Innovazione

Economia circolare e realtà virtuale: come l’innovazione tecnologica guida il recupero della materia

23 aprile 2026
  • Il progetto Eyecan nasce dalla Call4Ideas di Iren e applica intelligenza artificiale e computer vision alla selezione dei rifiuti.
 
  • La sperimentazione si svolge nell’impianto Circular Plastic di Borgaro Torinese, su linee reali ad alta velocità e complessità.
 
  • Il sistema analizza immagini in tempo reale, individuando e classificando materiali non conformi nel nastro trasportatore al termine del processo per un'ultima fase di recupero di materiali valorizzabile dallo scarto dell’impianto.

 

  • L’integrazione con smart glasses dotati di realtà aumentata supporta gli operatori nell’individuazione dei materiali da reinserire nel processo di recupero e riciclo aiutandoli nella loro individuazione senza sostituirli.
 
  • L’obiettivo è diminuire le perdite di materiale recuperabile, come ad esempio bottiglie PET, nello scarto dell’impianto, aiutando a rendere gli impianti più efficienti.

La transizione ecologica si gioca sempre più dentro i processi industriali, dove l’integrazione di tecnologie avanzate sta ridefinendo la gestione di risorse, energia e materiali. In questo scenario, l’innovazione incide direttamente sulla qualità del lavoro e sull’efficienza operativa, rendendo disponibili strumenti sempre più evoluti per l’analisi dei dati e il supporto alle decisioni. È su questa direttrice che si muove il Gruppo Iren, che nel tempo ha consolidato un ruolo di driver dell’innovazione, sviluppando soluzioni in grado di collegare ricerca applicata e contesti operativi reali. In questo percorso, l’intelligenza artificiale assume un ruolo centrale: consente di elaborare grandi quantità di dati e immagini in tempo reale, generando informazioni utili che supportano il lavoro umano nei processi più complessi. Il progetto Eyecan, sviluppato nella business unit Ambiente, si inserisce in questo quadro e affronta uno dei passaggi più delicati dell’economia circolare: la selezione dei materiali lungo le linee di trattamento riducendo la perdita di materiali valorizzabili.

Dall’idea alla linea di selezione: la nascita del progetto

Il progetto ha preso avvio nell’ambito della Call4Ideas 2023, un'iniziativa di open innovation interna promossa da Iren: una "chiamata alle idee" rivolta a tutti i dipendenti dell'azienda, finalizzata a promuovere l'innovazione, la collaborazione e il miglioramento continuo dei processi aziendali. 

In questo caso, la proposta ha riguardato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per riconoscere automaticamente materiali valorizzabili, come le bottiglie in PET, nel nastro trasportatore che produce lo scarto del processo di selezione. Il tema è operativo: nei processi di selezione, la qualità dello smistamento dipende in larga parte dalla capacità delle apparecchiature di separare le frazioni valorizzabili dagli scarti, con l’obiettivo di avere frazioni valorizzabili pure e scarti valorizzabili”.

A partire da questa esigenza, la direzione Innovazione ha avviato un percorso di sviluppo insieme a due startup Eyecan, specializzata in algoritmi di riconoscimenti immagini ed Hevolus, specializzata nella restituzione di informazioni digitali in tempo reale su supporti werable, con l’obiettivo di costruire un sistema utilizzabile direttamente sull’impianto.  

progetti di innovazione iren

La sperimentazione nell’impianto Circular Plastic di Borgaro Torinese

La sperimentazione si è sviluppata all’interno dell’impianto Circular Plastic di Borgaro Torinese, dedicato alla selezione e al trattamento dei rifiuti plastici.

Si tratta di un ambiente produttivo caratterizzato da linee automatizzate, in cui i materiali scorrono su nastri trasportatori e vengono separati attraverso tecnologie meccaniche e ottiche. In questo contesto, la fase finale di controllo e rimozione rimane particolarmente critica: gli operatori devono individuare manualmente eventuali elementi non conformi in tempi molto rapidi. L’inserimento di Eyecan avviene proprio in questo punto del processo: l’obiettivo?  Fornire un supporto agli operatori per individuare oggetti estranei al flusso in fase di lavorazione. 

