Innovazione

Rinnovare le reti senza scavare: come funzionano le tecnologie no-dig

20 ottobre 2026
  • Le tecnologie no-dig, chiamate anche trenchless, permettono di installare, sostituire o risanare tubazioni sotterranee senza aprire scavi continui lungo tutto il tracciato.

  • Microtunnelling e perforazione orizzontale controllata consentono di realizzare nuove condotte attraversando il sottosuolo con attrezzature guidate.

  • Relining e pipe bursting permettono di intervenire sulle tubazioni esistenti, rispettivamente risanandole dall'interno o sostituendole lungo il tracciato originario.

  • Ridurre gli scavi può significare cantieri meno invasivi, minori interferenze con la viabilità e meno superfici da ripristinare, pur richiedendo un'attenta valutazione tecnica.

Sotto le strade delle città si sviluppa una rete complessa di infrastrutture che permette di distribuire acqua ed energia, raccogliere le acque reflue e garantire il funzionamento di numerosi servizi essenziali. Sono sistemi in gran parte invisibili, ma che richiedono interventi continui di manutenzione e ammodernamento per rimanere efficienti e affidabili. Rinnovare queste infrastrutture può essere particolarmente complesso nei centri urbani, dove aprire un cantiere significa spesso modificare la circolazione, occupare spazi pubblici e lavorare in prossimità di altri sottoservizi. Una soluzione sono le tecnologie no-dig, conosciute anche come trenchless technologies, che permettono di lavorare nel sottosuolo attraverso metodi che limitano l'apertura di trincee.

Perché rinnovare le reti sotterranee è una sfida per le città

Acquedotti e fognature possono estendersi per centinaia o migliaia di chilometri sotto il territorio urbano. Nel tempo le tubazioni sono sottoposte a sollecitazioni meccaniche, variazioni di pressione, corrosione e fenomeni di deterioramento che possono comprometterne progressivamente le prestazioni. Per le reti idriche, l'invecchiamento delle condotte può contribuire alla comparsa di perdite e alla necessità di interventi più frequenti. Nelle fognature, invece, possono verificarsi infiltrazioni, deformazioni o danneggiamenti che riducono la capacità di trasporto delle acque reflue. Inoltre, nel sottosuolo convivono infrastrutture differenti, spesso installate in periodi diversi e a profondità variabili. Intervenire su una condotta può quindi richiedere di lavorare vicino a cavi elettrici, reti del gas, collegamenti per le telecomunicazioni e altre tubazioni.

 

Con i metodi tradizionali, la sostituzione di una condotta comporta generalmente l'apertura di uno scavo lungo il suo percorso. Questo può rendere necessario modificare temporaneamente la viabilità, rimuovere pavimentazioni e movimentare quantità significative di terreno. La sfida è quindi rinnovare infrastrutture essenziali riducendo, dove possibile, l'impatto dei lavori sulla superficie. È proprio per rispondere a questa esigenza che si sono sviluppate le tecnologie no-dig.

Trincea con tubi metallici sostituiti e base in cemento

Che cosa sono le tecnologie no-dig e come funzionano

Il termine no-dig significa letteralmente "senza scavo", ma non indica un'unica tecnologia. Comprende un insieme di metodi che consentono di realizzare o rinnovare infrastrutture sotterranee limitando il ricorso agli scavi a cielo aperto. A differenza dei cantieri tradizionali, nei quali il terreno viene rimosso lungo gran parte del percorso della condotta, le tecnologie trenchless permettono di operare attraverso punti di accesso localizzati o direttamente all'interno delle tubazioni esistenti. 

Questo non significa eliminare completamente gli scavi. Per alcune lavorazioni sono necessari pozzi di partenza e arrivo, mentre altre richiedono l'apertura di tratti limitati per collegare le nuove tubazioni alla rete già presente. Le applicazioni principali riguardano due situazioni differenti. La prima è l'installazione di nuove condotte, per esempio quando occorre attraversare una strada, una ferrovia o un corso d'acqua. La seconda è il risanamento o la sostituzione di tubazioni esistenti, sfruttando il percorso sotterraneo già disponibile. Le tecniche impiegate cambiano in funzione del diametro delle condotte, dei materiali, della profondità e delle caratteristiche del terreno. Per questo non esiste un metodo valido per ogni intervento: la scelta dipende dalle condizioni dell'infrastruttura e dagli obiettivi del progetto.

