Innovazione

Sensori e monitoraggio ambientale: come i dati aiutano a gestire città e territori

26 giugno 2026
  • Sensori e sistemi di monitoraggio permettono di raccogliere dati in tempo reale su impianti, reti e parametri ambientali.
 
  • Le informazioni raccolte aiutano a prevenire criticità, controllare le infrastrutture e migliorare la qualità dei servizi pubblici.
 
  • Il termovalorizzatore Iren di Parma è un esempio concreto di impianto monitorato attraverso controlli continui, centraline e verifiche ambientali.
 
  • Trasformare i dati in decisioni operative è una delle sfide più importanti per gestire città e territori in modo più efficiente e sicuro.

Sensori, sistemi di controllo e monitoraggio ambientale sono strumenti sempre più importanti per gestire infrastrutture, impianti e servizi pubblici. Ne è ben consapevole Iren, che utilizza tecnologie di raccolta dati e controllo da remoto per verificare il funzionamento dei suoi impianti, monitorare i parametri ambientali e intervenire in modo più tempestivo quando emergono possibili criticità.

 

Un esempio concreto è il termovalorizzatore Iren di Parma, dove il controllo dell’impianto e dell’impatto ambientale passa attraverso sistemi automatici, analizzatori, centraline e campionamenti periodici. Qui i dati non sono un elemento accessorio, ma una parte essenziale della gestione: aiutano a verificare le prestazioni, controllare le emissioni e rendere più trasparente il rapporto tra infrastruttura, territorio e autorità pubbliche. Il tema, però, riguarda un ambito molto più ampio, dato che la possibilità di raccogliere dati e informazioni in tempo reale sta cambiando il modo in cui vengono gestiti città e territori, migliorando la pianificazione e rendendo gli interventi più efficaci.

Termovalorizzatore in funzione

Come il monitoraggio in tempo reale aiuta a controllare gli impianti ambientali

Un impianto ambientale è un sistema complesso, fatto di processi tecnici, parametri da rispettare, componenti da monitorare e verifiche da eseguire con continuità. Per questo il monitoraggio in tempo reale è diventato uno degli strumenti più importanti per garantire il corretto funzionamento e ridurre il rischio di criticità. Prendiamo come esempio un termovalorizzatore, che è un inceneritore che converte il calore generato dalla combustione dei rifiuti in energia destinata ad altro uso. In questo caso il controllo riguarda sia il processo industriale, sia gli aspetti ambientali: i dati servono infatti a verificare che la combustione avvenga in condizioni adeguate, che i sistemi di trattamento funzionino correttamente e che le emissioni rispettino i limiti previsti dalle autorizzazioni e dalla normativa.

Il termovalorizzatore Iren di Parma si trova all’interno del Polo Ambientale Integrato, progettato per la gestione dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi della provincia. L’impianto ha una capacità di smaltimento autorizzata pari a 195.000 tonnellate all’anno e comprende due linee di combustione con generatori di vapore a griglia. Il processo è sorvegliato da un sistema automatico capace di autoregolarsi per mantenere i parametri di combustione su valori ottimali. Questo significa che il funzionamento dipende solo da un controllo continuo delle condizioni operative: in questo contesto, i dati raccolti permettono di individuare eventuali variazioni nei processi e mantenere le prestazioni entro i valori previsti.

 

Un ruolo centrale è svolto anche dal trattamento dei fumi: nel termovalorizzatore di Parma la sezione dedicata a questo compito deve ridurre al massimo le concentrazioni di inquinanti presenti nei fumi provenienti dalla combustione, mantenendole al di sotto dei limiti previsti dalla legge. Per vigilare sulla qualità dei fumi in uscita dalla camera di combustione e di quelli espulsi in atmosfera, sono presenti due serie gemelle di analizzatori per ciascuna linea di trattamento. Questo esempio dimostra concretamente in che modo il dato rilevato in tempo reale diventa parte integrante della gestione ambientale.

Uomo d'affari che utilizza tablet con dashboard di analisi delle emissioni di CO2

Perché sensori e reti intelligenti sono sempre più importanti per la gestione delle infrastrutture

Il valore del monitoraggio non riguarda solo gli impianti ambientali. Sensori, sistemi di telecontrollo e piattaforme digitali sono sempre più utilizzati anche nelle reti e nelle infrastrutture che sostengono i servizi pubblici. Il motivo è semplice: infrastrutture estese e complesse non possono essere gestite soltanto attraverso interventi manuali o controlli occasionali, ma hanno bisogno invece di informazioni aggiornate, raccolte in modo continuo e organizzate in modo da supportare decisioni operative. I sensori consentono di misurare parametri diversi a seconda del contesto, ad esempio portate, pressioni, temperature, livelli, qualità dell’aria, emissioni, consumi, stato di funzionamento di macchinari o componenti.

