Energia

Domanda globale di elettricità in aumento: ecco perché serve investire sulle reti

26 febbraio 2026
  • La domanda globale di elettricità crescerà del 3,6% medio annuo tra il 2026 e il 2030, secondo l’IEA.
 
  • Industria elettrificata, auto elettriche, aria condizionata e data center trainano l’aumento dei consumi.
 
  • Gli sviluppatori di rinnovabili e gas naturale incontrano limitazioni nella connessione alle reti.
 
  • Gli investimenti globali nelle reti ammontano a circa 400 miliardi di dollari l’anno, ma dovrebbero crescere del 50% entro il 2030.
 
  • In Italia, il rafforzamento e la digitalizzazione delle reti sono centrali per sostenere la transizione energetica e l’integrazione delle rinnovabili.
 
  • Il piano industriale Iren 2024–2030 prevede 800 milioni di euro dedicati alle reti elettriche.

L’elettricità sta diventando il fulcro dei sistemi economici contemporanei. Dall’industria alla mobilità, dalla climatizzazione agli ecosistemi digitali, sempre più attività dipendono da una fornitura elettrica stabile e continua. Secondo il rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) Electricity 2026, tra il 2026 e il 2030 la domanda globale di elettricità crescerà con un tasso medio annuo del 3,6%. Si tratta di un ritmo sostenuto, che conferma come l’elettrificazione sia ormai una dinamica strutturale e non più episodica.

Questa crescita non è legata a un singolo settore, ma a un insieme di trasformazioni convergenti. L’industria sta progressivamente elettrificando processi produttivi tradizionalmente alimentati da combustibili fossili. Le auto elettriche ampliano il fabbisogno energetico legato alla mobilità. I sistemi di aria condizionata, sempre più diffusi soprattutto nelle economie emergenti, incidono sui picchi di domanda stagionali. A questi fattori si aggiunge l’espansione dei data center, sostenuta dallo sviluppo dei servizi digitali e dell’intelligenza artificiale. Il risultato è un sistema elettrico globale chiamato a sostenere carichi più elevati e più complessi.

reti verdi

Nuova capacità produttiva e limiti di connessione alle reti

La crescita della domanda richiede un parallelo aumento della capacità produttiva. Tuttavia, il rapporto IEA evidenzia come gli sviluppatori di nuova generazione, in particolare nel settore delle energie rinnovabili e del gas naturale, si trovino ad affrontare significative limitazioni nella connessione alle reti.

Il problema non riguarda esclusivamente la costruzione di nuovi impianti, ma la capacità delle infrastrutture di trasmissione e distribuzione di integrare e gestire l’energia prodotta. In molti contesti, la rete rappresenta oggi il principale fattore limitante della transizione energetica. Anche quando la nuova capacità è disponibile, l’insufficienza o l’obsolescenza delle infrastrutture può rallentare l’immissione in rete e la distribuzione efficiente dell’energia ai consumatori finali.

Questa situazione evidenzia un cambiamento di prospettiva: il centro della questione energetica non è solo quanto si produce, ma quanto efficacemente si riesce a trasportare e distribuire.

Investimenti nelle reti: perché servono più risorse

Attualmente, gli investimenti globali nelle reti elettriche si attestano intorno ai 400 miliardi di dollari all’anno. Una cifra significativa ma che, secondo l’IEA, non è sufficiente per sostenere la crescita prevista della domanda entro il 2030.

Per accompagnare l’espansione dei consumi elettrici e garantire l’integrazione della nuova capacità produttiva, gli investimenti annuali nelle reti dovrebbero aumentare di circa il 50% rispetto ai livelli attuali. Questo incremento non riguarda soltanto l’estensione delle infrastrutture, ma anche la loro modernizzazione.

Le reti del futuro dovranno essere più digitalizzate, più flessibili e più resilienti. L’aumento della quota di energie rinnovabili, caratterizzate da una produzione variabile, richiede sistemi capaci di gestire flussi dinamici e bilanciare domanda e offerta in tempo reale. Senza un adeguato potenziamento delle reti, la crescita della domanda elettrica rischia di generare colli di bottiglia e inefficienze strutturali.

Reti resilienti: una priorità anche per l’Italia

Il tema della resilienza delle reti è centrale anche nel contesto italiano. Rafforzare le infrastrutture elettriche significa renderle più robuste rispetto agli eventi climatici estremi e più adatte a gestire una produzione diffusa e intermittente. In un sistema sempre più orientato alle rinnovabili, la rete deve evolversi per garantire stabilità e continuità del servizio.

Le tecnologie digitali, la sensoristica avanzata, le smart grid e i sistemi di accumulo rappresentano strumenti fondamentali per migliorare la gestione dei flussi energetici. La resilienza non è solo una questione di sicurezza fisica delle infrastrutture, ma anche di capacità di adattamento a un sistema energetico in trasformazione.

La strategia del Gruppo Iren per reti più intelligenti e resilienti

In questo scenario, il rafforzamento delle reti rappresenta un asse strategico per il Gruppo Iren. Investire nella resilienza significa costruire infrastrutture capaci di sostenere l’elettrificazione crescente dei consumi e l’integrazione delle fonti rinnovabili.

Il piano industriale 2024–2030 prevede 8,2 miliardi di Euro di investimenti complessivi entro il 2030, di cui 800 milioni destinati alle reti elettriche, a conferma della centralità di questo ambito. Nell’Action Plan, il 29% degli investimenti delle reti è destinato alla distribuzione elettrica, con l’obiettivo di adeguare le infrastrutture a potenze più elevate e a una maggiore resilienza rispetto ai cambiamenti climatici.

Tra le iniziative avviate rientrano la digitalizzazione della rete di Torino e il rinnovo e potenziamento della rete di media tensione, primo intervento finanziato con fondi PNRR, oltre a programmi di innovazione orientati a rendere le infrastrutture più sicure e sostenibili. Tecnologie come sistemi di monitoraggio avanzato e gestione intelligente dei flussi consentono di migliorare affidabilità, efficienza operativa e qualità del servizio.

In un contesto di transizione ecologica e crescente dipendenza dalle rinnovabili, il rafforzamento delle reti non è soltanto un obiettivo tecnico, ma una condizione necessaria per garantire sicurezza energetica, competitività e sostenibilità di lungo periodo.

Più elettricità, più infrastrutture

Il quadro delineato dall’IEA è chiaro: la domanda globale di elettricità è destinata a crescere in modo consistente nei prossimi anni. La produzione di nuova energia, anche quando sostenuta da rinnovabili e gas naturale, deve essere accompagnata da un adeguato sviluppo delle reti.

Investire nelle infrastrutture elettriche significa garantire continuità del servizio, integrare nuova capacità produttiva e sostenere la trasformazione dei sistemi economici. In un mondo sempre più elettrico, le reti rappresentano la spina dorsale del futuro energetico.

Integrare le rinnovabili per costruire il sistema energetico del futuro

Integrare le rinnovabili significa, in definitiva, ripensare il sistema energetico nel suo insieme. Non si tratta di aggiungere nuova capacità produttiva a un modello invariato, ma di costruire un’architettura capace di evolvere nel tempo. Reti intelligenti, resilienza, accumuli, previsione avanzata e flessibilità sono i pilastri di questo percorso.

L’esperienza maturata nei territori in cui opera Iren mostra come la transizione energetica richieda una visione di lungo periodo e una gestione sempre più integrata delle infrastrutture. Una visione in cui l’integrazione delle rinnovabili non è un problema da risolvere, ma un’opportunità per rendere il sistema energetico più sostenibile, efficiente e affidabile, oggi e nel futuro.

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