Microtunnelling e perforazione guidata: installare nuove tubazioni senza aprire la strada

Quando occorre realizzare una nuova condotta, una delle tecnologie disponibili è il microtunnelling, un sistema di perforazione che utilizza una macchina dotata di testa fresante, capace di avanzare nel sottosuolo seguendo un tracciato prestabilito. Il lavoro parte da un pozzo di accesso. La testa fresante scava il terreno e procede verso un secondo pozzo, mentre le sezioni della tubazione vengono progressivamente spinte in avanti mediante martinetti idraulici. Il materiale rimosso viene trasportato verso la superficie attraverso sistemi dedicati e la direzione di avanzamento viene controllata da remoto. Questa tecnologia è utilizzata soprattutto per condotte idriche e fognarie, in particolare quando bisogna attraversare infrastrutture che sarebbe complesso interrompere o rimuovere.

 

Un'altra soluzione è la perforazione orizzontale controllata, conosciuta con la sigla HDD (Horizontal Directional Drilling). In questo caso viene realizzato inizialmente un piccolo foro pilota, seguendo un percorso guidato. Il foro viene poi ampliato fino a raggiungere il diametro necessario per inserire la tubazione, generalmente trainandola dal punto di uscita verso quello di ingresso. L'HDD permette di seguire percorsi curvilinei e può essere impiegata per superare ostacoli come strade, ferrovie e corsi d'acqua.

Operaio edile, con indosso un elmetto giallo e un giubbotto di sicurezza, sta lavorando in un cantiere, maneggiando barre d'acciaio

Relining e pipe bursting: come si rinnovano le tubazioni esistenti

Le tecnologie no-dig non servono soltanto a realizzare nuove infrastrutture. Possono essere impiegate anche per risanare o sostituire condotte deteriorate, sfruttando il percorso sotterraneo già esistente. Una delle tecniche più diffuse in questi casi è il relining, che consiste nell'inserire un nuovo rivestimento o una nuova tubazione all'interno di quella originaria. Tra le soluzioni disponibili rientra il CIPP (Cured-in-Place Pipe), una tecnica che prevede l'inserimento di un rivestimento flessibile impregnato di resina. Una volta posizionato, il materiale viene fatto indurire attraverso un processo controllato, formando una nuova struttura interna alla tubazione. Le caratteristiche del rivestimento dipendono dalle esigenze dell'intervento e dalla funzione che dovrà svolgere. 

Altre tecniche di relining utilizzano tubazioni in materiali plastici, inserite nella condotta esistente e successivamente adattate alla sua geometria. È il caso del close-fit lining, nel quale il nuovo tubo viene deformato temporaneamente per facilitarne l'inserimento e poi riportato verso la propria forma originaria, in modo da aderire alla parete interna. Quando la tubazione è troppo deteriorata per essere risanata, si può invece ricorrere al pipe bursting. Una testa dirompente viene fatta avanzare all'interno della vecchia condotta, provocandone la rottura o la separazione, mentre una nuova tubazione viene contemporaneamente inserita lungo lo stesso percorso. In alcune condizioni si può anche installare una nuova tubazione di diametro maggiore, aumentando la capacità dell'infrastruttura.

Meno scavi e cantieri più contenuti: quali vantaggi per le città

La caratteristica comune delle tecnologie no-dig è la possibilità di ridurre l'estensione degli scavi e delle superfici da ripristinare. Un aspetto particolarmente importante nei centri storici, nelle strade molto trafficate e nelle aree dove sono presenti pavimentazioni di pregio. La riduzione delle lavorazioni in superficie può comportare meno terreno da rimuovere e trasportare, un minore utilizzo di mezzi per la movimentazione dei materiali e interventi più limitati per ripristinare asfalto e pavimentazioni. Anche la viabilità può beneficiarne. Se non è necessario aprire una trincea lungo l'intero percorso, il cantiere può occupare porzioni più contenute della carreggiata, riducendo le interferenze con il traffico, i percorsi pedonali e l'accesso alle attività commerciali. Secondo le informazioni pubblicate dall’Ente Italiano Normazione (UNI) nell'aprile 2026, le tecnologie trenchless possono ridurre fino all'80% i materiali di scavo rispetto ai metodi tradizionali, con benefici anche in termini di sicurezza e consumi energetici.

