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Povertà energetica: da dieci anni Banco dell’Energia sostiene le famiglie più vulnerabili

3 agosto 2026
  • Nel 2024 la povertà energetica ha riguardato 2,4 milioni di famiglie italiane, pari al 9,1% del totale.
     

  • In dieci anni Banco dell’Energia ha raccolto e distribuito oltre 15 milioni di euro, sostenendo più di 20.000 persone.
     

  • La Fondazione ha promosso oltre 160 progetti territoriali, affiancando agli aiuti economici interventi di efficienza e formazione.
     

  • Iren fa parte del Board della Fondazione insieme ad altre imprese del settore energetico.

Per milioni di famiglie il costo dell’energia può diventare una voce difficile da sostenere, fino a imporre rinunce che incidono sul benessere, sulla salute e sulla partecipazione alla vita sociale. È la cosiddetta povertà energetica. La VIII Plenaria della Fondazione Banco dell’Energia, che si è svolta a Roma il 17 giugno 2026, è stata l’occasione per fare il punto su questa vulnerabilità e sui risultati raggiunti nei primi dieci anni di attività della Fondazione, mostrando la crescita di un modello virtuoso fondato sulla collaborazione tra imprese, istituzioni, ricerca e Terzo Settore.

ragazza seduta sul divano con un ventaglio giallo in mano per combattere il caldo

Che cos’è la povertà energetica e perché riguarda sempre più famiglie

La povertà energetica è definita come la difficoltà ad acquistare una quantità minima di beni e servizi energetici. Ma non solo: con questa espressione ci si riferisce anche alla condizione in cui la spesa necessaria per accedere ai servizi energetici sottrae una quota eccessiva delle risorse familiari. Il fenomeno comprende quindi situazioni diverse: non solo chi ha difficoltà a pagare una bolletta perché i costi energetici sono troppo elevati rispetto al proprio reddito, ma anche chi limita il riscaldamento o il raffrescamento per contenere le spese, chi vive in un’abitazione poco efficiente dal punto di vista energetico e chi non riesce ad accedere agli strumenti di sostegno disponibili.

Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE), basate sull’Indagine sulle spese delle famiglie dell’Istat, nel 2024 si trovavano in povertà energetica circa 2,4 milioni di famiglie, pari al 9,1% del totale. Il dato è rimasto sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma conferma il carattere strutturale del problema. Le famiglie economicamente più fragili destinano ai beni energetici l’8-9% della propria spesa complessiva, contro il 3-4% dei nuclei più benestanti. La media nazionale nasconde differenze significative. Nel 2024 la percentuale stimata di famiglie in povertà energetica oscillava dal 5% del Lazio al 18,1% della Puglia. Il fenomeno risulta più concentrato nei piccoli centri e nelle periferie rispetto alle aree metropolitane.

 

Anche la composizione del nucleo familiare conta. Le famiglie con minori presentano un’incidenza dell’11,4%, superiore alla media nazionale, e nel 2024 erano circa 1,1 milioni i minori esposti alla povertà energetica. La vulnerabilità è più elevata anche tra i nuclei monogenitoriali e nelle famiglie la cui persona di riferimento è straniera. A questa dimensione misurata dai dati si aggiunge la percezione delle persone. La ricerca Ipsos Doxa realizzata per Fondazione Banco dell’Energia tra aprile e maggio 2026 mostra che la povertà energetica è conosciuta, almeno in parte, da tre italiani su quattro. Otto intervistati su dieci si dichiarano preoccupati per gli aumenti di luce e gas, mentre l’86% teme che conflitti e instabilità internazionale possano incidere sulle bollette. L’indagine è stata condotta online su un campione rappresentativo di 802 persone tra i 18 e i 65 anni.

Dieci anni di Banco dell’Energia: dagli aiuti alle bollette a una rete di solidarietà

Banco dell’Energia nasce nel 2016 con l’obiettivo di sostenere persone e famiglie in condizioni di vulnerabilità economica e sociale. In dieci anni il suo intervento si è progressivamente ampliato: al pagamento delle bollette si sono affiancati progetti di efficientamento energetico, iniziative formative e percorsi di accompagnamento costruiti insieme agli enti che operano quotidianamente sui territori. La VIII Plenaria ha restituito la dimensione raggiunta da questo impegno: più di 20.000 beneficiari e oltre 160 progetti distribuiti sul territorio nazionale, sostenuti attraverso oltre 15 milioni di euro raccolti e donati. La Fondazione ha inoltre costruito una rete di oltre 100 realtà aderenti al manifesto “Insieme per contrastare la povertà energetica”, che riunisce aziende, istituzioni, organizzazioni del Terzo Settore, associazioni e centri di ricerca.

