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Cambio di stagione: come dare una seconda vita agli oggetti che non usiamo più

19 ottobre 2026
  • Il cambio di stagione può essere l'occasione per capire quali oggetti non utilizziamo più, senza considerarli automaticamente rifiuti.

  • Vestiti, mobili e piccoli elettrodomestici ancora utilizzabili possono essere donati, scambiati, venduti o, quando possibile, riparati.

  • Quando un oggetto arriva davvero a fine vita, il corretto conferimento permette di avviarlo verso filiere dedicate al recupero dei materiali.

  • Iren Ambiente mette a disposizione centri di raccolta e servizi per gli ingombranti, mentre progetti dedicati ai tessili sperimentano nuove forme di riuso e valorizzazione.

Il cambio di stagione è spesso accompagnato da una piccola rivoluzione domestica. Si riorganizzano gli armadi, si liberano ripostigli e cantine, e tornano alla luce vestiti che non indossiamo da tempo, elettrodomestici dimenticati o mobili che ormai non trovano più spazio in casa. Prima di decidere cosa eliminare, vale la pena fare una distinzione: un oggetto che non ci serve più non è necessariamente un rifiuto, ma può alimentare un meccanismo di economia circolare.

Donare, scambiare, vendere o riparare: le strade del riuso

Il primo passo è chiedersi se ciò di cui vogliamo liberarci abbia realmente concluso la propria vita utile. La risposta dipende dalle condizioni dell'oggetto, non dal fatto che sia diventato superfluo per noi. Ogni prodotto porta con sé materie prime, energia e lavorazioni: evitare che diventi prematuramente un rifiuto permette di rimandare sia la necessità di gestirne il fine vita sia, quando sostituisce un nuovo acquisto, l'impiego di ulteriori risorse. La seconda vita può assumere forme diverse e non richiede necessariamente di trovare un nuovo utilizzo all'interno della propria casa.

Un oggetto ancora funzionante può essere regalato a un'altra persona, donato a un'associazione, scambiato oppure venduto attraverso mercatini e piattaforme dell'usato. Se invece presenta un difetto, prima di sostituirlo si può valutare se sia possibile ripararlo. Anche un mobile può essere recuperato, restaurato o adattato a una nuova funzione.

donna che tiene in mano uno scatolone con maglioni di lana e cappello

Dare una seconda vita ai vestiti che non usiamo più

Per i tessili esistono circuiti specifici. A Torino, per esempio, Amiat Gruppo Iren mette a disposizione in città e nei Centri di Raccolta circa 400 contenitori dedicati ad abiti, accessori e altri materiali tessili non più utilizzati. I vestiti recuperati vengono in larga parte reimmessi sul mercato dell'usato. La possibilità di prolungare la vita dei capi è anche al centro di RiVestiTO, progetto sviluppato a Torino per rendere più trasparente ed efficiente la gestione dei tessili dismessi.

Attraverso nuove modalità di selezione e il coinvolgimento di artigiani, sartorie e designer, i materiali possono essere indirizzati verso riuso, riparazione e upcycling. Tra le sperimentazioni realizzate, più di mille vecchie uniformi della Polizia Locale sono state recuperate e trasformate. Sono esempi diversi, ma mostrano lo stesso principio: prima di recuperare la materia, quando le condizioni lo consentono, è possibile recuperare l'oggetto o il prodotto stesso.

mano di donna che inserisce in una scatola trasparente che raccoglie rifiuti elettronici usati

Quando un oggetto diventa un rifiuto: perché conta conferirlo nel posto giusto

Non tutto può avere una seconda vita ed è a questo punto che diventa importante riconoscere la tipologia di oggetto e scegliere il canale di raccolta corretto. Tra i rifiuti che devono essere conferiti con modalità dedicate ci sono i cosiddetti ingombranti, come materassi e mobili. Gli utenti, nei territori serviti, possono portarli gratuitamente nei circa 430 Centri di Raccolta Iren. È inoltre disponibile, secondo le modalità previste nei diversi territori, il ritiro gratuito a domicilio. L'App Iren Ambiente consente di verificare come differenziare i diversi rifiuti, individuare i centri di raccolta e prenotare il ritiro degli ingombranti nei Comuni in cui il servizio è attivo.

Un altro esempio calzante sono i RAEE, cioè i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Anche questi rifiuti non devono essere gettati nell’indifferenziato: nei territori serviti, possono essere conferiti anche attraverso i Centri di Raccolta Iren, per essere successivamente avviati a filiere dedicate di trattamento. Il passaggio decisivo avviene poi negli impianti specializzati. Ad esempio a Terranuova Bracciolini, Valdarno Ambiente del Gruppo Iren ha realizzato un impianto dedicato al recupero dei materiali contenuti nelle schede elettroniche di piccoli elettrodomestici e dispositivi. Attraverso processi di disassemblaggio meccanico e trattamento idrometallurgico è possibile separare e recuperare oro, argento, palladio e rame, trasformando componenti arrivate a fine vita in nuove risorse per l'industria. Il progetto si inserisce in un percorso più ampio sulle materie prime critiche. Con RigeneRare Hub, Iren promuove lo sviluppo della filiera nazionale del recupero e del riutilizzo di questi materiali, lavorando sull'aumento della raccolta dei RAEE, sull'evoluzione delle tecnologie di trattamento e sulla creazione di competenze specialistiche.

Dal vecchio oggetto a nuove risorse: cosa succede dopo la raccolta

Conferire correttamente un oggetto arrivato a fine vita non significa semplicemente liberarsene. Separare i diversi flussi permette di indirizzarli verso processi di trattamento adatti alle caratteristiche dei materiali. Nei Centri di Raccolta Iren, per esempio, i rifiuti riciclabili come legno, metalli, plastica, carta e vetro vengono avviati a lavorazioni che consentono ai materiali recuperati di rientrare in nuovi processi produttivi. I rifiuti che richiedono trattamenti particolari seguono invece filiere specifiche e vengono gestiti in impianti autorizzati.

È qui che emerge la differenza tra riuso e recupero. Nel primo caso si cerca di mantenere in circolazione il prodotto, eventualmente dopo una riparazione o una trasformazione. Quando questo non è più possibile, una raccolta corretta può consentire di valorizzare almeno i materiali che lo compongono, evitando che risorse ancora recuperabili vadano perse. Fare spazio in casa durante il cambio di stagione può quindi diventare l'occasione per guardare in modo diverso ciò che non utilizziamo più, scegliendo il percorso corretto affinché ogni materiale possa iniziare un nuovo ciclo.

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