Energia

Perché le reti elettriche devono diventare più resilienti ai fenomeni estremi

19 giugno 2026
  • Eventi meteo estremi, ondate di calore e crescita dei consumi elettrici stanno mettendo sotto pressione le infrastrutture energetiche.

 

  • Le reti elettriche devono diventare più resilienti per garantire continuità del servizio anche in condizioni climatiche critiche.

 

  • Digitalizzazione, smart grid, sensori e manutenzione predittiva aiutano a prevenire guasti e ridurre il rischio di blackout.

 

  • Iren investe nel rafforzamento delle reti elettriche, con interventi su infrastrutture, telecontrollo e ammodernamento della rete.

Negli ultimi anni il cambiamento climatico ha reso sempre più frequenti eventi meteorologici estremi come ondate di calore, temporali violenti, nubifragi e raffiche di vento particolarmente intense. A questi fenomeni si aggiunge una crescita costante della domanda di elettricità trainata dall’elettrificazione dei consumi, dalla diffusione della mobilità elettrica, dall’aumento dei sistemi di climatizzazione e dallo sviluppo di infrastrutture digitali come i data center.

 

Questa evoluzione mette sotto pressione le reti elettriche, ovvero le infrastrutture che trasportano l’energia dalle centrali di produzione fino a case, aziende, ospedali, scuole e servizi essenziali. Quando il sistema viene sottoposto a stress elevati o colpito da eventi estremi, il rischio è quello di interruzioni del servizio, guasti o blackout. Per questo motivo la resilienza delle reti elettriche è diventata uno dei temi centrali della transizione energetica: le infrastrutture devono evolvere per adattarsi a condizioni sempre più variabili e garantire la continuità del servizio.

Fulmini in un cielo notturno con luci città

Perché il clima mette sotto pressione le reti elettriche

Per comprendere in che modo il clima possa influire sulla continuità del servizio è utile partire dal funzionamento della rete elettrica.  L’energia viene prodotta in impianti di diversa natura, trasportata attraverso linee ad alta tensione e successivamente distribuita tramite reti locali fino agli utenti finali. Si tratta di un sistema estremamente articolato che comprende cavi, cabine elettriche, trasformatori, sistemi di controllo e dispositivi di sicurezza.

Per decenni queste infrastrutture sono state progettate sulla base di condizioni climatiche relativamente stabili. Oggi però, come sappiamo, il contesto è cambiato. Le ondate di calore sempre più intense possono compromettere l’efficienza di alcuni componenti della rete, perché le temperature elevate e prolungate aumentano lo stress sui cavi e sulle apparecchiature elettriche. Inoltre, l’utilizzo massiccio dei condizionatori determina picchi di domanda che richiedono una maggiore capacità di trasporto dell’energia.

Temporali violenti, grandinate, alluvioni e forti raffiche di vento possono danneggiare linee elettriche, cabine e sistemi di distribuzione, aumentando il rischio di guasti e interruzioni del servizio. La crescente frequenza di questi eventi sta spingendo gestori e operatori a rafforzare la resilienza delle infrastrutture.

Al quadro si aggiunge la progressiva elettrificazione dei consumi, che è un passaggio fondamentale nella transizione energetica per sostituire i combustibili fossili. Auto elettriche, pompe di calore, climatizzazione, processi industriali e servizi digitali, però, richiedono una disponibilità di energia sempre maggiore. Secondo il rapporto IEA Electricity 2026, la domanda globale di elettricità crescerà mediamente del 3,6% all’anno tra il 2026 e il 2030. Quando una rete non riesce a gestire contemporaneamente l’aumento dei consumi e gli effetti di eventi climatici estremi, possono verificarsi interruzioni più o meno estese. I blackout rappresentano la manifestazione più evidente di questa vulnerabilità, ma esistono anche potenziali disservizi meno visibili, come cali di tensione o guasti localizzati che incidono sulla qualità e sull’affidabilità della fornitura.

Reti resilienti digitiali in una grafica con sfondo la tastiera di un laptop e delle mani che digitano i tasti

Come migliorare le reti elettriche contro i fenomeni estremi

Per rendere le reti elettriche più stabili ed efficienti occorre aggiornare le infrastrutture per renderle capaci di distribuire l’energia in modo affidabile anche in condizioni difficili. In altre parole, ciò di cui abbiamo bisogno oggi è una rete resiliente, cioè in grado di resistere agli eventi avversi, monitorare il sistema, prevenire incidenti e limitare i danni ripristinando rapidamente il servizio in caso di guasto. Per raggiungere questo obiettivo servono investimenti consistenti in nuove infrastrutture e tecnologie avanzate. Secondo lo studio Grids for Speed di Eurelectric, gli investimenti nelle reti di distribuzione europee dovranno raddoppiare rispetto ai livelli attuali, passando da una media di circa 33 miliardi di euro a 67 miliardi di euro all’anno nel periodo compreso tra il 2025 e il 2050. L’obiettivo di questi investimenti è modernizzare le reti, supportare l’elettrificazione dei consumi, integrare le fonti rinnovabili e aumentare la resilienza rispetto agli eventi climatici estremi.