 

Nel solo 2025 sono stati promossi più di 60 progetti, distribuiti in 15 regioni e 56 comuni. Il 42% dei fondi è stato destinato a iniziative che integrano sostegno ed efficientamento energetico nelle strutture del Terzo Settore, riducendo i consumi e liberando risorse che gli enti possono destinare alle proprie attività sociali. Il 37% ha finanziato interventi di sostegno diretto, il 20% azioni di efficienza energetica e l’1% Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali. L’approccio della Fondazione parte dalla consapevolezza che un contributo economico può offrire una risposta immediata, ma difficilmente elimina da solo le cause della vulnerabilità. Una casa inefficiente continuerà ad avere bisogno di molta energia per raggiungere una temperatura adeguata, una famiglia che non comprende le offerte o gli strumenti di tutela può incontrare difficoltà anche nell’accesso alle agevolazioni disponibili.

 

Per questo, i progetti della Fondazione includono percorsi di informazione e formazione affidati ai Tutor per l’Energia Domestica, figure preparate attraverso la no-profit RETE ASSIST per accompagnare i beneficiari nella comprensione dei consumi, delle bollette e delle opportunità di efficientamento. Finora sono stati formati 92 tutor, con il coinvolgimento di 54 enti del Terzo Settore. Anche la governance riflette questa logica collaborativa. Accanto ai soci fondatori, nel Board siedono imprese energetiche che competono sul mercato ma scelgono di cooperare su una sfida sociale comune. Tra queste c’è anche Iren, la cui partecipazione permette di mettere a disposizione della Fondazione competenze energetiche, conoscenza dei territori e capacità di costruire iniziative insieme alle realtà sociali locali.

coleghe e colleghi intorno ad un tavolo che lavorano a un progetto di transizione energetica

La transizione energetica è anche una sfida sociale

La povertà energetica diventa ancora più rilevante in un sistema che attribuisce all’elettricità un ruolo crescente. Riscaldamento, raffrescamento, mobilità, servizi digitali e numerose attività quotidiane dipenderanno sempre più dall’accesso a energia affidabile e sostenibile. Perché questa trasformazione sia equa, l’aumento dell’elettrificazione deve essere accompagnato da prezzi accessibili, reti adeguate e strumenti capaci di proteggere chi rischia di restare ai margini. Limitarsi a compensare gli aumenti del prezzo dell’energia dopo che si sono verificati significa inseguire ogni nuova crisi. Collegare sostegni economici, efficienza degli edifici, autoconsumo e accompagnamento territoriale, invece, può ridurre la vulnerabilità nel tempo.

La questione dell’edilizia residenziale pubblica mostra con particolare chiarezza questa complessità. Secondo il paper Luiss-OIPE, in Italia gli alloggi pubblici ospitano oltre 690.000 famiglie, pari a circa 1,5 milioni di persone, e un nucleo su cinque si trova in povertà energetica. Un’indagine realizzata da OIPE e Fondazione GRINS su famiglie residenti negli alloggi pubblici di Reggio Emilia e Foggia ha rilevato una spesa media mensile per elettricità, gas e riscaldamento di circa 216 euro nel primo campione e 172 euro nel secondo. Dopo il pagamento delle bollette, il 79,5% delle famiglie intervistate a Reggio Emilia e il 75,2% di quelle di Foggia dichiarava di arrivare a fine mese con difficoltà o estrema difficoltà. I bonus sociali restano strumenti essenziali, ma i dati mostrano che non sempre riescono a intercettare con precisione chi vive una situazione di povertà energetica. Nel 2024 meno di una famiglia in povertà energetica su cinque risultava beneficiaria del bonus elettrico e le simulazioni citate nel paper indicano che solo un ottavo dei nuclei interessati sarebbe uscito da questa condizione grazie ai bonus. Per questo OIPE propone un unico Bonus Energia, erogato direttamente e graduato sulla base dell’ISEE, della composizione familiare e della zona climatica.

 

Questi dati mostrano perché servono risposte costruite su più livelli. Nei suoi primi dieci anni, la Fondazione Banco dell’Energia ha dimostrato che il contrasto alla povertà energetica non può essere affidato a un solo attore né ridotto a una risposta emergenziale. Richiede invece la costruzione di reti territoriali, continuità nel tempo e una conoscenza sempre più precisa delle diverse forme di vulnerabilità. Rendere la transizione energetica più equa significa garantire che l’accesso all’energia, alle tecnologie efficienti e alle opportunità offerte dalle rinnovabili non dipenda esclusivamente dalle condizioni economiche di partenza. In questo senso, la collaborazione tra Banco dell’Energia, imprese come Iren, istituzioni e organizzazioni sociali rappresenta un passaggio essenziale per trasformare la solidarietà in un sistema capace di prevenire il disagio e accompagnare anche le famiglie più fragili verso il cambiamento.

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