Energia

Integrare le rinnovabili: la sfida di un sistema energetico sempre più flessibile

1 febbraio 2026
  • La crescita delle rinnovabili rende necessario un sistema energetico flessibile, capace di integrare produzioni non programmabili garantendo stabilità e sicurezza.
 
  • Le smart grid trasformano le reti elettriche in infrastrutture intelligenti, in grado di gestire flussi bidirezionali e prevenire criticità.
 
  • Il caso IRETI a Torino mostra come monitoraggio avanzato, dati e automazione aumentino affidabilità, sicurezza e continuità del servizio.
  • Accumuli, previsione e flessibilità sono strumenti chiave per bilanciare produzione e consumo in un sistema sempre più rinnovabile.
 
  • La strategia del Gruppo Iren punta su resilienza delle reti e investimenti infrastrutturali per accompagnare la transizione energetica senza comprometterne l’affidabilità.

La crescita delle fonti rinnovabili è una condizione necessaria per la transizione energetica, ma non sufficiente. Negli ultimi anni, l’aumento della capacità installata da solare ed eolico ha cambiato profondamente il modo di produrre energia, rendendo il sistema più sostenibile ma anche più complesso da gestire. La vera sfida oggi non è soltanto aumentare la produzione da fonti pulite, ma integrarla in modo efficace all’interno di un sistema che deve continuare a garantire continuità del servizio, sicurezza e stabilità.

Solare, eolico e altre rinnovabili hanno infatti una caratteristica strutturale: sono fonti non programmabili, la cui produzione varia in funzione delle condizioni meteorologiche. Questo richiede un cambiamento di paradigma. Il sistema energetico non può più basarsi su equilibri statici, ma deve diventare dinamico, adattivo e flessibile, capace di reagire in tempo reale alle variazioni di produzione e consumo.

reti

Dalla logica della produzione alla visione di sistema

Per decenni, il sistema elettrico è stato costruito attorno a grandi impianti centralizzati, in grado di modulare la produzione in base alla domanda. Con la diffusione delle rinnovabili, questo equilibrio si è progressivamente trasformato: oggi è spesso la domanda che deve adattarsi alla disponibilità di energia, oppure deve essere supportata da strumenti capaci di compensarne le oscillazioni.

Integrare le rinnovabili significa quindi adottare una visione di sistema, in cui generazione, reti, accumuli e gestione dei flussi energetici dialogano tra loro in modo continuo. L’energia non scorre più in un’unica direzione, ma viene prodotta, distribuita e consumata in modo diffuso. In questo contesto, il ruolo delle infrastrutture di rete cambia profondamente: da semplici vettori di trasporto diventano elementi attivi di regolazione e bilanciamento del sistema.

Smart grid e resilienza: il nuovo ruolo delle reti elettriche

 

Le reti elettriche intelligenti sono uno degli snodi centrali di questa trasformazione. Attraverso digitalizzazione, automazione e uso avanzato dei dati, le smart grid consentono di gestire flussi energetici bidirezionali, integrare la produzione distribuita da fonti rinnovabili e migliorare l’affidabilità complessiva del sistema.

La resilienza delle reti non riguarda soltanto la capacità di reagire a un guasto, ma soprattutto quella di prevenire le criticità e di adattarsi a un contesto sempre più esposto a eventi estremi e carichi variabili. Reti più intelligenti permettono di ridurre i tempi di intervento, isolare rapidamente le anomalie e garantire continuità del servizio anche in condizioni di stress, trasformando la complessità del sistema in un fattore di stabilità.

Torino e IRETI: quando monitoraggio, dati e automazione fanno la differenza

Un esempio concreto di questo approccio è rappresentato dal lavoro sviluppato a Torino, dove IRETI ha rafforzato la resilienza della rete elettrica urbana attraverso monitoraggio avanzato, analisi dei dati e automazione. In un contesto caratterizzato da alta densità abitativa, infrastrutture critiche e una domanda elettrica in crescita, la gestione della rete richiede soluzioni capaci di intervenire prima che un problema si traduca in un disservizio esteso.

