Acqua

Estate e acqua: come cambia la gestione della risorsa nei mesi più caldi

26 agosto 2026
  • Nei mesi estivi alte temperature, minori precipitazioni e aumento dei consumi possono mettere sotto pressione la disponibilità di acqua.

  • Monitoraggio delle reti, controllo delle portate, ricerca delle perdite e gestione delle fonti aiutano a garantire la continuità del servizio.

  • A Tiglieto, in Liguria, Ireti ha realizzato nuovi pozzi e infrastrutture per rafforzare l’approvvigionamento durante il periodo estivo.

  • Gli investimenti del Piano Industriale Iren 2025-2030 puntano a rendere il servizio idrico più efficiente e resiliente, riducendo le perdite di rete.

L’estate è uno dei periodi più delicati per quanto riguarda l’acqua. Temperature elevate e periodi prolungati con poche precipitazioni possono ridurre la disponibilità di risorsa idrica, mentre contemporaneamente possono crescere i consumi domestici, anche perché in alcune località turistiche la popolazione cresce sensibilmente rispetto al resto dell’anno. Per garantire continuità e qualità del servizio, allora, è necessaria una gestione capace di adattarsi alle condizioni del territorio e di anticipare le possibili criticità.

un uomo riempie la sua bottiglia d'acqua presso una fontanella

Come cambia la gestione dell’acqua durante i mesi più caldi

La disponibilità di acqua in estate può essere influenzata da vari fattori, tra cui l’andamento meteorologico, le caratteristiche del territorio, le variazioni stagionali della popolazione e lo stato delle infrastrutture. Conoscere ciò che accade lungo il sistema idrico è il primo passo per prepararsi ai mesi più caldi. Il monitoraggio in tempo reale permette di controllare parametri come livelli dei serbatoi, portate e pressioni, individuando eventuali anomalie prima che possano tradursi in problemi per il servizio.
Particolare importanza assume la ricerca delle perdite. L’acqua dispersa lungo le tubazioni è infatti una risorsa che è stata captata e immessa nella rete, ma che non arriva alla sua destinazione finale. Trovare rapidamente le dispersioni occulte e intervenire sui tratti più critici è cruciale per utilizzare in modo più efficiente l’acqua disponibile.

Anche la gestione delle fonti di approvvigionamento può essere adattata alle condizioni stagionali. Disporre di sistemi diversificati permette di ridurre la dipendenza da una singola fonte e rende il servizio più flessibile quando cambia l’equilibrio tra disponibilità e domanda. Tecnologie di monitoraggio, digitalizzazione delle reti e manutenzione delle infrastrutture diventano così strumenti centrali per affrontare i mesi più critici. L'obiettivo è prevenire le situazioni di difficoltà e garantire agli utenti un servizio affidabile anche quando il sistema è sottoposto a una maggiore pressione.

Nuovi pozzi e infrastrutture: l’esempio Iren di Tiglieto

Un esempio concreto arriva da Tiglieto, nell'entroterra della provincia di Genova. Qui i residenti fissi sono meno di 500, ma la popolazione può facilmente arrivare durante l’estate a quasi 3000 persone: così il fabbisogno idrico cresce sensibilmente rispetto agli altri periodi dell’anno. Per rafforzare l’approvvigionamento, Ireti, società del Gruppo Iren che si occupa della gestione dei servizi idrici integrati in diversi comuni italiani, ha realizzato un nuovo campo pozzi attraverso un investimento di circa 250mila euro. L’intervento comprende tre pozzi e due elettropompe sommerse, insieme alle condotte necessarie a portare l’acqua verso Prato Grande Badia e successivamente ai serbatoi di Levratta, Catoccia e Picona. A regime il sistema è stato progettato per fornire circa dieci litri al secondo di acqua potabile, aumentando la disponibilità di risorse idrica quando la domanda è più elevata.

 

L'intervento è stato progettato tenendo conto delle caratteristiche ambientali del territorio. Le nuove condotte contribuiscono infatti a tutelare un'area vicina ai pozzi dove la presenza dell'acqua è importante per diverse specie di anfibi, rettili e libellule. L'infrastruttura risponde così alle necessità del servizio inserendosi in un contesto naturale particolarmente delicato. Il caso di Tiglieto mostra quanto sia importante intervenire prima dei periodi di maggiore richiesta, adeguando le infrastrutture alle caratteristiche specifiche del territorio e alle variazioni stagionali della popolazione.

operaio con caschetto intetno a riparare una perdita visibile sulla condotta idrica esistente all'interno di una trincea fangosa

Preparare le reti idriche alle estati del futuro

La gestione dell’acqua nei mesi più caldi si inserisce in una sfida più ampia. L'aumento delle temperature e la maggiore variabilità delle precipitazioni rendono necessario costruire sistemi idrici capaci di rispondere a condizioni ambientali che possono cambiare rapidamente. È in questa prospettiva che si collocano gli sforzi economici previsti dal Piano Industriale Iren 2025-2030. Il Piano prevede complessivamente 8,2 miliardi di euro di investimenti, con risorse destinate al miglioramento dell’efficienza e della qualità dei servizi regolati e al rafforzamento delle infrastrutture. Per il servizio idrico, in particolare, uno degli obiettivi riguarda la riduzione delle perdite di rete, che il Gruppo punta a portare dal 33% al 20% entro il 2030 sull'intero territorio gestito.

Rinnovare le reti, monitorarle con maggiore precisione e intervenire sulle dispersioni significa utilizzare meglio la risorsa già disponibile e aumentare la capacità del sistema di affrontare anche i periodi più complessi. A questi interventi si affianca la possibilità di diversificare le fonti, come mostra anche il progetto di Tiglieto, adattando le soluzioni alle caratteristiche dei singoli territori. La gestione estiva dell’acqua comincia quindi molto prima dell'arrivo del caldo. È il risultato di pianificazione, manutenzione e investimenti che rendono le infrastrutture progressivamente più resilienti, per tutelare una risorsa essenziale e garantire continuità al servizio anche quando le condizioni diventano più impegnative.

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