Acqua

Fontanelle pubbliche: come acqua e tecnologia aiutano a ridurre energia e plastica

21 agosto 2026
  • Le fontanelle portano negli spazi pubblici la stessa acqua potabile distribuita dalla rete idrica, sottoposta a controlli per garantirne qualità e sicurezza.

  • Rendere facilmente disponibile l'acqua favorisce l'utilizzo di borracce e contenitori riutilizzabili, contribuendo a diminuire il ricorso alle bottiglie monouso.

  • Ridurre l'acqua confezionata significa intervenire anche sui consumi energetici associati alla produzione degli imballaggi, all'imbottigliamento e al trasporto.

  • L'app Iren Idra geolocalizza oltre 6.200 fontanelle e permette agli utenti di contribuire all'aggiornamento della mappa.

A Roma sono i nasoni, a Torino i turet, a Milano le vedovelle o i “draghi verdi”. Nomi e forme cambiano da una città all’altra, ma la funzione delle fontanelle rimane la stessa: mettere gratuitamente a disposizione di chi vive o attraversa lo spazio urbano un punto di accesso all’acqua potabile. In una fase caratterizzata da estati più calde e dalla necessità di utilizzare in maniera più efficiente le risorse, poter bere e riempire una borraccia mentre ci si trova fuori casa rappresenta un servizio pubblico particolarmente prezioso. Se a questa infrastruttura si aggiungono strumenti digitali capaci di indicare dove trovare il punto d’acqua più vicino, un servizio storico può diventare parte delle strategie urbane per una gestione più sostenibile delle risorse.

Dalle piazze ai parchi, una rete pubblica per rendere l’acqua più accessibile

In Italia le fontanelle fanno parte da tempo del paesaggio cittadino: si incontrano nei centri storici, lungo le strade, nei giardini e in numerosi altri spazi pubblici. Alcune sono diventate elementi caratteristici dell’identità delle città, altre hanno un design più recente e sono state progettate soprattutto come punti di rifornimento. A prescindere dalla loro forma, quando sono collegate all’acquedotto e indicate come potabili erogano acqua proveniente dalla stessa rete che alimenta i rubinetti delle abitazioni. Non si tratta quindi di un’acqua di qualità inferiore perché disponibile gratuitamente nello spazio pubblico: deve comunque rispettare i requisiti previsti per l’acqua destinata al consumo umano ed è sottoposta ai relativi sistemi di controllo.

 

Avendo alle spalle sistemi di captazione, potabilizzazione, distribuzione e controllo, le fontanelle permettono di valorizzare un’infrastruttura che normalmente rimane invisibile: la rete idrica. Ma non solo: la loro presenza nei contesti urbani assume oggi un significato nuovo. La stessa Agenzia europea dell’ambiente include la disponibilità gratuita di acqua per bere tra le misure utili ad affrontare il caldo estremo nelle città. Ripristinare le fontanelle esistenti, mantenerle efficienti e installarne di nuove, quindi, può contribuire alle politiche di adattamento delle città, purché questi interventi siano inseriti in una gestione attenta della risorsa idrica. Il tema riguarda anche l’accessibilità. Avere acqua potabile disponibile gratuitamente nello spazio urbano significa offrire un servizio utilizzabile da residenti, turisti e persone che lavorano all’aperto, senza che sia necessario acquistare una bevanda confezionata. Una piccola infrastruttura può così assumere una funzione sociale, oltre che ambientale.

ragazza ecoconsapevole che sceglie la bottiglia d'acqua riutilizzabile rispetto alla plastica monouso

Una borraccia e una fontanella per ridurre la plastica monouso

La presenza di una rete capillare di punti d’acqua produce un effetto importante: rende più semplice utilizzare una borraccia quando si è fuori casa, ma anche semplicemente bere senza averne alcun recipiente a disposizione. In entrambi i casi il risultato che si ottiene è ridurre la necessità di acquistare bottiglie d’acqua monouso. A questo proposito un caso significativo arriva dalla Scozia, dove Scottish Water ha sviluppato la rete Top Up Taps. Il progetto è nato per permettere alle persone di riempire gratuitamente i propri contenitori durante gli spostamenti e incentivare così il riuso. A dicembre 2025 le 132 fontanelle allora presenti sul territorio avevano erogato una quantità d’acqua equivalente a 20 milioni di bottiglie monouso da 330 ml.

