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Da scarto a risorsa: il Centro Remida e il valore educativo del riciclo

14 maggio 2026
  • Il Centro Remida nasce a Reggio Emilia nel 1996 come progetto educativo sul riciclo creativo, oggi riconosciuto a livello internazionale.
 
  • I materiali di scarto industriale vengono raccolti, selezionati e trasformati in strumenti educativi all’interno di un modello unico.
 
  • Il progetto si sviluppa nel solco del Reggio Emilia Approach, mettendo al centro i materiali.

 

  • Ogni anno Remida coinvolge circa 7.000 visitatori e rimette in circolo fino a 15 tonnellate di materiali provenienti da un centinaio di aziende
 
  • La funzione educativa è centrale: il riuso creativo stimola creatività, pensiero progettuale e consapevolezza ambientale.

Trasformare anche quello che sembra “scarto” in opportunità educative: è da questa visione che nasce il Centro Remida, un progetto che prende forma a Reggio Emilia nel 1996 grazie alla collaborazione tra Comune di Reggio Emilia – Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia, Iren e Fondazione Reggio Children - Centro Loris Malaguzzi. Un’intuizione che ha preso corpo all’interno del Reggio Emilia Approach, mettendo al centro i materiali come strumenti di ricerca e apprendimento.

Oggi Remida è riconosciuto a livello internazionale e si sviluppa come una rete diffusa, con 11 centri in Italia e nel mondo, dall’Argentina alla Norvegia fino all’Australia. Alla base resta un’idea semplice: i materiali di scarto possono diventare risorse, se osservati con uno sguardo diverso. A Reggio Emilia questo principio si traduce in un’esperienza concreta, ospitata dal 2024 negli spazi riqualificati dell’ex mangimificio Caffarri, dove materiali destinati allo smaltimento - carta, plastica, tessuti, legno e componenti industriali - vengono raccolti, selezionati e rimessi in circolo gratuitamente come strumenti educativi.

Gli scarti, nell’approccio Remida, smettono di essere il punto finale del ciclo produttivo e diventano un punto di partenza: il valore non è più legato alla funzione originaria degli oggetti, ma alle possibilità di trasformazione che offrono.

remida

Educazione attraverso i materiali: un modello nato a Reggio Emilia

La funzione educativa rappresenta il cuore del progetto. A Reggio Emilia, Remida non è solo un centro in cui vengono distribuiti materiali, ma uno spazio di ricerca in cui i materiali diventano mediatori educativi. Oggetti non strutturati, aperti all’interpretazione, che stimolano osservazione, curiosità e capacità progettuale.

L’assenza di una funzione predefinita spinge bambini e adulti a interrogarsi su forme, consistenze e possibili utilizzi, attivando processi di apprendimento basati sull’esperienza. Questo approccio favorisce una riflessione concreta sul ciclo di vita dei materiali e sull’impatto ambientale di produzione e consumo, temi su cui il centro sviluppa attività di ricerca anche in collaborazione con il mondo accademico.

Nel tempo, quella che nasce come proposta educativa per l’infanzia si estende anche agli adulti, diventando uno strumento per ripensare il rapporto con le risorse. Il riuso creativo si afferma così come un linguaggio educativo, capace di connettere creatività, sostenibilità e consapevolezza.

Un progetto radicato nel territorio e sostenuto da Iren

Il legame con il territorio rappresenta uno degli elementi distintivi di Remida. Fin dalle origini, Iren ha sostenuto il progetto, coordinando il recupero degli scarti provenienti da un centinaio di aziende locali e supportando, attraverso Eduiren,  le riflessioni del Centro.

Ogni anno Remida registra circa 7.000 visite e rimette in circolo tra le 10 e le 15 tonnellate di materiali, rendendo concreto il passaggio dall’economia lineare a quella circolare. Un’attività che coinvolge scuole, associazioni e realtà del territorio, contribuendo a costruire una rete locale fondata su collaborazione e condivisione.

Eduiren: educazione e sostenibilità come esperienza concreta

Questo lavoro si integra con l’attività di Eduiren, il settore educativo del Gruppo Iren dedicato alla diffusione della cultura ambientale e della transizione ecologica. Attraverso laboratori, percorsi formativi e iniziative rivolte a scuole, famiglie e cittadini, Eduiren contribuisce a rendere la sostenibilità un’esperienza concreta e partecipata.

L’educazione viene intesa come uno strumento per sviluppare una cittadinanza più consapevole, capace di comprendere il valore delle risorse e di adottare comportamenti responsabili. In questo contesto, il riuso creativo diventa una leva educativa che collega le scelte quotidiane a un sistema più ampio di gestione circolare.

Questo approccio riflette la visione più ampia del Gruppo Iren, che affianca alle attività industriali iniziative culturali ed educative volte a promuovere sostenibilità, partecipazione e sviluppo del territorio. 

Dal riuso alla cultura della sostenibilità

Il valore di Remida va oltre la dimensione educativa immediata. Il centro contribuisce a diffondere una cultura della sostenibilità basata su pratiche concrete, in cui il riuso diventa un gesto quotidiano e consapevole.

Lavorare con materiali di scarto significa confrontarsi con il tema del consumo e della produzione, sviluppando una maggiore attenzione alle risorse e al loro utilizzo. Questo approccio rende evidente il legame tra comportamenti individuali e impatti ambientali, trasformando l’esperienza educativa in consapevolezza diffusa.

Il riuso creativo, in questo senso, non è solo un’attività, ma un modo di pensare e progettare, che mette al centro la capacità di trasformare e valorizzare ciò che già esiste.

Un modello che parte da Reggio Emilia e guarda al futuro

Il modello Remida si inserisce nei principi dell’economia circolare e dimostra come sia possibile ridurre gli sprechi e prolungare il ciclo di vita dei materiali attraverso pratiche educative. La rete dei centri testimonia la capacità del progetto di adattarsi a contesti diversi, mantenendo al centro la relazione tra materia, creatività e apprendimento.

A trent’anni dalla sua nascita, Remida continua a evolversi, confermando il ruolo di Reggio Emilia come laboratorio di innovazione educativa. Un’esperienza che unisce sostenibilità, ricerca e partecipazione, e che dimostra come il cambiamento possa partire da ciò che spesso viene scartato, trasformandosi in una risorsa per il futuro.

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