Green

Climate change, quali saranno le azioni più decisive nel 2023 secondo le previsioni

22 febbraio 2023

Affrontare le conseguenze imposte dal riscaldamento globale preoccupa in modo prioritario gli abitanti del Pianeta: è quanto emerso dal rapporto "Life in a Climate-Impacted Future” realizzato da Ericsson ConsumerLab che, alla sua 12esima edizione, ha raccolto le ansie, le aspettative ma anche le azioni che i cittadini intendono attuare per fronteggiare il cambiamento climatico.

 

La quasi totalità delle persone coinvolte nel sondaggio è consapevole che nel 2030 la temperatura sul pianeta avrà ampiamente superato i limiti imposti dagli accordi internazionali. Più della metà individua nella connettività e nei servizi internet importanti strumenti per fronteggiare i cambiamenti in corso: sono molti, infatti, gli intervistati che credono nella forza dell’innovazione e della tecnologia, cruciali per affrontare le sfide quotidiane presenti e del futuro.

 

A partire da queste evidenze gli esperti di Ericsson ConsumerLab hanno stilato le maggiori azioni che le persone a livello globale hanno intenzione di implementare quest’anno per affrontare le sfide del cambiamento climatico e dare spazio a un nuovo stile di vista più sostenibile: ecco cosa è emerso.

Come si è svolto il sondaggio e cosa è emerso  

Il rapporto "Life in a Climate-Impacted Future” è l’esito di un sondaggio condotto online su oltre 15 mila persone, i cosiddetti early adopter: pionieri nell’utilizzo di nuovi strumenti tecnologici prima ancora che possano diventare di largo uso.

 

In 30 grandi città del mondo è stato chiesto a 15.145 persone dai 15 e i 69 anni che utilizzano stabilmente la tecnologia più innovativa -  realtà aumentata, realtà virtuale o gli assistenti digitali - di valutare 120 idee di servizi digitali divise in 15 aree concettuali che affrontano diverse tematiche: dagli sforzi di adattamento al clima nella vita quotidiana ai modi per gestire gli eventi meteorologici estremi.

 

Il risultato? Una panoramica globale sulle 10 tendenze digitali che, secondo gli utenti, da qui al 2030 diventeranno realtà in un mondo decisamente più caldo e sottoposto alle conseguenze del cambiamento climatico. Tra i risultati più evidenti c’è l’ampia fiducia che viene accordata alla connettività su scala globale, considerata di massima importanza per affrontare le sfide quotidiane che riguardano anche l’ambiente. Sul fronte delle maggiori preoccupazioni per il futuro, invece, emergono quelle legate al costo della vita, all’accesso all’energia e alle risorse materiali: anche in questo caso la tecnologia viene considerata come alleata per limitare gli impatti negativi.

Come scrivono gli esperti, “gli intervistati rappresentano 75 milioni di cittadini su 325 milioni che vivono nelle aree metropolitane esaminate e sono solo una piccola parte dei consumatori a livello globale. Tuttavia, riteniamo che il loro profilo di utilizzatori precoci renda queste persone importanti quando si esplora come i consumatori potrebbero utilizzare la tecnologia dell'informazione e della comunicazione per la vita quotidiana in questo scenario climatico del 2030”.

Cosa accadrà entro il 2030 secondo gli “early adopter” 

Sono 10 i trend che gli esperti di Ericsson ConsumerLab hanno individuato in seguito al sondaggio realizzato in tutto il mondo: si tratta di una lista che ad oggi, secondo le persone intervistate, profila le contromisure da adottare per limitare gli effetti del cambiamento climatico nella vita quotidiana. 

 

1. Riduzione dei costi: oltre il 60% delle persone intervistate riporta come maggiore preoccupazione l'aumento del costo della vita in futuro, dal cibo fino all’energia e agli spostamenti.  In che modo i consumatori affronteranno questa situazione negli anni '30 del 2000? Attraverso la tecnologia: oltre l'80% ritiene che i monitor del consumo di elettricità personale saranno disponibili per aiutare a ridurre il consumo energetico domestico non necessario. Quasi la metà di loro userebbe personalmente questi monitor nel 2030 per misurare il consumo di energia a casa e ricevere avvisi se gli elettrodomestici vengono lasciati accesi. Allo stesso modo, il 76% prevede che il possesso di auto elettriche diventerà più economico in quanto verranno utilizzate come batterie per bilanciare la rete elettrica locale. Quando si tratta di ridurre i costi del cibo, il 73% dei primi utilizzatori urbani ritiene che un assistente di ricette connesso sarà in uso negli anni '30 del 2000 e il 35% afferma che lo utilizzerà personalmente.

 

2. Connessioni ininterrotte: servizi Internet e di comunicazione più sicuri e affidabili rendono le società e le imprese più resilienti e sono considerati la seconda tendenza più popolare per gli anni '30 del 2000 dai soggetti intervistati. Ma cosa succede se gli eventi meteorologici influiscono sulla connettività stessa? Quasi l'80% ritiene che ci saranno localizzatori di segnali intelligenti che guideranno le persone verso luoghi con una copertura ottimale, anche in aree colpite da inondazioni, tempeste, incendi o altre calamità. 4 su 10 affermano che userebbero personalmente tali localizzatori di segnali negli anni '30.

 

3. Mobilità senza fretta: le attività del domani sostenibile, secondo lo studio, saranno pianificate in base al costo dell’energia e non sul tempo, mettendo da parte gli orari rigidi che conosciamo oggi. Ben 4 su 10 affermano che entro il 2030 utilizzeranno abbonamenti per pendolari che offrono bonus per viaggi svolti fuori l’orario di punta. In generale, le persone intervistate immaginano giornate molto più flessibili e articolate in relazione a clima ed efficienza energetica.