Grazie a una rete sempre più digitalizzata, dotata di sensori e sistemi di controllo remoto, è possibile rilevare in tempo reale anomalie di tensione, sovraccarichi o condizioni di stress della rete. Questo consente di isolare porzioni limitate dell’infrastruttura, riducendo il numero di utenti coinvolti in caso di guasto e accorciando significativamente i tempi di ripristino.

L’affidabilità del servizio non dipende più soltanto dalla rapidità dell’intervento, ma dalla capacità di prevenzione. Una rete che “vede” ciò che accade al suo interno è una rete più sicura, più stabile e più pronta a integrare una quota crescente di energia prodotta da fonti rinnovabili. In questo senso, il caso torinese mostra come resilienza e integrazione delle rinnovabili siano due facce della stessa sfida.

Accumuli, previsione e flessibilità: gli strumenti del nuovo equilibrio

Accanto alle reti intelligenti, un ruolo sempre più importante è svolto dai sistemi di accumulo e dagli strumenti di previsione avanzata. Le soluzioni di storage permettono di immagazzinare l’energia prodotta nei momenti di maggiore disponibilità e di renderla disponibile quando la produzione cala, contribuendo a ridurre la volatilità delle rinnovabili.

Allo stesso tempo, modelli previsionali sempre più accurati consentono di stimare con maggiore precisione la produzione da solare ed eolico, migliorando la pianificazione e la gestione dei flussi energetici. Tuttavia, accumuli e previsioni non sono sufficienti senza una gestione flessibile del sistema, capace di modulare produzione, distribuzione e consumi in funzione delle esigenze della rete.

In questo nuovo scenario, la flessibilità diventa una risorsa a tutti gli effetti: la capacità di adattarsi rapidamente alle variazioni è ciò che consente di integrare più rinnovabili senza compromettere la sicurezza del sistema elettrico.

Dalla scala urbana alla strategia di Gruppo

L’esperienza di Torino si inserisce in una visione più ampia che riguarda l’intero perimetro di azione del Gruppo Iren. Investire sulla resilienza delle reti significa investire sul futuro del sistema energetico nazionale, soprattutto in un Paese come l’Italia, dove la domanda elettrica è destinata a crescere e le rinnovabili assumono un ruolo sempre più centrale.

La resilienza è diventata uno dei pilastri della strategia industriale di Iren, che punta su digitalizzazione, rinnovo delle infrastrutture e potenziamento della distribuzione elettrica. Il Piano Industriale 2024–2030 prevede investimenti complessivi pari a 8,2 miliardi di euro entro il 2030, di cui 800 milioni destinati alle reti elettriche, a conferma della centralità di questo tema. In particolare, come indicato nell’Action plan, il 29% degli investimenti sulle reti è rivolto alla distribuzione elettrica: l’obiettivo è aumentare la capacità delle infrastrutture di sostenere carichi più elevati e rispondere agli effetti dei cambiamenti climatici.

Il passaggio dalla scala locale a quella di sistema è fondamentale: solo reti più intelligenti e resilienti possono accompagnare l’aumento della produzione rinnovabile, garantendo al tempo stesso qualità del servizio, sicurezza e accessibilità per i cittadini.

Integrare le rinnovabili per costruire il sistema energetico del futuro

Integrare le rinnovabili significa, in definitiva, ripensare il sistema energetico nel suo insieme. Non si tratta di aggiungere nuova capacità produttiva a un modello invariato, ma di costruire un’architettura capace di evolvere nel tempo. Reti intelligenti, resilienza, accumuli, previsione avanzata e flessibilità sono i pilastri di questo percorso.

L’esperienza maturata nei territori in cui opera Iren mostra come la transizione energetica richieda una visione di lungo periodo e una gestione sempre più integrata delle infrastrutture. Una visione in cui l’integrazione delle rinnovabili non è un problema da risolvere, ma un’opportunità per rendere il sistema energetico più sostenibile, efficiente e affidabile, oggi e nel futuro.

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