Queste informazioni possono essere trasmesse a sistemi di controllo, sale operative o piattaforme digitali, dove vengono analizzate per individuare anomalie, verificare l’efficienza del servizio e programmare eventuali interventi.

 

Il vantaggio principale di questo sistema è la capacità di prevenire. Se una rete o un impianto mostrano segnali anomali, i dati possono aiutare a intercettare il problema prima che si trasformi in un guasto o in un disservizio. Questo approccio è particolarmente importante in settori in cui continuità e affidabilità sono essenziali, come la distribuzione dell’acqua e la gestione dell’energia. Anche il controllo da remoto ha un ruolo sempre più rilevante: poter osservare il funzionamento di un’infrastruttura senza essere fisicamente presenti sul posto consente di ridurre i tempi di risposta, coordinare meglio le squadre operative e intervenire in modo più mirato e tempestivo. In questo senso, le reti intelligenti non sono solo infrastrutture digitalizzate: sono sistemi capaci di leggere ciò che accade, restituire informazioni utili e rendere più efficiente la gestione dei servizi. È una trasformazione che riguarda direttamente le utility, chiamate a integrare infrastrutture fisiche e tecnologie digitali per rispondere a bisogni sempre più complessi.

Come i dati aiutano a prendere decisioni più efficaci per città e territori

Raccogliere dati è utile solo se quelle informazioni vengono interpretate e trasformate in decisioni. È questo il passaggio che rende sensori e monitoraggio ambientale strumenti davvero strategici per città e territori. Nel caso della qualità dell’aria, ad esempio, centraline e laboratori mobili permettono di osservare l’andamento di diversi inquinanti e di costruire una base informativa utile per enti di controllo, amministrazioni e gestori. I dati raccolti aiutano a comprendere l’evoluzione dei fenomeni ambientali, verificare il rispetto delle prescrizioni e valutare eventuali interventi.

 

La stessa logica vale per molti servizi urbani. Sapere dove si concentrano determinate criticità, come cambiano i parametri ambientali nel tempo o quali infrastrutture mostrano segnali di stress consente di programmare meglio manutenzioni, investimenti e interventi. Il dato diventa quindi uno strumento di pianificazione. Per città e territori, questo significa passare da una gestione basata solo sulla risposta all’emergenza a una gestione più preventiva. Non sempre è possibile evitare un problema, ma è possibile conoscerlo prima, misurarne l’evoluzione e intervenire con maggiore precisione. È qui che la tecnologia produce il suo valore più concreto: non nel dato in sé, ma nella capacità di usarlo per migliorare servizi, sicurezza e qualità ambientale.

Biomonitoraggio attraverso le api insieme a Apicoltura Urbana

Non solo sensori e centraline: il ruolo del biomonitoraggio

Accanto a sensori, centraline e analizzatori, esistono anche forme di monitoraggio che utilizzano indicatori biologici per valutare lo stato dell’ambiente. È il caso del biomonitoraggio attraverso le api, una metodologia adottata dal Gruppo Iren in diversi siti impiantistici in collaborazione con Apicoltura Urbana. Dal 2021 sono stati installati alveari in aree come il Polo Ambientale Integrato di Parma, il termovalorizzatore di Torino e altri impianti del Gruppo, coinvolgendo complessivamente oltre 840 mila api. Le analisi vengono effettuate su miele, cera, pan d’api (il polline immagazzinato nelle celle) e sulle stesse api bottinatrici, con l’obiettivo di rilevare l’eventuale presenza di sostanze come diossine, PCB e idrocarburi policiclici aromatici. 

Ad oggi sono stati analizzati oltre 1.500 parametri, con risultati che hanno evidenziato livelli di contaminanti bassi o assenti e l’assenza di criticità ambientali. Le api sono considerate vere e proprie “sentinelle dell’ambiente” perché, durante la loro attività quotidiana di impollinazione, entrano in contatto con aria, acqua, suolo e vegetazione in un raggio di diversi chilometri dall’alveare. Osservarne lo stato di salute e analizzare i materiali che producono consente quindi di ottenere informazioni preziose sulla qualità dell’ecosistema circostante. Oltre al loro ruolo fondamentale per la biodiversità e l’impollinazione, diventano così uno strumento innovativo per integrare i sistemi di monitoraggio ambientale tradizionali e rendere ancora più completa la conoscenza del territorio. 

