Green

Impronte, al MAcA di Torino la mostra fotografica di James Balog per raccontare il cambiamento climatico

1 luglio 2026
  • La mostra Impronte porta al MAcA di Torino le fotografie di James Balog, tra i più importanti fotografi ambientali contemporanei.
 
  • Attraverso immagini, installazioni e documentari, il percorso racconta le trasformazioni del pianeta e gli effetti della crisi climatica.
 
  • Al centro dell'esposizione ci sono progetti come Extreme Ice Survey, che documenta da anni l'evoluzione dei ghiacciai nel mondo.
 
  • La mostra è realizzata con il sostegno del Gruppo Iren, confermando l'impegno dell'azienda nella promozione della cultura ambientale e della sostenibilità.

Comprendere il cambiamento climatico significa analizzare dati e studiare fenomeni, ma significa anche trovare nuovi linguaggi capaci di rendere visibili trasformazioni che spesso avvengono lentamente e lontano dai nostri occhi. L'arte e la fotografia possono svolgere un ruolo importante in questo processo.

 

È proprio questo l'obiettivo di Impronte. Fotografie di James Balog, la mostra ospitata dal MAcA – Environmental Museum di Torino, che propone un percorso dedicato al rapporto tra attività umana e sistemi naturali. L'iniziativa è realizzata anche con il sostegno di Iren, confermando l'attenzione del Gruppo verso progetti culturali che promuovono la consapevolezza ambientale e il dialogo sui temi della sostenibilità.

Chi è James Balog, il fotografo ambientale che racconta la crisi climatica

James Balog è considerato uno dei più autorevoli fotografi ambientali contemporanei. Nato in Pennsylvania nel 1952, si è formato in geografia e geomorfologia presso l'Università del Colorado, sviluppando fin da subito un forte interesse per il rapporto tra uomo e ambiente. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcune delle più importanti testate internazionali, tra cui National Geographic e The New York Times Magazine. Con il tempo, il suo lavoro si è evoluto oltre il tradizionale fotogiornalismo naturalistico, concentrandosi sempre più sulle trasformazioni ambientali e sugli effetti dell'attività umana sugli ecosistemi.

 

Tra i suoi progetti più noti c'è Extreme Ice Survey, avviato nel 2007 e considerato uno dei più ampi studi fotografici sui ghiacciai mai realizzati da terra. Attraverso una rete di fotocamere installate in aree remote, il progetto documenta da anni l'evoluzione delle masse glaciali in diverse parti del mondo, rendendo visibili fenomeni che normalmente sfuggono alla percezione quotidiana. Inoltre, nel 2012 Balog ha fondato l'Earth Vision Institute, organizzazione che riunisce fotografi, scienziati, ingegneri ed esperti di comunicazione con l'obiettivo di utilizzare immagini, dati e strumenti narrativi per aumentare la comprensione pubblica delle trasformazioni ambientali. Il documentario Chasing Ice, dedicato proprio all'Extreme Ice Survey, ha ricevuto un Emmy Award e ha contribuito a portare all'attenzione internazionale gli effetti della fusione dei ghiacciai.

ragazza di spalle che contempla un quadro alla mostra MAcA

Cos’è Impronte, la mostra fotografica di James Balog

La mostra Impronte è ospitata negli spazi del MAcA – Environmental Museum di Torino e propone un percorso che intreccia fotografia, ricerca scientifica e linguaggi audiovisivi. L'esposizione si apre con una selezione di immagini e sequenze time-lapse dedicate alla criosfera, l'insieme delle masse di ghiaccio e neve presenti sul pianeta. Protagonista di questa prima sezione è proprio il progetto Extreme Ice Survey, che documenta la trasformazione dei ghiacciai attraverso fotografie di grande formato e installazioni multimediali.

Il percorso prosegue con Survivors, una serie dedicata a specie animali e vegetali a rischio di estinzione. In queste opere Balog sceglie di isolare i soggetti dal loro contesto naturale e di ritrarli su sfondi neutri, invitando il visitatore a osservare la biodiversità da una prospettiva diversa. Negli spazi esterni del museo trova invece posto una selezione tratta da The Human Element, progetto che riflette sul rapporto tra essere umano, terra, acqua, aria e fuoco. La mostra si conclude nel Padiglione Verde con la proiezione dei documentari Chasing Ice, The Human Element e Chasing Time, in collaborazione con il Festival CinemAmbiente.

 

L'esposizione è visitabile fino al 29 luglio 2026 dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 19, e nel weekend dalle 14 alle 19. Informazioni aggiornate su date, orari di apertura, biglietti e modalità di visita sono disponibili sul sito del MAcA.

quadro che rappresenta una bambina immersa in un lago che tiene per mano il papà

Iren e l’impegno per diffondere consapevolezza ambientale

La mostra di James Balog evidenzia come la fotografia possa essere molto più di uno strumento artistico. Attraverso immagini costruite nel tempo, dati scientifici e tecnologie di osservazione, il fotografo statunitense trasforma fenomeni complessi in racconti accessibili, capaci di rendere visibili cambiamenti che spesso si sviluppano nell'arco di anni o decenni. In questo senso, la fotografia diventa uno strumento di conoscenza e consapevolezza. Osservare il ritiro di un ghiacciaio, la fragilità di una specie o le trasformazioni di un ecosistema permette di comprendere meglio la portata dei cambiamenti in corso e il legame che esiste tra attività umana e ambiente.

È anche per questo motivo che iniziative come Impronte assumono un valore che va oltre la dimensione culturale. La mostra è realizzata con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT e con il sostegno del Gruppo Iren, da anni impegnato nel promuovere progetti dedicati all'ambiente, alla sostenibilità e alla divulgazione scientifica. Cultura e arte diventano alleate della transizione ecologica: accanto alle infrastrutture e ai servizi green, le iniziative culturali sono uno strumento chiave per coinvolgere i cittadini e costruire una riflessione collettiva sulle sfide ambientali di oggi e di domani.

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