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Iren emette il quinto Green Bond, cosa sono e perché servono alla sostenibilità

9 gennaio 2024

I Green Bond sono strumenti finanziari dedicati a progetti sostenibili e dal forte impatto “green”: lo scorso gennaio il Gruppo Iren ha emesso il quinto Green Bond, per un valore complessivo di 500 milioni di euro e dalla durata di 8 anni e mezzo. L’obiettivo è consolidare il finanziamento e rifinanziamento di progetti che concorrono alla realizzazione degli obiettivi di sostenibilità definiti nel Piano Industriale @2030. Ecco come funzionano i green bond.

Cosa sono e come funzionano i Green Bond

I Green Bond sono obbligazioni: strumenti di finanziamento a titolo di debito che dunque devono essere rimborsati. Possono essere emessi dalle imprese o qualsiasi altra organizzazione, anche lo Stato: l’idea è di ottenere risorse che possano essere investite in progetti sostenibili.

 

La prima emissione risale al 2007 a opera della Banca europea degli investimenti (Bei) e negli ultimi anni i Green Bond hanno conosciuto un tasso di crescita molto elevato. Ciò dimostra un’attenzione maggiore da parte di società pubbliche e private, ma anche dei piccoli e grandi investitori che manifestano interesse rispetto a temi sensibili. Così da un generico orientamento a investire nella mitigazione dei cambiamenti climatici e per il miglioramento dell’efficienza energetica, adesso gli obiettivi dei Green Bond sono indirizzati a progetti più articolati che abbiano un impatto positivo per l’ambiente, ma soprattutto che portino avanti soluzioni efficienti per garantire uno sviluppo sostenibile.

 

I Green Bond funzionano come qualsiasi altro tipo di obbligazione: un’entità emette dei Green Bond e li vende agli investitori, ottenendo così dei fondi da destinare al finanziamento di progetti sostenibili e ambientali. In cambio, gli investitori ricevono un tasso di interesse e l’impegno dell’entità a rimborsare il capitale prestato in una data determinata. 

 

Tuttavia, i Green Bond presentano delle caratteristiche specifiche che le differenziano dai bond tradizionali. Infatti, i Green Bond sono vincolati a progetti specifici che hanno un impatto ambientale e sociale positivo e trasparenza e rendicontazione sono passaggi fondamentali per garantire che i fondi siano utilizzati adeguatamente. Inoltre i Green Bond devono essere certificati e valutati da organismi indipendenti che ne garantiscono la sostenibilità.

 

green bond

Cosa prevede il quinto Green Bond emesso da Iren

 

L’emissione del quinto Green Bond da parte di Iren si è conclusa con grande successo, ricevendo ordini per oltre 4,7 miliardi, circa 10 volte l’ammontare offerto. Si conferma così il forte apprezzamento degli investitori istituzionali per la strategia di crescita sostenibile intrapresa dal Gruppo, grazie a una domanda di elevata qualità, a un’ampia diversificazione geografica oltre che ad una significativa partecipazione dei cosiddetti investitori socialmente responsabili (SRI).

 

L’operazione di collocamento è stata curata da Bank of America, IMI-Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Société Générale e Unicredit in qualità di Active Bookrunner e da BBVA, BPER Banca, Goldman Sachs International, Morgan Stanley e Santander in qualità di Other Bookrunner.

 

“Questa operazione conferma l’efficacia della nostra strategia focalizzata su obiettivi di sostenibilità coniugati con la disciplina finanziaria. I fondi raccolti consentiranno, attraverso un ulteriore rafforzamento della struttura finanziaria, di mantenere una solida liquidità. Potremo proseguire con determinazione verso gli impegni assunti nel Piano Industriale, che prevede sia sviluppo organico che opportunità M&A, destinati principalmente alla crescita nelle energie rinnovabili, a nuovi impianti di trattamento rifiuti per lo sviluppo dell’economia circolare e all’ammodernamento del sistema idrico integrato con positive ripercussioni nei territori serviti”, ha dichiarato Luca Dal Fabbro, presidente del Gruppo Iren.

Quando un’obbligazione può dirsi green?

Un’obbligazione verde riguarda quindi quei progetti che possono mettono in primo piano, ad esempio, la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’uso sostenibile delle risorse o più in generale l’efficienza energetica, ma possono arrivare a riguardare il trattamento dei rifiuti o dell’acqua, il controllo o l’abbattimento dell’inquinamento, gli interventi “green” sui trasporti o sulle infrastrutture, la bioedilizia.

 

A stabilire se un progetto è green è stato nel 2014 l’International Capital Market Association (ICMA) che ha definito 4 paradigmi che devono essere seguiti affinché un’obbligazione possa essere definita green. Le regole impongono agli emittenti:

 

  1. di comunicare chiaramente i progetti a cui sono destinati i fondi raccolti;
  2. di indicare i benefici per l'ambiente dei progetti e i metodi utilizzati per classificare i progetti nelle categorie di Progetti Verdi individuate dalle linee guida;
  3. di gestire le somme raccolte per i progetti verdi separatamente dalle altre;
  4. di preparare e rendere disponibili informazioni aggiornate sull'utilizzo dei fondi. Inoltre, l'ICMA raccomanda all'emittente di spiegare in appositi documenti la conformità del Green Bond alle linee guida e la nomina di revisori esterni per certificare la conformità all'atto dell'emissione e per verificare che i fondi raccolti siano effettivamente utilizzati durante la vita del progetto per gli scopi previsti.

 

In questo modo si cerca di contrastare l’ambientalismo di facciata e fare in modo di agevolare chi concretamente si adopera per la costruzione del domani sostenibile. 

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