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Raccolta differenziata: gli errori più comuni che compromettono il riciclo

2 luglio 2026
  • Fare correttamente la raccolta differenziata significa non solo separare i rifiuti, ma conferirli nel modo giusto per facilitarne il recupero.
 
  • Errori comuni come materiali sporchi e rifiuti conferiti nel contenitore sbagliato possono ridurre la qualità della raccolta.
 
  • Alcuni rifiuti, come olio esausto, lampadine e apparecchi elettronici, richiedono canali di raccolta dedicati.
 
  • Consultare le indicazioni del proprio gestore e utilizzare gli strumenti digitali disponibili aiuta a evitare errori e migliorare il riciclo.

Fare correttamente la raccolta differenziata facilita il lavoro degli impianti di selezione e contribuisce concretamente allo sviluppo dell’economia circolare, cioè quel modello che punta a mantenere materiali e risorse in uso il più a lungo possibile. Non tutti i rifiuti, però, vengono sempre conferiti nel modo giusto: in molti casi si tratta di sbagli involontari, frutto di falsi miti, fraintendimenti e disattenzione. Conoscere ed evitare gli errori più frequenti è allora il primo passo per migliorare l’efficienza della raccolta differenziata: un gesto semplice, ma con un grande impatto.

uomo con berretto che getta la spazzatura

Perché fare male la raccolta differenziata è un problema

L’Italia è tra i Paesi europei con le migliori performance nella raccolta differenziata. Secondo il Green Book 2026 di Utilitalia e Fondazione Utilitatis, nel 2024 la raccolta differenziata ha raggiunto il 68% dei rifiuti urbani prodotti, pari a oltre 20,3 milioni di tonnellate.

 

Tuttavia, il riciclo effettivo si è fermato al 52%, evidenziando una distanza significativa tra i materiali raccolti separatamente e quelli che riescono davvero a diventare nuova materia prima. Una parte di questo divario dipende dalla qualità dei conferimenti

Quando nei contenitori finiscono materiali estranei, rifiuti sporchi o prodotti non riciclabili, il lavoro di selezione diventa più complesso e costoso. In alcuni casi, interi lotti di materiale possono risultare difficili da recuperare. Fare bene la raccolta differenziata non significa quindi soltanto aumentare le quantità raccolte, ma anche migliorarne la qualità. Più i materiali arrivano puliti e correttamente separati agli impianti, maggiori sono le possibilità che possano essere effettivamente riciclati e reimmessi nei cicli produttivi.

ragazza che tiene in mano un contenitore per il ricliclo della plastica

Quali sono gli errori più comuni della raccolta differenziata della plastica

La raccolta differenziata della plastica è una delle frazioni che genera più dubbi e, allo stesso tempo, una delle più difficili da riciclare. Uno degli errori più frequenti riguarda i contenitori sporchi: non è necessario lavarli accuratamente, ma è importante svuotarli dai residui più evidenti di cibo o liquidi prima di conferirli. Un altro problema riguarda gli imballaggi composti da materiali diversi. Molti prodotti sono realizzati in plastica, ma includono componenti in altri materiali (ad esempio carta e cartone) che andrebbero separati prima del conferimento: quando possibile, separare i materiali facilita le operazioni di selezione e riciclo.

Non tutti sanno che anche le etichette plastificate possono influire sulla qualità del riciclo della plastica. Molte confezioni di detergenti, bevande e prodotti per la casa sono infatti composte da materiali plastici diversi: il contenitore è realizzato con un tipo di plastica, mentre l’etichetta può essere prodotta con polimeri differenti, che sono più difficili da separare e recuperare negli impianti di trattamento. Quando le indicazioni riportate sulla confezione lo prevedono, è quindi necessario rimuovere l’etichetta prima di conferire sia il contenitore sia l’etichetta stessa nella raccolta della plastica. Per ridurre queste criticità, negli ultimi anni il settore del packaging sta investendo nel cosiddetto design for recycling, un approccio che punta a progettare imballaggi più semplici da riciclare fin dalla fase di produzione. Tuttavia, non tutti i prodotti sono ancora progettati secondo questi criteri, e una corretta separazione dei materiali può continuare a fare la differenza.