Il principio è semplice ed è facilmente trasferibile anche al contesto italiano: più è facile trovare acqua potabile, meno diventa necessario affidarsi a contenitori usa e getta. La borraccia può essere riempita più volte durante la giornata e la stessa fontanella può servire migliaia di persone, senza associare a ogni consumo un nuovo imballaggio. L’esperienza scozzese dimostra dunque come un’infrastruttura apparentemente elementare possa inserirsi nelle politiche di riduzione dei rifiuti. Non serve aspettare che la bottiglia diventi un rifiuto da raccogliere e riciclare: rendendo accessibile l’acqua di rete si può intervenire a monte, evitando in partenza la produzione e la diffusione di una parte degli imballaggi di plastica.

Meno bottiglie significa anche risparmiare energia e risorse

Il vantaggio ambientale delle fontanelle non si esaurisce nella quantità di plastica evitata. Dietro una bottiglia d’acqua esiste infatti una filiera che richiede risorse ed energia prima ancora che il contenitore arrivi nelle mani del consumatore. La produzione delle bottiglie in PET parte dalla materia prima e prosegue con la fabbricazione del contenitore. A questa fase seguono imbottigliamento, confezionamento e distribuzione. Bisogna poi considerare l’energia necessaria per il trasporto, che varia in funzione della distanza percorsa e del mezzo utilizzato. Una volta utilizzata, inoltre, la bottiglia entra nel sistema di gestione dei rifiuti. Se correttamente conferita può essere avviata al riciclo, un processo fondamentale per recuperare materia, ma che comporta a sua volta operazioni di raccolta e trattamento.

 

Utilizzare l’acqua della rete pubblica permette di accorciare questo percorso. La risorsa idrica viene distribuita attraverso un’infrastruttura già presente sul territorio e può arrivare direttamente al punto di consumo, senza dover essere confezionata singolarmente e movimentata come una merce. C’è anche un beneficio economico immediatamente percepibile. Riempire gratuitamente una borraccia significa evitare l’acquisto di una nuova bottiglia ogni volta che si ha bisogno di bere fuori casa. La fontanella diventa così un piccolo punto di incontro tra servizio idrico, risparmio economico ed economia circolare: rende disponibile una risorsa locale e consente di utilizzarla senza spendere soldi e senza generare necessariamente un nuovo imballaggio a ogni consumo.

coppia che si gode una giornata di sole passeggiando insieme in un'affascinante area urbana

La mappa digitale delle fontanelle: come Iren Idra aiuta a trovare l’acqua

Perché una rete di fontanelle sia davvero utile, bisogna sapere dove trovarle: è qui che la digitalizzazione può aumentare il valore di un’infrastruttura già disponibile. Negli ultimi anni sono nate mappe e piattaforme dedicate proprio alla localizzazione dei punti d’acqua. Il sito www.fontanelle.org, ad esempio, è un progetto sviluppato per rendere più visibili le fontanelle presenti nelle strade e nei parchi e facilitarne l’individuazione da parte di cittadini e turisti. Su questo stesso principio si basa anche Iren Idra, l’applicazione del Gruppo Iren che permette di individuare e raggiungere le fontanelle di acqua potabile più vicine alla propria posizione. La mappa comprende già oltre 6.200 punti geolocalizzati, trasformando lo smartphone in uno strumento per accedere più facilmente all’acqua pubblica.

L’app Iren Idra introduce anche una componente partecipativa: gli utenti possono contribuire a mantenere aggiornata la mappa aggiungendo fontanelle non ancora presenti oppure segnalando quelle che non risultano funzionanti. L’informazione digitale può così evolvere insieme alla rete fisica, migliorandone progressivamente la conoscenza e l’accessibilità. È un esempio concreto di come la tecnologia possa valorizzare infrastrutture già integrate nelle nostre città. La fontanella continua a svolgere la funzione che ha sempre avuto, ma la possibilità di localizzarla rapidamente tramite lo smartphone la rende più semplice da inserire nelle abitudini quotidiane. Durante le estati più calde questa possibilità acquista ulteriore importanza, perché sapere dove si trova il punto d’acqua potabile più vicino rende la rete idrica urbana più visibile e fruibile proprio quando aumenta il bisogno di idratarsi.

 

In questo incontro tra infrastrutture e strumenti digitali emerge un modo diverso di guardare alle fontanelle pubbliche. Non sono soltanto elementi storici del paesaggio urbano: possono diventare punti di accesso a un servizio essenziale, integrati nelle strategie di adattamento delle città e capaci di favorire modelli di consumo con un minore impiego di materiali ed energia. Una funzione antica che, grazie anche alla tecnologia, può rispondere a esigenze sempre più attuali.

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