 

Un altro elemento riguarda i tempi di realizzazione. Un intervento no-dig non è necessariamente più rapido di un cantiere tradizionale. Lo stesso vale per la continuità dei servizi: durante alcune operazioni è comunque necessario interrompere temporaneamente il flusso nella condotta o predisporre collegamenti provvisori. Il valore di queste tecnologie, dunque, sta soprattutto nella possibilità di scegliere metodi meno invasivi quando le caratteristiche dell'intervento lo consentono, migliorando l'organizzazione dei cantieri e riducendo l'impatto delle opere sulla vita urbana.

Dalla diagnostica al cantiere: come scegliere la tecnologia giusta

Prima di intervenire su una rete sotterranea è necessario conoscere le condizioni dell'infrastruttura e le caratteristiche dell'ambiente nel quale si dovrà lavorare. Le tecnologie no-dig richiedono infatti una progettazione accurata, perché gran parte delle operazioni avviene in spazi che non possono essere osservati direttamente dalla superficie. Le videoispezioni consentono di esaminare l'interno delle condotte e individuare eventuali deformazioni, ostruzioni e danneggiamenti.

I rilievi dei sottoservizi permettono invece di ricostruire la posizione delle infrastrutture esistenti, mentre le indagini geologiche e geotecniche aiutano a valutare le condizioni del terreno. A queste attività si affiancano strumenti digitali per organizzare e interpretare le informazioni raccolte. I sistemi informativi geografici (GIS) permettono, per esempio, di rappresentare la posizione delle reti e associare ai diversi tratti dati relativi alle caratteristiche tecniche e agli interventi effettuati. È un approccio utilizzato anche da Iren nella gestione e nel rinnovamento delle reti idriche. Le attività comprendono la ricognizione delle infrastrutture, la ricerca e localizzazione delle perdite attraverso sistemi elettroacustici, il monitoraggio e la costruzione di modelli per simulare il funzionamento delle reti. Nell'ambito del rinnovo delle condotte, il Gruppo impiega anche tecnologie no-dig, particolarmente utili nei centri cittadini caratterizzati da traffico intenso e nelle aree storiche con pavimentazioni di pregio.

 

La scelta della tecnica più adatta nasce proprio dall'integrazione di queste informazioni. L'innovazione non consiste quindi soltanto nell'utilizzare macchinari capaci di lavorare sottoterra, ma anche nel conoscere meglio le infrastrutture per intervenire dove e come serve. Le tecnologie no-dig rappresentano uno degli strumenti di questa evoluzione: permettono di affrontare il rinnovamento delle reti con modalità più flessibili, limitando gli scavi quando possibile e contribuendo a rendere gli interventi sempre più compatibili con il funzionamento quotidiano delle città.

L'articolo ti è piaciuto?
Iscriviti alla newsletter!

Ricevi mensilmente la newsletter Everyday direttamente su Linkedin: sarai aggiornato sulle ultime novità in tema di innovazione, economia circolare, scenari climatici e sfide legate alla sostenibilità

Due persone lavorano insieme al computer viste attraverso un vetro, in un ambiente luminoso con riflessi naturali.

Potrebbe interessarti

Innovazione
Iren Startup Award 2026: al via la call dedicata alla physical AI e automazione
Al via Iren Startup Award 2026, la call per startup e PMI innovative con soluzioni di AI e automazione applicabili a impianti e infrastrutture
Green
Terra Madre 2026: con “Radici” Iren ha raccontato lo sviluppo sostenibile delle città
Iren ha partecipato a Terra Madre Salone del Gusto 2026 con Radici, uno spazio esperienziale dedicato alle reti urbane e iniziative sulla raccolta differenziata
Green
Iren al Festival di Open 2026: le sfide ambientali delle città al centro del dibattito
Iren è sponsor del Festival di Open 2026 a Parma: dal 18 al 20 settembre, appuntamenti dedicati a raccolta differenziata, clima e città
Green
Millevele IREN 2026: successo a Genova per la nona edizione della Iren Utility Cup
Durante la Millevele IREN 2026 di Genova, 41 equipaggi aziendali hanno partecipato alla nona Iren Utility Cup, la regata che unisce sport e impresa
Green
Festambiente: Eduiren porta il tema della qualità del riciclo delle plastiche
A Festambiente 2026 Eduiren ha partecipato al confronto sulla qualità della raccolta delle plastiche e sul valore del corretto riciclo degli imballaggi
Rinnovabili
Dal PNRR ai territori: i progetti con cui Iren sta trasformando ambiente, acqua ed energia
Iren ha completato 55 interventi sostenuti dal PNRR: progetti per ambiente, acqua ed energia che rendono infrastrutture e servizi più efficienti e sostenibili