei fabbisogni energetici dell'impianto, favorendo una maggiore autosufficienza e una riduzione dei consumi.

 

In Emilia-Romagna sono stati realizzati progetti su fognatura, depurazione e gestione delle acque meteoriche. A questi si aggiungono i 44 milioni di euro destinati alla resilienza climatica delle reti elettriche di Torino, interventi pensati per rafforzare la capacità delle infrastrutture di distribuzione di affrontare gli effetti degli eventi climatici estremi.

 

È proprio nei territori, quindi, che il valore del PNRR assume la sua forma più concreta. I finanziamenti hanno consentito di accelerare opere che entrano stabilmente nel sistema dei servizi locali: impianti più moderni, reti più efficienti e infrastrutture capaci di valorizzare meglio le risorse. Il PNRR ne ha sostenuto la realizzazione, ma i benefici sono destinati a rimanere nel tempo, accompagnando l’evoluzione dei territori verso modelli più efficienti, resilienti e sostenibili.

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