 

4. Sistemi di allerta meteo personalizzati: se le condizioni meteorologiche saranno sempre più avverse e instabili, ci penserà l'intelligenza artificiale a proteggere i consumatori. Secondo la metà degli intervistati, infatti, servizi di allerta meteo personalizzati faranno parte della nostra quotidianità.

 

5. Nuovo clima lavorativo: il 72% del campione prevede l’implementazione di nuove forme di routine professionali in azienda che saranno capaci di ridurre al minimo l’impronta di carbonio legata al lavoro. Una priorità dettata anche dall’aumento dei costi e dalla digitalizzazione sempre più efficiente. Sette persone su dieci prevedono assistenti IA aziendali che organizzano spostamenti, compiti e risorse per ridurre l’impatto ambientale delle attività professionali.

 

6. Acqua intelligente: quasi la metà degli early adopter immagina servizi idrici intelligenti per utilizzare al meglio la preziosa risorsa. Il 46% afferma che la propria famiglia utilizzerà raccoglitori d'acqua intelligenti su tetti, balconi e finestre che si aprono in modo intelligente quando piove per raccogliere e pulire l'acqua piovana.

 

7. Economia energetica: secondo il 65% degli intervistati, grazie ai servizi digitali, infatti, si potrà parlare di condivisione dell’energia tanto da farla diventare una valuta. Nel futuro i consumatori saranno in grado di pagare beni e servizi in kWh utilizzando semplici app mobile.

 

8. “Meno ma più digitale”: il digitale diventerà sempre più presente e importante, tanto da proporre alternative ai prodotti fisici e arrivando al cosiddetto “di meno ma digitale ritenuto possibile da un terzo dei cittadini. Il 64% ritiene che un'intelligenza artificiale connessa impedirà ai consumatori di effettuare acquisti non necessari, magari aumentando la visibilità di ciò che già possiedono o semplicemente mettendone in discussione la necessità. 

 

9. Naturverse: il cambio delle abitudini riguarderà anche i viaggi all’insegna della natura. Negli anni '30 i primi utenti urbani potrebbero iniziare a pensare alla natura come a un'esperienza piuttosto che a un luogo. Quattro utenti urbani su dieci desiderano utilizzare personalmente un servizio di viaggio virtuale che consenta loro di vivere le riserve naturali e i sentieri di montagna in tempo reale come se fossero lì.

 

10. “Imbroglioni del clima”: secondo gli intervistati, in un futuro non troppo lontano, non mancheranno i cosiddetti “truffatori del clima”. Ovvero coloro che troveranno il modo per aggirare le norme a sostegno del clima, anche le più severe, servendosi dei servizi online. Oltre la metà del campione prevede app di hacking online che consentiranno di ottenere in modo illecito acqua ed energia.

 

Come emerge dai trend individuati dallo studio, le future innovazioni tecnologiche saranno cruciali per risolvere molte delle sfide poste dal cambiamento climatico: a prescindere dal verificarsi delle ipotesi previste, dunque, accompagnare lo sviluppo sostenibile a quello tecnologico rimane una priorità.

 

L'articolo ti è piaciuto?
Iscriviti alla newsletter!

Ricevi mensilmente la newsletter Everyday direttamente su Linkedin: sarai aggiornato sulle ultime novità in tema di innovazione, economia circolare, scenari climatici e sfide legate alla sostenibilità

Potrebbe interessarti

Energia

Parma e Torino città "a impatto zero" entro il 2030, quali sono le strategie previste

Ridurre l’impatto sull'ambiente attraverso azioni concrete e politiche sostenibili in vari settori: dall'energia alla mobilità, dalla gestione dei rifiuti alla conservazione delle risorse naturali contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico.
Green

Green week, il festival che mette la sostenibilità al centro guardando al domani

Diverse aree tematiche a scandire gli appuntamenti del festival con eventi e presentazioni che hanno convolto ospiti ed esperti nazionali ed internazionali. Ad affiancare il Festival il tour delle “Fabbriche della Sostenibilità”.
Acqua

Comunità energetiche rinnovabili, quali sono i modelli operativi per imprese e territori

Un convegno sulle CER: dal quadro normativo e le relative regole operative del GSE, alle possibili esperienze di sinergia fra enti locali e CER e i benefici ambientali che derivano dalla produzione e consumo condiviso di energia
Green

A che punto siamo con la riduzione e il riciclo dei rifiuti urbani in Europa: gli ultimi dati Eurostat

Nella classifica dei Paesi più virtuosi nella produzione dei rifiuti urbani ci sono la Romania (301 kg), la Polonia (364 kg) e l’Estonia (373 kg). All’opposto si collocano l’Austria (827 kg a persona), la Danimarca (787 kg) e il Lussemburgo (720 kg)
Green

Economia circolare, le nuove norme europee per ridurre gli sprechi alimentari e tessili

Gli sprechi incontrollati hanno portato la commissione per l’ambiente del Parlamento europeo a proporre la revisione della direttiva quadro sui rifiuti per ridurre i rifiuti alimentari e tessili in tutta l’Unione europea.
Green

Che cos'è la "Corporate Sustainability Reporting Directive" e perché guida lo sviluppo sostenibile in azienda

L’obiettivo è fornire a investitori, consumatori e altri stakeholder la possibilità di valutare meglio le prestazioni di sostenibilità delle aziende dell'Ue, nonché gli impatti e i rischi aziendali correlati.