Energia

Cos’è la termovalorizzazione e perché è parte del ciclo integrato

9 febbraio 2026
  • La termovalorizzazione consente di recuperare energia elettrica e calore dai rifiuti non riciclabili, riducendo il ricorso alla discarica.
 
  • Il processo si articola in combustione controllata, produzione di vapore, generazione di energia e sistemi avanzati di abbattimento delle emissioni.
 
  • Gli impianti del Gruppo Iren a Torino (TRM), Parma e Piacenza integrano gestione dei rifiuti, produzione energetica e teleriscaldamento.

 

  • La termovalorizzazione completa il riciclo all’interno di un sistema integrato, trasformando la frazione residua in una risorsa energetica per i territori.

Nel percorso verso un sistema energetico e ambientale più sostenibile, ogni fase della gestione dei rifiuti ha un ruolo preciso. Dopo la raccolta differenziata e il riciclo, resta una quota di materiali che non può essere recuperata come nuova materia. È proprio qui che interviene la termovalorizzazione, una tecnologia che consente di trasformare la frazione non riciclabile in energia elettrica e calore.

In un modello integrato, la gestione dei rifiuti non si limita allo smaltimento, ma punta a valorizzare ogni possibile risorsa. La termovalorizzazione completa questo percorso: riduce il ricorso alla discarica, recupera energia e contribuisce all’equilibrio del sistema energetico dei territori in cui opera.

termovalorizzatyore

Come funziona un termovalorizzatore: le fasi del processo

Il funzionamento di un impianto di termovalorizzazione si articola in diverse fasi, tutte rigidamente controllate.

Il primo passaggio è il conferimento e lo stoccaggio dei rifiuti non riciclabili. I materiali vengono depositati in una fossa chiusa e movimentati tramite gru, che li omogeneizzano prima dell’introduzione nel forno.

Segue la fase di combustione controllata, che avviene a temperature elevate, generalmente superiori agli 850°C. Questo processo consente di ridurre il volume dei rifiuti e di liberare energia sotto forma di calore.

Il calore prodotto viene utilizzato per generare vapore, che alimenta una turbina collegata a un alternatore per la produzione di energia elettrica. Nei sistemi integrati, il calore residuo può essere impiegato anche per alimentare reti di teleriscaldamento, fornendo energia termica alle abitazioni e agli edifici pubblici.
 

Un aspetto centrale riguarda il trattamento dei fumi. I moderni termovalorizzatori sono dotati di sistemi avanzati di filtrazione e abbattimento delle emissioni, che includono filtri a maniche, reattori chimici e sistemi di monitoraggio continuo. Questo garantisce il rispetto dei limiti normativi e un controllo costante delle emissioni in atmosfera.
 

Infine, le ceneri residue vengono ulteriormente trattate per recuperare metalli e ridurre al minimo la quantità di materiale da smaltire.

I benefici ambientali ed energetici

 

La termovalorizzazione produce benefici su più livelli. Dal punto di vista ambientale, consente di ridurre il ricorso alla discarica, che rappresenta l’opzione meno sostenibile per la gestione dei rifiuti. Le discariche, infatti, occupano suolo, producono percolato e generano emissioni di metano, un gas serra con un elevato potenziale climalterante.

Dal punto di vista energetico, il recupero di energia dai rifiuti contribuisce alla produzione di elettricità e calore, integrando il mix energetico nazionale. Nei territori dotati di reti di teleriscaldamento, l’energia termica prodotta può sostituire fonti fossili tradizionali, riducendo le emissioni complessive.

In un sistema integrato, la termovalorizzazione rappresenta quindi una soluzione che valorizza la frazione non riciclabile, trasformando un costo ambientale in una risorsa energetica.

I termovalorizzatori del Gruppo Iren: Parma, Piacenza e Torino

All’interno del sistema integrato di gestione dei rifiuti, i termovalorizzatori gestiti dal Gruppo Iren a Torino, Parma e Piacenza rappresentano infrastrutture strategiche per coniugare smaltimento della frazione residuale, produzione di energia e tutela ambientale. Non si tratta di impianti isolati, ma di nodi energetici inseriti in poli ambientali complessi, in cui il recupero di materia ed energia dialoga con la gestione delle reti e dei servizi ai territori.

Il termovalorizzatore di Torino (TRM) è uno degli impianti più rilevanti nel panorama nazionale. Grazie al recupero energetico dei rifiuti non riciclabili, consente di risparmiare ogni anno circa 80.000 tonnellate di combustibile fossile, contribuendo in modo significativo alla produzione di energia elettrica e al funzionamento del sistema di teleriscaldamento cittadino. L’integrazione con la rete di teleriscaldamento - la più grande d’Italia e una delle più estese in Europa con i suoi circa 800 km di doppia tubazione -permette di fornire calore a migliaia di abitazioni, riducendo l’utilizzo di caldaie tradizionali e abbattendo le emissioni legate al riscaldamento domestico. In questo modo, il rifiuto residuo diventa una leva per migliorare l’efficienza energetica urbana.

Nel Polo Ambientale Integrato di Parma, il termovalorizzatore è parte di un sistema più ampio dedicato alla gestione sostenibile dei rifiuti. L’impianto ha una capacità autorizzata di 195.000 tonnellate annue ed è destinato al trattamento dei rifiuti urbani residui provenienti dalla raccolta differenziata e di rifiuti speciali. È composto da due linee di combustione, ciascuna dotata di un generatore di vapore a recupero di calore. Il vapore prodotto alimenta il ciclo energetico, generando elettricità e calore. Centrale, come negli altri impianti del Gruppo, è il sistema di trattamento dei fumi, progettato per ridurre le concentrazioni di inquinanti ben al di sotto dei limiti normativi. Filtrazione, reattori chimici e monitoraggio continuo di aria e acque superficiali assicurano il controllo costante delle emissioni, a tutela dell’ambiente e della salute pubblica. 