Quali sono i rifiuti che generano più dubbi ed errori

Alcuni rifiuti generano dubbi anche tra chi è abituato a fare correttamente la raccolta differenziata. L’olio alimentare esausto, ad esempio, non deve mai essere versato nel lavandino o nel wc: va raccolto in un contenitore e conferito presso gli appositi punti di raccolta o i centri dedicati presenti sul territorio. Un altro errore comune riguarda gli scontrini, che generalmente non vanno nella carta. Molti sono infatti realizzati in carta termica, che contiene sostanze non compatibili con il riciclo della carta e deve quindi essere conferita nell’indifferenziato.

 

Anche le lampadine richiedono una particolare attenzione. Le tradizionali lampadine a incandescenza possono essere smaltite nell’indifferenziato, mentre quelle a basso consumo e i LED rientrano tra i RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e devono essere conferiti nei punti di raccolta dedicati. Il cartone della pizza è un altro rifiuto comune che spesso genera dubbi. Se è pulito può essere conferito nella raccolta della carta. Se invece è molto sporco di olio o residui alimentari, la parte contaminata va nell’organico o nell’indifferenziato, a seconda delle indicazioni del gestore locale, mentre le parti pulite possono essere riciclate con la carta.

Dove smaltire RAEE, batterie e altri rifiuti particolari

Esistono rifiuti che produciamo relativamente spesso, ma che non dovrebbero mai essere conferiti nei normali contenitori della raccolta urbana. Tra questi rientrano i RAEE, cioè apparecchi elettronici ed elettrici come piccoli elettrodomestici, caricabatterie, computer, smartphone e televisori. Anche pile e batterie richiedono raccolte dedicate e non vanno gettate nel bidone della spazzatura casalingo.

 

Lo stesso vale per oggetti che spesso vengono erroneamente considerati normali rifiuti domestici, ma in realtà non lo sono: è il caso di pentole, padelle, utensili metallici, bombolette spray e prodotti contenenti sostanze potenzialmente inquinanti, tra cui solventi, colle e vernici. Questi rifiuti devono essere conferiti presso i centri di raccolta comunali o attraverso i canali specifici previsti dai sistemi di raccolta locali: il corretto conferimento consente di recuperare materiali preziosi e ridurre i rischi ambientali legati a uno smaltimento improprio.

Quali sono le regole per fare correttamente la raccolta differenziata

Quando si parla di raccolta differenziata, esiste una regola valida ovunque: informarsi sempre sulle indicazioni del proprio gestore dei rifiuti. Sebbene i principi della raccolta differenziata siano gli stessi ovunque, infatti, i singoli Comuni possono adottare modalità organizzative differenti e accettare materiali diversi nelle varie frazioni. Ad esempio, in molti Comuni italiani le lattine, l’alluminio e le scatolette vanno gettate insieme alla plastica, mentre in altri è prevista una raccolta separata in appositi cassonetti. Per questo motivo è importante fare riferimento alle guide ufficiali messe a disposizione sul proprio territorio di residenza. Nei Comuni in cui il servizio è gestito da Iren è possibile consultare il portale dedicato e gli strumenti online che aiutano a individuare la corretta destinazione dei rifiuti.

 

Per aiutare i cittadini a evitare errori e sciogliere i dubbi più comuni sulla raccolta differenziata, nei territori serviti è disponibile anche l’app Iren Ambiente, uno strumento digitale gratuito che consente di verificare rapidamente dove conferire ogni tipologia di rifiuto. Attraverso una funzione di ricerca dedicata, l’app permette di individuare la corretta destinazione di migliaia di oggetti di uso quotidiano, dai materiali più comuni ai rifiuti che generano maggiori incertezze. Oltre a consultare le regole della raccolta differenziata del proprio Comune, gli utenti possono accedere ai calendari di raccolta, ricevere informazioni sui servizi ambientali e individuare i centri di raccolta più vicini.

 

La raccolta differenziata è fatta di gesti semplici, ma la loro corretta esecuzione può fare una grande differenza. Separare bene i materiali, evitare gli errori più comuni e utilizzare i canali di raccolta corretti significa contribuire a migliorare la qualità del riciclo, ridurre gli sprechi e sostenere in modo concreto l’economia circolare. In questo percorso, il ruolo dei gestori ambientali è anche quello di accompagnare cittadini e imprese con informazioni chiare e strumenti utili per conferire correttamente i rifiuti e valorizzare al meglio le risorse recuperabili

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