L'Europa ha compiuto importanti passi avanti per diversificare i propri approvvigionamenti energetici, ma resta ancora fortemente dipendente dall'estero. A ricordarlo è stata anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell'Unione del 16 settembre 2026, indicando nell'energia prodotta in Europa e nell'elettrificazione due elementi centrali per rafforzare l'autonomia e la competitività del continente. Nel suo intervento, von der Leyen ha ricordato che, dall'inizio del conflitto legato allo Stretto di Hormuz, il maggiore costo sostenuto dall'Europa per importare combustibili fossili ha raggiunto 90 miliardi di euro, senza che a questa spesa corrispondesse una maggiore quantità di energia disponibile. Per ridurre questa vulnerabilità occorre intervenire sulla struttura stessa del sistema energetico europeo.
- Nel 2024 l'Unione europea ha prodotto internamente il 43% dell'energia utilizzata, mentre il restante 57% è stato coperto dalle importazioni nette.
- La crescita delle fonti rinnovabili permette di aumentare la quota di energia prodotta in Europa e ridurre l'esposizione ai combustibili fossili importati.
- L'UE punta a portare la quota di elettricità sui consumi finali dall'attuale 23% al 46% entro il 2040, soprattutto attraverso una maggiore elettrificazione di trasporti, edifici e industria.
- Per sostenere più rinnovabili ed elettrificazione servono reti più capienti, digitali, resilienti e interconnesse, capaci di integrare una produzione sempre più distribuita e variabile.