 

A Piacenza, l’impianto noto come Tecnoborgo è inserito in un complesso ambientale di oltre 200.000 metri quadrati, che ospita anche depuratore, strutture di stoccaggio e trattamento rifiuti speciali e aree dedicate alla gestione delle raccolte differenziate. Qui la termovalorizzazione si integra con altri servizi ambientali, rafforzando il modello di gestione coordinata del territorio.

Attraverso la consolidata tecnologia del forno a griglia, l’impianto piacentino ha una capacità di trattamento pari a 120.000 tonnellate annue di rifiuti urbani, rifiuti speciali assimilabili agli urbani, rifiuti sanitari trattati e fanghi biologici provenienti dall’adiacente impianto di depurazione delle acque. Anche in questo caso, il processo avviene con monitoraggio costante delle emissioni, grazie a un sistema installato direttamente sull’impianto e collegato a una stazione meteorologica. I dati vengono trasmessi in tempo reale all’organismo di controllo, l’ARPA di Piacenza, garantendo trasparenza e tracciabilità.

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In tutti e tre gli impianti, il denominatore comune è l’attenzione a controllo, innovazione e sostenibilità ambientale. La termovalorizzazione non è solo una fase di smaltimento, ma un processo tecnologico avanzato che consente di recuperare energia, ridurre il volume dei rifiuti e limitare il ricorso alla discarica.

Accanto ai sistemi di monitoraggio continuo delle emissioni, Iren ha affiancato anche strumenti di biomonitoraggio ambientale, come l’installazione di alveari nei pressi degli impianti. Le api, considerate sentinelle naturali dell’ecosistema, permettono di analizzare la qualità dell’aria e dell’ambiente circostante attraverso il controllo del miele, della cera e dello stato di salute delle colonie. Un approccio che integra la misurazione tecnologica con indicatori biologici, rafforzando la trasparenza e il presidio ambientale dei siti produttivi.

Integrati nei rispettivi territori, questi impianti dimostrano come il recupero energetico possa diventare parte di una strategia più ampia, in cui gestione dei rifiuti, produzione di energia e servizi urbani dialogano in modo sinergico. È questa integrazione che consente di trasformare una frazione non riciclabile in una risorsa utile per la collettività, coniugando innovazione industriale e tutela ambientale.

 

Termovalorizzazione e futuro energetico

In un sistema dei rifiuti che punta a ridurre sprechi e massimizzare il recupero, la termovalorizzazione svolge una funzione precisa: gestire in modo efficiente la frazione che non può essere riciclata. Non si pone in alternativa al riciclo, ma ne rappresenta il completamento, garantendo una soluzione tecnologicamente avanzata per i materiali residui.

Attraverso tecnologie avanzate, monitoraggio costante e integrazione con le reti energetiche, gli impianti di termovalorizzazione contribuiscono alla produzione di energia e alla riduzione dell’impatto ambientale complessivo.
 

Nel modello promosso dal Gruppo Iren, la termovalorizzazione è parte di un sistema integrato che unisce gestione dei rifiuti, recupero energetico e servizi ai territori. Un approccio che trasforma ciò che non può essere riciclato in una risorsa utile, contribuendo a costruire città più sostenibili ed efficienti.

Dalla scala urbana alla strategia di Gruppo

L’esperienza di Torino si inserisce in una visione più ampia che riguarda l’intero perimetro di azione del Gruppo Iren. Investire sulla resilienza delle reti significa investire sul futuro del sistema energetico nazionale, soprattutto in un Paese come l’Italia, dove la domanda elettrica è destinata a crescere e le rinnovabili assumono un ruolo sempre più centrale.

La resilienza è diventata uno dei pilastri della strategia industriale di Iren, che punta su digitalizzazione, rinnovo delle infrastrutture e potenziamento della distribuzione elettrica. Il Piano Industriale 2024–2030 prevede investimenti complessivi pari a 8,2 miliardi di euro entro il 2030, di cui 800 milioni destinati alle reti elettriche, a conferma della centralità di questo tema. In particolare, come indicato nell’Action plan, il 29% degli investimenti sulle reti è rivolto alla distribuzione elettrica: l’obiettivo è aumentare la capacità delle infrastrutture di sostenere carichi più elevati e rispondere agli effetti dei cambiamenti climatici.

Il passaggio dalla scala locale a quella di sistema è fondamentale: solo reti più intelligenti e resilienti possono accompagnare l’aumento della produzione rinnovabile, garantendo al tempo stesso qualità del servizio, sicurezza e accessibilità per i cittadini.

Integrare le rinnovabili per costruire il sistema energetico del futuro

Integrare le rinnovabili significa, in definitiva, ripensare il sistema energetico nel suo insieme. Non si tratta di aggiungere nuova capacità produttiva a un modello invariato, ma di costruire un’architettura capace di evolvere nel tempo. Reti intelligenti, resilienza, accumuli, previsione avanzata e flessibilità sono i pilastri di questo percorso.

L’esperienza maturata nei territori in cui opera Iren mostra come la transizione energetica richieda una visione di lungo periodo e una gestione sempre più integrata delle infrastrutture. Una visione in cui l’integrazione delle rinnovabili non è un problema da risolvere, ma un’opportunità per rendere il sistema energetico più sostenibile, efficiente e affidabile, oggi e nel futuro.

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