Un ruolo fondamentale sarà svolto dalla digitalizzazione: sensori, sistemi di telecontrollo e piattaforme di monitoraggio consentono di raccogliere dati in tempo reale sul funzionamento della rete, individuare anomalie e intervenire prima che si trasformino in guasti. Anche le smart grid, o reti intelligenti, rappresentano un tassello essenziale di questa evoluzione.

Cosa si sta già facendo e cosa serve per il futuro

La buona notizia è che gli operatori energetici stanno già intervenendo per rendere le reti più robuste, pronte ad affrontare le sfide climatiche di oggi e di domani. In generale, una delle attività in atto riguarda l’analisi preventiva del rischio: attraverso dati meteorologici, modelli previsionali e mappe storiche dei danni, si individuano le aree maggiormente esposte a fenomeni estremi. L’obiettivo è pianificare interventi mirati prima che si verifichino ulteriori criticità. Inoltre, in molti casi si sta procedendo alla sostituzione delle linee aeree con infrastrutture interrate, meno esposte agli effetti di vento, ghiaccio, caduta di alberi e fenomeni atmosferici intensi. Anche in diversi progetti europei dedicati allo sviluppo delle reti urbane la posa interrata viene considerata una delle soluzioni più efficaci per aumentare la resilienza delle infrastrutture.

 

In più, le stazioni elettriche collocate in aree a rischio vengono dotate di sistemi di protezione contro gli allagamenti e di nuove tecnologie che consentono sia di individuare per tempo eventuali anomalie, sia di mantenere operative le apparecchiature anche in condizioni particolarmente difficili.

 

Un altro elemento importante riguarda il potenziamento delle squadre operative e dei sistemi di pronto intervento, che possono essere mobilitati rapidamente nel caso di eventi eccezionali per ripristinare il servizio nel minor tempo possibile. Anche le istituzioni stanno sostenendo questo processo. Tra gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza figurano interventi per aumentare la resilienza del sistema elettrico attraverso il miglioramento di migliaia di chilometri di infrastrutture, con l’obiettivo di ridurre la durata e l’entità delle interruzioni in caso di fenomeni climatici estremi.

Le soluzioni di Iren contro i blackout e per una rete elettrica più resiliente

La resilienza delle reti elettriche è uno dei pilastri della strategia industriale del Gruppo Iren, che da anni investe nel rafforzamento e nella modernizzazione delle infrastrutture energetiche dei territori serviti. L’approccio parte da un principio semplice: prevenire è più efficace che intervenire a emergenza avvenuta. Per questo motivo, la strategia punta su una combinazione di innovazione tecnologica, digitalizzazione e rinnovo delle infrastrutture. Tra le iniziative già avviate rientrano l’ammodernamento delle reti di distribuzione, l’aumento del grado di automazione e telecontrollo, il potenziamento della capacità di monitoraggio e l’adozione di soluzioni smart grid. Questi strumenti consentono di individuare rapidamente eventuali criticità e di migliorare la continuità del servizio anche in presenza di condizioni particolarmente complesse.

 

La strategia di Iren punta inoltre su investimenti dedicati allo sviluppo delle reti elettriche: si prevede che circa 800 milioni di euro vengano destinati alle reti elettriche, con l’obiettivo di rafforzare la capacità infrastrutturale, favorire la digitalizzazione e accompagnare la crescita della domanda energetica. Più in generale, il Piano Industriale al 2030 di Iren conferma la centralità dei servizi a rete, della qualità del servizio e della resilienza delle infrastrutture nei territori. Anche per Iren la trasformazione delle reti passa attraverso smart grid, digitalizzazione, innovazione tecnologica e utilizzo di strumenti avanzati per la prevenzione dei rischi. Una rete più intelligente è anche una rete più sicura, capace di reagire rapidamente alle criticità, sostenere la crescita dei consumi e integrare nuove forme di produzione energetica distribuita.

 

In un contesto caratterizzato da eventi climatici sempre più intensi e da una crescente dipendenza dall’elettricità, investire nella resilienza delle reti significa tutelare la qualità della vita delle persone, sostenere competitività dei territori e la sicurezza del sistema energetico. È una sfida che coinvolge l’intero settore, ma che per Iren rappresenta già oggi una priorità concreta per costruire infrastrutture più affidabili e capaci di affrontare le esigenze del futuro. 

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