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A come Adattamento climatico: come cambia il modo di progettare città e infrastrutture

16 luglio 2026
  • L'adattamento climatico consiste nell'adottare soluzioni capaci di ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici già in corso.

  • Città e infrastrutture devono essere progettate per affrontare ondate di calore, alluvioni, siccità ed eventi meteorologici estremi.

  • Utility, istituzioni e imprese hanno un ruolo centrale nel rendere più resilienti i servizi essenziali e i territori.

  • Anche Iren investe nel rafforzamento delle reti e nell'innovazione per migliorare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici.

Negli ultimi anni il cambiamento climatico è diventato una realtà sempre più evidente. Ondate di calore, precipitazioni intense, periodi di siccità e altri eventi estremi stanno modificando il modo in cui viviamo e gestiamo città, infrastrutture e servizi essenziali. Ridurre le emissioni di gas serra rimane una priorità, ma da sola non basta: è necessario anche prepararsi agli effetti già in corso. È proprio questo l'obiettivo dell'adattamento climatico, un insieme di strategie che consentono di rendere territori e infrastrutture più capaci di affrontare le sfide del futuro.

Che cos'è l'adattamento climatico e perché è diverso dalla mitigazione

Quando si parla di cambiamento climatico si sente spesso parlare di mitigazione. Con questo termine ci si riferisce a tutte le azioni finalizzate a ridurre le emissioni di gas serra e limitare il riscaldamento globale. L'adattamento climatico rappresenta invece l'altra faccia della stessa strategia: significa modificare il modo in cui progettiamo, gestiamo e utilizziamo città, infrastrutture e risorse naturali per affrontare gli effetti del cambiamento climatico che sono già in atto. Secondo la definizione dell'Unione Europea, l'adattamento comprende tutte le azioni che consentono di prevenire o limitare i danni causati dai cambiamenti climatici e, dove possibile, cogliere le opportunità che ne possono derivare.

 

Le due strategie non sono alternative, ma complementari e ugualmente necessarie: mentre la mitigazione guarda alle cause del cambiamento climatico, l'adattamento si concentra sulle sue conseguenze. Anche se le emissioni globali dovessero diminuire rapidamente, infatti, parte degli effetti del riscaldamento globale continuerà a manifestarsi per molti anni. Temperature più elevate, precipitazioni irregolari e fenomeni meteorologici estremi sono quindi situazioni con cui continueremo a confrontarci e che richiedono interventi capaci di aumentare la resilienza dei territori e dei servizi essenziali. Per questo l’adattamento climatico rappresenta oggi uno dei pilastri delle strategie europee per uno sviluppo sostenibile, e coinvolge le grandi opere pubbliche, la pianificazione urbana, la gestione delle risorse idriche, la progettazione delle reti energetiche, la protezione degli ecosistemi e la capacità delle comunità di rispondere a eventi sempre più frequenti e intensi.

Modellino architettonico di una città moderna con grattacieli e tanto verde intorno.

Come cambia il modo di progettare città e infrastrutture

L'adattamento climatico sta modificando profondamente il modo in cui vengono progettate le città. L'obiettivo non è più soltanto costruire infrastrutture efficienti, ma renderle capaci di continuare a funzionare anche in condizioni climatiche molto diverse rispetto al passato. Le ondate di calore, ad esempio, rendono necessario aumentare gli spazi verdi, favorire superfici permeabili e utilizzare materiali che limitino il surriscaldamento urbano. Allo stesso tempo, precipitazioni sempre più intense richiedono sistemi di drenaggio in grado di gestire grandi quantità d'acqua in tempi ridotti, riducendo il rischio di allagamenti.

Anche la gestione della risorsa idrica assume un ruolo sempre più centrale. La crescente alternanza tra periodi di siccità e piogge abbondanti rende necessario investire nella riduzione delle perdite delle reti, nel monitoraggio continuo degli acquedotti e nell'utilizzo di tecnologie che permettano in generale una gestione più efficiente dell'acqua.

 

Lo stesso vale per le infrastrutture energetiche. Le reti elettriche devono essere progettate per resistere meglio agli eventi meteorologici estremi, sostenere una domanda di energia in costante crescita e integrare quote sempre maggiori di fonti rinnovabili. L'adattamento climatico significa quindi anche investire in reti più robuste, sistemi di monitoraggio avanzati e manutenzione preventiva. In questo contesto cresce l'importanza dei dati, perché sensori, modelli previsionali, sistemi digitali e monitoraggio in tempo reale permettono di individuare le criticità prima che si trasformino in emergenze, rendendo la gestione delle infrastrutture sempre più proattiva e meno basata sull'intervento dopo il guasto.

Vista dall'alto di un moderno impianto di trattamento delle acque reflue che mostra vasche di decantazione circolari e paesaggio verde integrato per la gestione delle acque.

Quale ruolo hanno imprese e gestori dei servizi essenziali

Le strategie di adattamento coinvolgono più attori, dalle amministrazioni pubbliche alle imprese, fino ai cittadini. Un ruolo particolarmente importante è però svolto dai gestori dei servizi essenziali. Acqua, energia e servizi ambientali rappresentano infatti infrastrutture indispensabili per il funzionamento delle città e sono tra i sistemi più esposti agli effetti dei cambiamenti climatici.
Per questo motivo le utility stanno investendo sempre di più nella conoscenza delle reti, nella digitalizzazione delle infrastrutture e nell'analisi dei rischi climatici.

L'obiettivo è sia riparare eventuali danni, sia prevenirli attraverso una pianificazione di lungo periodo che tenga conto dell'evoluzione del clima e delle caratteristiche dei territori. L'adattamento passa anche attraverso una manutenzione sempre più intelligente. Il monitoraggio continuo delle reti, la modellazione digitale delle infrastrutture e l'impiego di sensori consentono infatti di individuare tempestivamente anomalie e situazioni di rischio, migliorando la continuità del servizio e riducendo gli impatti economici e ambientali degli interventi. Anche l'Unione Europea considera la resilienza delle infrastrutture un elemento fondamentale della transizione ecologica, perché rafforzare la capacità di adattamento significa proteggere cittadini e imprese, garantire la sicurezza dei servizi e sostenere uno sviluppo economico capace di affrontare gli effetti del cambiamento climatico nel lungo periodo.

L'esperienza di Iren per costruire territori più resilienti

L'adattamento climatico è uno dei principi che guidano anche gli investimenti del Gruppo Iren nello sviluppo e nella manutenzione delle proprie infrastrutture. Lo dimostra l’aggiornamento del Piano Industriale 2025-2030, che prevede 6,4 miliardi di euro di investimenti destinati principalmente ai business regolati delle reti, al ciclo idrico integrato, alle reti elettriche, allo sviluppo del recupero energetico dei rifiuti, all'estensione del teleriscaldamento e alla crescita della capacità da fonti rinnovabili. Circa il 70% degli investimenti è inoltre allineato ai criteri della Tassonomia europea, a conferma dell'attenzione del Gruppo verso uno sviluppo sostenibile.

 

L'approccio del Gruppo si fonda sulla convinzione che adattarsi al cambiamento climatico significhi agire in anticipo, aumentando la resilienza delle infrastrutture e la continuità dei servizi essenziali. Investire oggi in reti più moderne, intelligenti e sicure vuol dire costruire territori più preparati ad affrontare le sfide climatiche dei prossimi decenni, tutelando persone, comunità e risorse naturali.

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