Acqua

Sonde innovative per l’uso ottimizzato dell’acqua: la tecnologia di Finapp combatte gli sprechi

11 dicembre 2022

La situazione di siccità in cui versa il nostro Paese da diversi mesi rappresenta la conseguenza diretta di una serie di cambiamenti climatici che impongono nuovi obiettivi per il futuro: ridurre al minimo gli sprechi e riorganizzare la gestione della risorsa idrica sono tra questi.

 

Agire nell’immediato ed elaborare un approccio dall’altro sono gli strumenti sinergici da mettere in campo non solo per contrastare il fenomeno, ma anche per arginarlo e gestirlo.  Ci sta provando con un approccio innovativo Finapp, la start-up padovana che in sinergia con Iren UP - il programma di Corporate Venture del Gruppo - fornisce un importante contributo nella tutela dell’acqua.

 

Rilevandone la quantità presente nel terreno con l’applicazione della propria tecnologia, Finapp propone un uso consapevole ed ottimizzato della risorsa idrica. Come? Lo racconta a EveryDay Luca Stevanato, founder della start-up.

 

Finapp, com’è nata la start up e di cosa si occupa

Finapp, nata come spinoff dell’Università di Padova, oggi è una start-up in espansione che lavora a sostegno della prevenzione e della tutela ambientale. Il progetto nasce nel 2018 dall’iniziativa di Luca Stevanato, Marcello Lunardon, Sandra Moretto - docenti e ricercatori universitari del Dipartimento di Fisica Nucleare Sperimentale - e dall'imprenditore Angelo Amicarelli che, fin da subito, “ha mostrato la sua indole innovativa nell’uso sostenibile delle risorse idriche”.

 

Dall’università all’industria, Finapp ha fatto conoscere al pubblico il suo sensore per misurare il contenuto idrico del suolo. Come e con quali obiettivi nasce l’idea?

 

Come spesso accade nella vita, Finapp nasce un po’ per caso. Il nostro gruppo di ricerca stava lavorando a un detector in grado di rilevare materiale radioattivo a grande distanza. I risultati sono stati più che incoraggianti, ma poi il progetto non è andato avanti per vicissitudini varie. Come dicevo all’inizio, un po’ per caso siamo entrati in contatto col Prof. Baroni, all’epoca (2016) docente all’università di Potsdam, che ci ha “suggerito” un impiego diverso per il nostro detector: rilevare i neutroni generati dall’interazione tra i raggi cosmici e l’acqua. Da questo input nasce Finapp: Fisica Nucleare Applicata, in questo caso all’acqua. Ad essere sinceri non avevamo nessun obiettivo specifico, solamente la curiosità di fare qualcosa di nuovo, come del resto abbiamo sempre fatto, in quanto ricercatori, a maggior ragione nel ramo della fisica applicata. Per noi trovare qualcosa di concreto, che funzioni veramente, è una stella polare.

 

In quali settori può essere utilizzata la tecnologia Finapp?
 

“Fare qualcosa di buono per il futuro del Pianeta” è questa la filosofia che sta alla base del lavoro di Finapp che, con la sua tecnologia, lavora a tutela della sostenibilità ambientale con approccio ampio e trasversale.

 

Il raggio d’azione della sonda Finapp è molto ampio. Quali sono gli ambiti nei quali può essere usata e qual è il contributo che riesce a dare in termini di sostenibilità ambientale e in ottica di risparmio energetico?

 

Il primo ambito che abbiamo sviluppato è quello dell’agricoltura. Conoscere l’umidità del terreno su larga scala, in profondità e in real time è un pilastro fondamentale per poter irrigare in modo consapevole ed ottimizzato. Va da sé che questa conoscenza nuova ed unica permette di abbattere gli sprechi: s’irriga solo dove e quando c’è bisogno. Non c’è solo un risparmio d’acqua, per altro fondamentale, ma anche un abbattimento della CO2 emessa in atmosfera.

 

Conoscere l’umidità del terreno su larga scala, in profondità e in real time è un pilastro fondamentale per poter irrigare in modo consapevole ed ottimizzato.

Chiaramente per irrigare è necessario utilizzare dell’energia, il più delle volte generatori di corrente alimentati a gasolio.

 

Ma non ci fermiamo all’agricoltura: dal momento che la neve è acqua allo stato solido, possiamo fornire delle stime accurate di quanta acqua affluirà nei bacini idroelettrici in primavera ed estate, per programmare con più efficienza la produzione. Maggior produzione da fonte rinnovabile, quindi, con minor necessità di ricorrere ai combustibili fossili.

 

Tutela della risorsa idrica: il ruolo chiave della conoscenza

La tecnologia di Finapp può essere applicata dunque a tanti aspetti della vita quotidiana permettendo un uso consapevole ed ottimizzato dell’acqua ed una riduzione sensibile degli sprechi.

 

Sapendo, infatti, quanta acqua c’è nel terreno, gli agricoltori possono irrigare solo quando e dove c’è realmente bisogno. I gestori degli acquedotti, inoltre, possono intervenire in modo rapido per riparare le rotture lungo la rete grazie alla loro localizzazione.

“Ad ogni perdita idrica corrisponde un aumento dell’umidità del terreno e quindi rilevabile dalle nostre sonde” - ha puntualizzato Stevanato – “è la conoscenza la chiave di tutto. Un agricoltore che conosce l’umidità del suo terreno, è un agricoltore che irriga solo quando necessario. Un’autorità di bacino che conosce quanta acqua è stoccata nella neve in alta quota, può gestire al meglio le richieste per bilanciare i bisogni del mondo agricolo, produttivo e, ovviamente, civile. Ecco che questa conoscenza, calata nella realtà di ogni giorno, aiuta a ridurre considerevolmente gli sprechi d’acqua”.

Finapp e Iren: lavoro sinergico contro lo spreco dell’acqua

Usare la fisica teorica al servizio della quotidianità, con l’obiettivo di ottimizzare il consumo idrico: in questo ambizioso progetto la start up padovana ha trovato nel Gruppo Iren un partner sinergico che, come ha precisato il fondatore, ha permesso di “validare la nostra soluzione e migliorarla di continuo, collaborando con chi le perdite idriche le combatte sul terreno giorno per giorno”.

 

Quali sono i progetti su cui lavorare insieme?

Iren è stata la prima grande azienda ad aver creduto in noi e non per caso. Siamo accumunati da valori condivisi quali la sostenibilità e la vera innovazione, quella che porta vantaggi concreti per la collettività. Siamo quindi impegnati, fianco a fianco, nello sviluppo della pre localizzazione delle perdite idriche lungo gli acquedotti. Un secondo aspetto dove possono esserci convergenze e quello della “neve”, per una gestione sempre migliore delle centrali idroelettriche in Valle Orco, dove i laghi Agnel, Serrù, di Ceresole e Teleccio, sono alimentati principalmente dalla fusione nivale in primavera ed estate. Il supporto di IREN è per noi fondamentale per validare la nostra soluzione e migliorarla di continuo, con chi le perdite idriche le “combatte” sul terreno giorno per giorno.

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