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Oltre i margini: come l'arte può raccontare la transizione urbana. Intervista alla curatrice Elena Radovix

21 luglio 2026

L'arte può aiutare a comprendere le sfide ambientali che interessano le città? La mostra Oltre i margini. Arte per la transizione dell'ecosistema urbano nasce proprio con questo obiettivo: offrire nuovi punti di vista sul rapporto tra persone, natura e spazio urbano attraverso il linguaggio dell'arte contemporanea. Aperta gratuitamente dal 19 giugno al 31 luglio 2026 presso Piazza dei Mestieri a Torino, l'esposizione è realizzata con il sostegno di numerosi partner, tra cui il Gruppo Iren.

Un percorso artistico per riflettere sul futuro delle città

Il momento centrale si è svolto il 4 luglio: l'inaugurazione della mostra La cordata ideale, che resterà aperta gratuitamente al pubblico fino al primo week end di ottobre, confermando l'impegno di Iren al fianco dei territori in cui opera.

Alla cerimonia hanno partecipato Alex Gioannini, sindaco di Ceresole Reale, Daniele Valle, consigliere della Regione Piemonte, Mauro Durbano, presidente del Parco Nazionale Gran Paradiso, Daniela Berta, direttrice del Museo Nazionale della Montagna, e Giuseppe Bergesio, amministratore delegato di Iren Energia.

 

La giornata si è conclusa con la ormai tradizionale Cena in Bianco, organizzata dal Comune di Ceresole Reale in collaborazione con Iren presso l'area della diga: un evento che ha trasformato uno dei luoghi simbolo della Valle in uno spazio di incontro e condivisione.

Chidichimo Mole Antonelliana

Un percorso artistico per riflettere sul futuro delle città

La mostra Oltre i margini raccoglie dodici riproduzioni di opere realizzate da Piero Gilardi, Andrea Chidichimo, Mery Rigo e Davies Zambotti, artisti che interpretano, attraverso linguaggi e sensibilità differenti, il rapporto tra città, ambiente e trasformazione del paesaggio urbano.

Il percorso espositivo sviluppa una riflessione che guarda al presente, proponendo nuove narrazioni dedicate ai beni comuni che rendono vivibili le città. 

 

Tre gli elementi protagonisti. L'acqua viene raccontata come risorsa essenziale che alimenta la vita quotidiana; il verde richiama l'attenzione sulla necessità di preservare gli spazi naturali dalla progressiva urbanizzazione; l'aria, infine, invita a riflettere sul paradosso di una città tra le più ricche di aree verdi in Italia ma con importanti criticità nella qualità dell'aria.

Il messaggio è chiaro: la salute delle città dipende dall'equilibrio tra le loro componenti naturali e dalla capacità di riconoscerle come un patrimonio comune da tutelare.

Piero Giraldi

Come nasce una mostra che racconta la transizione urbana

La mostra è curata da Elena Radovix, che risponde ad alcune domande sulla genesi e sui temi del percorso espositivo.

 

Come nasce l'idea della mostra "Oltre i Margini"?

 

La mostra nasce dalla convinzione che oggi le grandi questioni ambientali non possano più essere affrontate entro i confini delle singole discipline. Insieme a Marco Santalessa e Andrea Chidichimo della Piazza dei Mestieri, abbiamo immaginato un percorso capace di mettere in dialogo arte, territorio e pubblico. Nell'ambito di questo progetto curatoriale ho selezionato gli artisti Piero Gilardi, Andrea Chidichimo, Mery Rigo e Davies Zambotti, le cui opere, pur appartenendo a percorsi e generazioni differenti, invitano a riflettere sul rapporto tra uomo, ambiente e paesaggio.

 

Perché oggi è importante guardare "oltre i margini" quando parliamo di città e ambiente?


Perché le città non sono realtà separate dagli ecosistemi che le circondano e l'uomo non è esterno alla natura, ma ne fa parte. “Guardare oltre i margini” significa superare le contrapposizioni tra ambiente e sviluppo, tra cultura e territorio, imparando a leggere la complessità delle relazioni che ci legano al luogo in cui viviamo.

Qual è il messaggio che spera i visitatori portino con sé dopo aver visitato la mostra?

 

Mi auguro che i visitatori escano con uno sguardo più attento e consapevole. L’arte non offre risposte definitive, ma apre domande e invita a osservare ciò che spesso diamo per scontato. Se anche una sola persona guarderà il paesaggio, un albero, un fiume o uno spazio urbano con maggiore attenzione, la mostra avrà raggiunto il suo obiettivo.

 

Come vede oggi la relazione tra arte, artista, scienza e tematiche ambientali?

 

Credo che arte e scienza siano linguaggi diversi ma complementari. La scienza ci aiuta a comprendere i fenomeni, mentre l’arte rende quella conoscenza esperienza, emozione e partecipazione. Nel mio percorso curatoriale ho scelto spesso di sviluppare progetti che mettono in dialogo arte e ricerca scientifica, convinta che il cambiamento del nostro rapporto con l’ambiente sia prima di tutto una sfida culturale, oltre che scientifica e tecnologica.

 

Dalle parole di Elena Radovix emerge l'invito a visitare la mostra per guardare la città da una prospettiva diversa, riconoscendo nell'arte uno strumento capace di stimolare nuove riflessioni. Attraverso il sostegno a iniziative come Oltre i margini, il Gruppo Iren conferma il proprio impegno nel promuovere occasioni di dialogo tra cultura, ambiente e innovazione, contribuendo a diffondere una maggiore consapevolezza sulle sfide che accompagneranno la trasformazione delle città.

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Due persone lavorano insieme al computer viste attraverso un vetro, in un ambiente luminoso con riflessi naturali.

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