Come funziona il monitoraggio ambientale al termovalorizzatore Iren a Parma

Non conta soltanto raccogliere dati attraverso sensori e monitoraggio ambientale: è importante soprattutto saper trasformare questi dati in decisioni e azioni concrete che migliorano i servizi per cittadini e territori. Il termovalorizzatore Iren di Parma è un esempio di come questo principio possa essere applicato alla gestione di un impianto complesso. In questa infrastruttura il monitoraggio parte dal funzionamento dell’impianto: le due linee di combustione sono sorvegliate da sistemi automatici che regolano il processo per mantenere i parametri su valori ottimali. Questo permette di controllare l’efficienza della combustione e di garantire condizioni operative stabili. A questo si aggiunge il controllo delle emissioni. I parametri monitorati in continuo comprendono carbonio organico totale, monossido di carbonio, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, acido fluoridrico, acido cloridrico, ammoniaca, PM10 e polveri totali. Si tratta di indicatori fondamentali per verificare il comportamento dell’impianto e il rispetto delle prescrizioni previste.

 

Il monitoraggio ambientale nell’impianto di Parma comprende inoltre campionamenti mensili in continuo di diossine e idrocarburi policiclici aromatici, che sono due inquinanti potenzialmente pericolosi per la salute umana e l’ambiente: per questo è importante controllare i livelli. Per alcuni parametri, tra l’altro, i limiti previsti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale sono inferiori rispetto alle normative nazionali ed europee: un elemento che rende ancora più rilevante l’attività di controllo e verifica. Accanto alle emissioni, viene monitorata anche la qualità dell’aria nel territorio circostante. Le tre stazioni fisse e il laboratorio mobile gestiti da ARPA rilevano parametri come PM10, PM2,5, ossidi di azoto, benzene-toluene-xilene, ozono, mercurio, ossidi di zolfo e ammoniaca. Le informazioni raccolte contribuiscono a rendere più trasparente il sistema di controllo. Inoltre, il Polo Ambientale Integrato in cui si trova l’impianto comprende anche una vasta area verde: circa 58 ettari complessivi, di cui circa 50 occupati da una zona verde con più di 15.000 alberi e arbusti. Questa area ha una funzione di mitigazione dei gas serra e delle polveri, anche derivanti dal traffico veicolare, e completa il quadro delle misure ambientali collegate al sito.

 

Nel complesso, il caso del termovalorizzatore di Parma mostra come il monitoraggio ambientale non sia un’attività isolata, ma un sistema articolato fatto di sensori, analizzatori, centraline, campionamenti, controlli pubblici e gestione operativa. È attraverso questa rete di informazioni che diventa possibile controllare un impianto, verificarne le prestazioni e garantire un rapporto più trasparente con il territorio. Per Iren, sensori e monitoraggio rappresentano quindi strumenti concreti di innovazione applicata. Non servono solo a misurare, ma a gestire meglio: impianti più controllati, reti più intelligenti, decisioni più tempestive e servizi pubblici più affidabili. È in questa capacità di trasformare i dati in azioni che si gioca una parte importante della gestione futura di città e territori.

L'articolo ti è piaciuto?
Iscriviti alla newsletter!

Ricevi mensilmente la newsletter Everyday direttamente su Linkedin: sarai aggiornato sulle ultime novità in tema di innovazione, economia circolare, scenari climatici e sfide legate alla sostenibilità

Due persone lavorano insieme al computer viste attraverso un vetro, in un ambiente luminoso con riflessi naturali.

Potrebbe interessarti

Green
Iren motore di crescita sostenibile per l'Italia: a Genova la presentazione dello studio TEHA
Presentato a Genova lo studio TEHA sul valore generato da Iren attraverso il modello dei 4 Capitali. Focus su PIL, investimenti, occupazione e crescita della Liguria.
Green
Torino, apre il nuovo Centro di Raccolta di via Massari: più servizi per cittadini e ambiente
A Torino apre il nuovo Centro di Raccolta di via Massari. La struttura amplia i servizi ambientali della città e rafforza raccolta differenziata ed economia circolare
Green
Genova: maxi piano Iren per il rinnovo delle reti idriche e gas
Iren avvia a Genova un piano di interventi su reti idriche e gas per migliorare efficienza, qualità del servizio e integrazione con le grandi opere infrastrutturali.
Green
Riciclo della plastica: Iren e Corepla lanciano a Torino una campagna tra affissione e social
A Torino la campagna Iren e Corepla unisce affissione e social per promuovere una raccolta differenziata della plastica più consapevole, attraverso contenuti educativi e interattivi.
Innovazione
Iren sponsor del Tour Mondiale 2026 dell’Amerigo Vespucci: a Genova una tappa tra mare, cultura e sostenibilità
Iren è sponsor del Tour Mondiale 2026 dell’Amerigo Vespucci: la tappa di Genova tra eventi, partecipazione e impegno per la tutela del mare e delle risorse naturali.
Innovazione
Torino, nuova Stazione Nord di Trasformazione Elettrica: un nodo strategico per la rete elettrica
A Torino inaugurata la nuova Stazione Nord di Trasformazione Elettrica di IRETI: un’infrastruttura strategica da 24,8 milioni che rafforza la rete di distribuzione dell’energia e migliora continuità e sicurezza del servizio.