Il suolo è una risorsa essenziale e, allo stesso tempo, una delle meno visibili. Produce cibo, ospita una parte importante della biodiversità del pianeta, immagazzina carbonio e contribuisce alla regolazione dell'acqua. Eppure, può deteriorarsi progressivamente senza che i suoi cambiamenti siano immediatamente percepibili. In Europa il problema ha assunto dimensioni significative: secondo la Commissione europea, tra il 60 e il 70% dei suoli dell'Unione si trova in condizioni non salutari. Fino a poco tempo fa, però, il suolo non disponeva di un quadro legislativo europeo dedicato paragonabile a quelli già esistenti per altre componenti ambientali. A colmare questa lacuna è la Soil Monitoring Law, la Direttiva sul monitoraggio e la resilienza del suolo, entrata in vigore il 16 dicembre 2025.
- La Soil Monitoring Law è la prima normativa europea specificamente dedicata alla salute e alla resilienza dei suoli e riguarda terreni agricoli, forestali, naturali e urbani.
- Tra il 60 e il 70% dei suoli europei è oggi considerato in condizioni non salutari a causa di pressioni come erosione, contaminazione, compattazione e impermeabilizzazione.
- La direttiva introduce un quadro comune di monitoraggio e valutazione, con l'obiettivo di rendere più omogenea la conoscenza dello stato dei suoli nell'Unione europea.
- Gli Stati membri dovranno recepire la direttiva entro il 16 dicembre 2028 e presentare alla Commissione la prima rendicontazione entro il 16 dicembre 2031.