Come funziona il sistema: acquisizione e analisi delle immagini

Il sistema sviluppato si basa su una catena di elaborazione dati che parte dall’acquisizione delle immagini, per arrivare  alla loro rielaborazione, utile a fornire un’informazione visibile all’operatore.

Le telecamere posizionate lungo il nastro trasportatore acquisiscono un flusso continuo di immagini: ogni frame viene analizzato attraverso modelli computazionali di reti neurali, progettati per riconoscere la presenza di oggetti e distinguerli dallo sfondo. Una delle principali criticità affrontate riguarda la variabilità del flusso: gli oggetti possono sovrapporsi, cambiare orientamento o essere deformati. Per questo motivo, è stata individuata come soluzione più efficace una visione dall’alto del nastro, che garantisce la visione dell’intero flusso di rifiuti e consente di tracciare meglio il movimento degli oggetti nel tempo.  

rulli con rifiuti da ricilare

Dati e integrazione per costruire affidabilità nel tempo

Per garantire prestazioni stabili in contesto industriale, il sistema è stato progettato per integrarsi direttamente nella linea: è stata sviluppata una stazione di visione che consente di acquisire immagini in modo continuativo senza interferire con il processo produttivo. In questa fase, il sistema lavora principalmente sulla raccolta dati, costruendo dataset che permettono di migliorare progressivamente le capacità di riconoscimento. Questo approccio è fondamentale per adattare i modelli alle condizioni reali dell’impianto, caratterizzate da variabilità e complessità.

Realtà aumentata: un supporto operativo per gli operatori

Il passaggio successivo riguarda il trasferimento di queste informazioni in strumenti utilizzabili in tempo reale. Attraverso la collaborazione con Hevolus, il sistema dialoga con occhiali dotati di realtà aumentata. Gli operatori indossano smart glasses collegati al sistema di visione: quando un oggetto viene identificato come non conforme, l’operatore vede comparire un simbolo che ne enfatizza la presenza. Il sistema non sostituisce l’operatore, ma ne supporta l’attività. La decisione finale resta umana, ma viene presa con il supporto di un’informazione aggiuntiva e immediata. Questo consente di ridurre il carico cognitivo, soprattutto in condizioni di lavoro ripetitive e ad alta velocità, e di migliorare la coerenza delle decisioni nel tempo. Le prove in impianto lo dimostrano: in condizioni operative reali, il sistema ha dimostrato di poter fornire indicazioni comprensibili e facilmente interpretabili dagli operatori, aiutandoli nel lavoro. 

realtà aumentata

Dalla sperimentazione alla scalabilità: l’innovazione applicata all’economia circolare

La selezione dei materiali rappresenta uno dei passaggi più complessi dell’economia circolare in cui l’uomo ricopre un ruolo centrale e insostituibile nella fase finale di recupero dallo scarto. Il progetto Eyecan è stato concepito fin dall’inizio con una prospettiva di scalabilità. L’obiettivo è estendere la soluzione ad altre linee dell’impianto di Borgaro e altri impianti del Gruppo, adattandola a diverse tipologie di materiali e configurazioni operative.  Questo passaggio consente di trasformare una sperimentazione in un modello replicabile, con impatti strutturali sulla gestione dei rifiuti.

Inoltre, il progetto introduce un sistema che integra intelligenza artificiale e realtà aumentata per supportare il processo operativo, mantenendo centrale il ruolo degli operatori e migliorandone le condizioni di lavoro. In questo percorso, Iren conferma la propria capacità di sviluppare innovazione applicata, mettendo in relazione tecnologie emergenti e contesti industriali reali: è nell’integrazione tra competenze umane e strumenti digitali che si costruisce una nuova fase del recupero di materia.

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