Trasformare anche quello che sembra “scarto” in opportunità educative: è da questa visione che nasce il Centro Remida, un progetto che prende forma a Reggio Emilia nel 1996 grazie alla collaborazione tra Comune di Reggio Emilia – Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia, Iren e Fondazione Reggio Children - Centro Loris Malaguzzi. Un’intuizione che ha preso corpo all’interno del Reggio Emilia Approach, mettendo al centro i materiali come strumenti di ricerca e apprendimento.
Oggi Remida è riconosciuto a livello internazionale e si sviluppa come una rete diffusa, con 11 centri in Italia e nel mondo, dall’Argentina alla Norvegia fino all’Australia. Alla base resta un’idea semplice: i materiali di scarto possono diventare risorse, se osservati con uno sguardo diverso. A Reggio Emilia questo principio si traduce in un’esperienza concreta, ospitata dal 2024 negli spazi riqualificati dell’ex mangimificio Caffarri, dove materiali destinati allo smaltimento - carta, plastica, tessuti, legno e componenti industriali - vengono raccolti, selezionati e rimessi in circolo gratuitamente come strumenti educativi.
Gli scarti, nell’approccio Remida, smettono di essere il punto finale del ciclo produttivo e diventano un punto di partenza: il valore non è più legato alla funzione originaria degli oggetti, ma alle possibilità di trasformazione che offrono.