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Perché è necessario aumentare il tasso di riciclo dei rifiuti elettronici

31 maggio 2024

La componente elettronica è ormai fondamentale: il mondo sta vivendo un significativo dirottamento verso l’elettronico e la trasformazione digitale è parte di questo processo.

Le tecnologie stanno cambiando profondamente il modo di vivere, lavorare, imparare, socializzare. Molte persone possiedono e utilizzano dispositivi elettronici e la crescente interconnessione di aree urbane e remote ha portato a un aumento del numero di dispositivi e oggetti collegati a Internet.

 

Questa crescita ha visto un'impennata anche delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) e dei rifiuti elettronici (RAEE). Allo stesso tempo, il tasso di raccolta e riciclo dei rifiuti elettronici a livello mondiale non riesce a tenere il passo a questa crescita. Ecco perché è necessario invertire la rotta con l’economia circolare.

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Il quadro dei RAEE secondo il Global E-waste Monitor

Il report “Global E-waste Monitor” è condotto dall’Institute for Training and Research, all’interno del programma UNITAR e cofinanziato dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP). Quella di quest’anno è la quarta edizione del report e fornisce la panoramica più aggiornata dei dati globali sui rifiuti elettronici, delle statistiche e dei progressi nelle politiche e nelle normative, analizzate per ciascun continente.

 

Il Global E-waste Monitor è la principale fonte di informazione sul tema dei rifiuti elettronici e fornisce anche uno sguardo sul futuro, per monitorare e cercare di comprendere che evoluzioni subirà questo fenomeno.

Soltanto nel 2022 nel mondo è stata generata la cifra record di 62 miliardi di chili di rifiuti elettronici (equivalenti a una media di 7,8 kg pro capite all’anno). Si prevede un aumento a 82 miliardi di chili entro il 2030. Per questo adottare un approccio circolare che punti al riciclo e recupero dei rifiuti elettronici risulta essere sempre più urgente.

I numeri dei rifiuti elettronici

Le apparecchiature di piccole dimensioni, come videocamere, giocattoli, forni a microonde e sigarette elettroniche, costituiscono la più grande categoria di rifiuti elettronici in termini di quantità, con 20 miliardi di chili nel 2022, ovvero quasi un terzo del totale dei rifiuti elettronici nel mondo.

 

La seconda categoria è quella delle grandi apparecchiature, che ha raggiunto i 15 miliardi di chili nel 2022. Tra le categorie che producono meno rifiuti elettronici troviamo i pannelli fotovoltaici e le lampade (2 miliardi di chili). Schermi e monitor rappresentano attualmente il 10% dei rifiuti elettronici generati (5,9 miliardi di chili).

Per le piccole apparecchiature informatiche e di telecomunicazione - come telefoni cellulari, dispositivi GPS, router, computer e stampanti - si stima un totale di 5 miliardi di chili nel 2022.

 

Nel 2022, l’Europa è stata la regione che ha generato più rifiuti elettronici (17,6 chili pro capite), seguita da Oceania (16,1 kg) e dall’America (14,1 kg).

L’altra faccia della medaglia mostra però che queste sono anche le regioni con le infrastrutture di raccolta, trattamento e riciclo più avanzate. Infatti hanno registrato i tassi di raccolta pro capite più elevati: rispettivamente 7,5 chili in Europa, 6,7 chili in Oceania e 4,2 chili in America.

Le normative sui RAEE

Nonostante la crescente consapevolezza degli impatti sull’ambiente e sulla salute per la gestione impropria dei rifiuti elettronici e sui vantaggi di un approccio di economia circolare, in molte parti del mondo persistono bassi tassi di raccolta e infrastrutture di riciclaggio limitate. Il divario di attuazione è particolarmente diffuso nei Paesi a basso e medio reddito dove il settore informale svolge un ruolo importante nella gestione dei rifiuti elettronici.

 

Alla data di giugno 2023, 81 dei 193 paesi analizzati avevano una politica, legislazione o regolamento riguardante i rifiuti elettronici. Il 72% della popolazione mondiale ha una legislazione sui rifiuti elettronici. Il numero di paesi che adottano strumenti legali per regolare i rifiuti elettronici è cresciuto costantemente dal 2014, ma sono ancora 112 i paesi senza alcuna forma di strumento legale per la gestione dei rifiuti elettronici. 

 

È stato stabilito un obiettivo globale non vincolante per il 2023: aumentare al 50 per cento il numero di paesi con una legislazione sui rifiuti elettronici. Tale obiettivo non è stato raggiunto fino a giugno 2023, poiché solo il 42 per cento dei paesi (81) era coperto da una politica nazionale, legislazione o regolamento sui rifiuti elettronici.

Riciclo e recupero RAEE, il virtuoso esempio dell’impianto Volpiano

Per contrastare l’inquinamento da rifiuti elettrici ed elettronici è necessario sviluppare degli impianti specifici che si occupino del trattamento e dello smaltimento di questo tipo speciale di rifiuti: è quello che avviene nell’impianto Iren di Volpiano, denominato Impianto Trattamento Beni Durevoli.

 

Questo impianto ha sede nel torinese e rappresenta un esempio di innovazione ed efficacia nell’ambito del trattamento RAEE: è attrezzato sia per la raccolta dei rifiuti domestici collettati presso le varie isole ecologiche, sia per svolgere il medesimo servizio presso aziende e attività industriali. L’impianto Iren di Volpiano possiede delle specifiche certificazioni che garantiscono standard di qualità per la raccolta, il trasporto, il trattamento delle varie tipologie di RAEE.

 

Inoltre, nel corso del 2020, all’interno della struttura è stata avviata un'innovativa sperimentazione nell’ambito del trattamento dei rifiuti: una linea robotica semi-automatizzata ha utilizzato sistemi di visione intelligente per la svitatura di alcune parti degli apparecchi. Grazie all'uso dell'intelligenza artificiale, il robot è in grado di migliorare progressivamente le proprie performance -  perché acquisisce nuovi dati ogni volta che ispeziona nuovi prodotti – agevolando il riciclo degli apparecchi elettronici.

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