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Iren porta all'ex Ilva il tecnopolimero che abbatte del 30% le emissioni

15 ottobre 2023

Da nord a sud dell’Italia, la tecnologia e l’innovazione di Iren viaggiano e approdano a Taranto, all’ex Ilva.

 

Il Gruppo, infatti, ha siglato con Acciaierie d'Italia un accordo per fornire all'impianto di Taranto 50mila tonnellate all'anno di Bluair®, innovativo tecnopolimero derivato dalla lavorazione meccanica dei rifiuti in plastica che permette la sostituzione parziale negli altiforni del polverino di carbone abbattendo del 30% le emissioni di CO2.

 

Si tratta di un processo particolarmente virtuoso, grazie al quale le plastiche miste non vengono più disperse ma selezionate, trattate e trasformate in materia prima per il settore siderurgico.

 

L'accordo di lungo periodo con Acciaierie d'Italia comprende non solo il supporto nella progettazione e avviamento degli impianti, ma anche attività di ricerca e sviluppo di soluzioni industriali sostenibili che riguardano la riconversione di parte della produzione da ciclo integrale a forni ad arco elettrico.

 

Bluair®, esempio virtuoso di circolarità

“Bluair è un esempio virtuoso di innovazione applicata all’economia circolare. Un modello win win che da una parte valorizza un rifiuto altrimenti destinato alla discarica e dall’altra rende più sostenibili filiere produttive fondamentali per l’economia del Paese” -  ha commentato Luca Dal Fabbro, presidente di Iren - “Nel nostro piano industriale al 2030 è prevista una forte crescita dei business dedicati all’economia circolare e la tecnologia Bluair costituisce uno dei nostri asset più innovativi che ci consentono di posizionarci fra i leader italiani della transizione energetica”.

 

Come sottolineato dalle parole del presidente Dal Fabbro, il polimero Bluair® è un esempio perfetto di circolarità e la produzione avvien già in diversi stabilimenti del Gruppo: a San Giorgio di Nogaro (Udine), a Rovigo e prossimamente in quello di Scarlino (Grosseto).

 

È grazie a questi impianti che le plastiche che non si possono riciclare vengono convertite nel polimero, una materia prima seconda circolare brevettata che può essere utilizzata in sostituzione del carbone nel settore siderurgico.

 

Gli investimenti di Iren sono stati impiegati anche per valorizzare ulteriormente questi impianti, per un totale di 70 milioni: 35 milioni sono andati all’impianto di Scarlino dove il termovalorizzatore prima presente nella zona si avvia a diventare un polo di economia circolare con la produzione di Bluair®, di pallet da legno riciclato e la realizzazione un impianto di trattamento di fanghi da depurazione.

 

Già perfettamente rodata, invece, la produzione di Bluair® nell’impianto di San Giorgio Nogaro che produce 70mila tonnellate all'anno di polimero. Rovigo ne produce 40mila e Scarlino si preveda che arriverà fino a 90mila. Numeri che parlano chiaro in ottica di sostenibilità.

 

 

L’impiego di Bluair®, come avverrà all’ex Ilva, presenta diversi benefici ambientali.Utilizzato in sostituzione del carbone e dei suoi derivati, infatti, questo tecnopolimero può:

 

  • agevolare la decarbonizzazione dell’industria siderurgica e ridurre la dipendenza per le importazioni di carbone;
  • incrementare il riciclo dei rifiuti di imballaggio in plastica con risparmi sulla plastic tax europea che l’Italia deve pagare all’Ue sulle quantità non riciclate (pari a circa 800 euro a tonnellata);
  • ridurre le emissioni di CO2 consentendo risparmi sui certificati di compensazione ambientale (che attestano la quantità di emissioni per le quali ci si assume la responsabilità finanziaria fornendo un supporto a progetti per la protezione del clima).

 

In virtù dei numerosi vantaggi in ottica circolare, la sinergia tra Iren e l’azienda I.Blu - che ha brevettato il polimero – si è fatta sempre più stretta fino ad arrivare all’acquisizione da parte di Iren Ambiente dell'80% di I.Blu da Idealservice - società operante nei servizi ambientali e di facility management - che mantiene una quota minoritaria del 20%.

 

L'idea era generare una continuità di filiera dalla raccolta dei rifiuti fino al riciclo” -  spiega Dal Fabbro. – “Nel piano industriale abbiamo in programma 2 miliardi di investimenti dedicati al settore ambientale. Dal recupero della plastica a quello di metalli rari, legno, scarti agricoli, rifiuti urbani, elettronici, fino ai materassi: l'economia circolare rappresenta un ciclo di valore”.

 

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