Innovazione

Terre rare e urban mining: il futuro dell’energia passa anche dal recupero dei materiali

4 maggio 2026
  • Le terre rare sono diventate risorse strategiche per la transizione energetica perché indispensabili per batterie, turbine eoliche, reti elettriche e dispositivi digitali, ma la loro disponibilità è limitata e concentrata in pochi Paesi.
 
  • L’aumento della domanda rende sempre più evidente il limite di un modello basato solo sull’estrazione: recuperare materiali già presenti nei rifiuti elettronici e nei prodotti a fine vita diventa essenziale per ridurre dipendenze e rafforzare la sicurezza delle filiere.
 
  • L’urban mining trasforma città e sistemi industriali in nuove “miniere urbane”, grazie a tecnologie avanzate capaci di recuperare metalli preziosi e materie prime critiche da RAEE, batterie e componenti elettronici.

 

  • In Italia il rafforzamento delle infrastrutture di recupero è una priorità strategica: impianti innovativi come quello di Terranuova Bracciolini dimostrano come economia circolare e autonomia energetica possano procedere insieme, aumentando resilienza e sostenibilità del sistema energetico.

Batterie, turbine eoliche, reti elettriche e dispositivi digitali. Le tecnologie che sostengono la transizione energetica dipendono da risorse sempre più difficili da reperire e concentrate in pochi Paesi: le terre rare, elementi indispensabili per il funzionamento delle tecnologie energetiche. La loro distribuzione geografica è limitata e fortemente concentrata, con una dipendenza significativa da forniture esterne. Questo espone il sistema europeo a rischi legati alla stabilità delle catene di approvvigionamento e alle dinamiche geopolitiche. Come già sottolineato dal rapporto Iren–The European House Ambrosetti, la domanda di terre rare è destinata a crescere rapidamente nei prossimi anni. Garantirne la disponibilità, attraverso il recupero dei materiali, diventa quindi una priorità strategica, al pari della produzione di energia.

terre rare

Terre rare: risorse chiave per le tecnologie energetiche

Le terre rare comprendono un gruppo di elementi utilizzati in numerose applicazioni tecnologiche avanzate. Sono presenti nei magneti permanenti delle turbine eoliche, nei motori dei veicoli elettrici e in diversi componenti elettronici ad alte prestazioni.

La loro importanza deriva dalla difficoltà di sostituzione e dalla complessità dei processi di estrazione e raffinazione. Le attività estrattive richiedono tempi lunghi, investimenti elevati e comportano impatti ambientali significativi. L’offerta risulta quindi limitata rispetto a una domanda in forte crescita. Questa combinazione rende le terre rare un fattore determinante per lo sviluppo delle tecnologie energetiche e per la capacità di sostenere nel tempo il processo di decarbonizzazione.

Il limite dell’estrazione e la necessità di nuove strategie

L’aumento della domanda rende evidente un limite del modello basato esclusivamente sull’estrazione. Incrementare la produzione primaria non è sufficiente a garantire stabilità e sicurezza delle forniture.

Diventa necessario affiancare all’approvvigionamento una strategia di recupero dei materiali già presenti nel sistema economico. Il recupero consente di ridurre la pressione sulle risorse naturali e di contenere la dipendenza dalle importazioni, migliorando la resilienza delle filiere industriali.

Il passaggio è operativo: una parte crescente della disponibilità di materie prime dipende dalla capacità di recuperarle e reintrodurle nel ciclo produttivo. Ed è in questo passaggio strategico che entra in gioco l’urban mining.

Urban mining: come funziona il recupero dei materiali

L’urban mining si basa sul recupero di materiali da rifiuti elettronici, infrastrutture e prodotti a fine vita. Le città e i sistemi industriali vengono considerati come “giacimenti” da cui estrarre risorse già utilizzate. Nei rifiuti elettronici, ad esempio, sono presenti metalli preziosi e terre rare che possono essere recuperati attraverso processi di selezione e trattamento. Lo stesso vale per batterie, componenti tecnologici e apparecchiature industriali.

Il processo richiede tecnologie avanzate: separazione dei materiali, trattamenti chimici e raffinazione permettono di ottenere materie prime seconde utilizzabili nei processi produttivi. La qualità del recupero dipende dall’efficienza degli impianti e dalla capacità di intercettare correttamente i flussi di rifiuti. Questo approccio modifica il ruolo dei rifiuti, che diventano una fonte strategica di materiali.

Recupero e autonomia energetica, una relazione operativa

Aumentare il recupero di materie prime ha un effetto diretto sull’autonomia energetica. La disponibilità interna di materiali riduce la necessità di importazioni e stabilizza le filiere produttive. Il recupero consente anche di contenere i costi e di ridurre l’esposizione alle variazioni dei mercati internazionali. La gestione delle materie prime diventa così una componente della sicurezza energetica.

Il rapporto Iren-Ambrosetti, in particolare, evidenzia l’urgenza di creare almeno sette nuovi impianti dedicati al trattamento di rifiuti contenenti materie prime critiche in Italia, con un investimento stimato in oltre 330 milioni di euro.

Per rendere l’urban mining una soluzione su larga scala, infatti, sono necessarie infrastrutture adeguate. Gli impianti devono essere in grado di trattare materiali complessi e di separare componenti ad alto valore. A Terranuova Bracciolini Iren ha inaugurato nel 2024 il primo impianto europeo per il recupero di metalli preziosi e materie prime da rifiuti elettronici (RAEE), realizzato da Valdarno Ambiente del Gruppo Iren. Questo impianto, che tratta oltre 300 tonnellate di schede elettroniche all'anno, utilizza un processo idrometallurgico innovativo per estrarre oro, argento, palladio e rame, generando significativi vantaggi economici e ambientali.

La tecnologia rappresenta un fattore determinante. Sistemi di selezione avanzata, automazione e analisi dei materiali permettono di migliorare l’efficienza del recupero e di aumentare la qualità delle materie prime seconde. Anche il monitoraggio dei flussi è centrale. Conoscere la composizione dei rifiuti e la loro evoluzione consente di ottimizzare i processi e di individuare nuove opportunità di recupero.

Economia circolare, una leva per costruire sistemi energetici più resilienti

Il recupero delle materie prime rafforza il legame tra economia circolare e sistema energetico. Le risorse utilizzate per produrre energia possono essere recuperate e reintrodotte nel ciclo, riducendo gli sprechi e migliorando l’efficienza complessiva. La gestione dei rifiuti entra così nella filiera energetica, contribuendo alla disponibilità delle risorse necessarie per la transizione: un modello che permette di ridurre l’impatto ambientale e di aumentare la resilienza del sistema.

 

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