L'intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui lavoriamo, comunichiamo e utilizziamo i servizi digitali. Ogni richiesta rivolta a un chatbot, ogni immagine generata e ogni algoritmo di AI richiedono però una complessa infrastruttura che consuma energia e utilizza risorse naturali. Finora il dibattito si è concentrato soprattutto sulle emissioni di CO₂ associate allo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Un nuovo studio dell'Università delle Nazioni Unite - Institute for Water, Environment and Health (UNU-INWEH) propone invece una prospettiva più ampia, analizzando anche il consumo di acqua, l'occupazione di suolo e gli impatti sulle infrastrutture che sostengono la crescita dell'AI.
- Un nuovo studio dell'Università delle Nazioni Unite analizza gli impatti ambientali dell'intelligenza artificiale considerando energia, emissioni, consumo di acqua e utilizzo del suolo.
- La crescita dei data center rende necessario pianificare con attenzione lo sviluppo delle infrastrutture energetiche e idriche.
- Secondo il rapporto, entro il 2030 il fabbisogno energetico dei data center potrebbe più che raddoppiare rispetto ai livelli attuali.
- Lo studio evidenzia la necessità di coniugare innovazione tecnologica, efficienza delle infrastrutture e gestione sostenibile delle risorse.