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Transizione energetica: perché secondo l'IEA servono più investimenti sui minerali critici

10 giugno 2024

 

La transizione verso l'energia pulita sta portando a un aumento significativo della domanda di minerali. Dal 2017 al 2022, la domanda del settore energetico è stata il principale fattore del triplicarsi della domanda complessiva di litio, un aumento del 70% della domanda di cobalto e un incremento del 40% della domanda di nichel. Spinto dalla crescente domanda e dai prezzi elevati, il mercato dei principali minerali per la transizione energetica è raddoppiato negli ultimi cinque anni, raggiungendo i 320 miliardi di dollari nel 2022.

 

Questa rapida crescita è destinata a continuare. Secondo lo scenario annunciato dall’IEA (Agenzia internazionale dell’energia), la domanda di minerali critici raddoppierà entro il 2030. Data questa traiettoria, lo sviluppo di catene di approvvigionamento di energia pulita diversificate e sostenibili per i minerali critici è un compito essenziale.

materie prime

Materie prime critiche, cresce la domanda

Le materie prime critiche sono essenziali e sono impiegate nelle tecnologie per l'energia pulita e sono salite in cima all'agenda politica negli ultimi anni a causa della crescente domanda, delle variazioni nelle catene di approvvigionamento e per le preoccupazioni geopolitiche

 

La domanda di minerali critici ha registrato una forte crescita nel 2023, con la domanda di litio in aumento del 30%, mentre la domanda di nichel, cobalto, grafite e terre rare ha visto aumenti che vanno dall'8% al 15%.

 

Le applicazioni per l'energia pulita sono diventate il principale motore della crescita della domanda di una gamma di minerali critici. I veicoli elettrici hanno consolidato la loro posizione come il segmento di consumo più grande per il litio e hanno aumentato considerevolmente la loro quota nella domanda di nichel, cobalto e grafite.

 

Dall'Africa all'Indonesia e alla Cina, l'aumento della nuova offerta ha superato la crescita della domanda negli ultimi due anni. Insieme a una correzione dei rialzi dei prezzi eccessivamente ripidi nel 2021-2022, ciò ha esercitato una pressione al ribasso sui prezzi.

 

Le dimensioni su cui agire secondo l’IEA

L’IEA esamina quattro dimensioni chiave su cui lavorare riguardo le materie prime critiche: rischi di approvvigionamento, rischi geopolitici, ostacoli alla risposta alle interruzioni dell’approvvigionamento ed esposizione a fattori ambientali, rischi sociali e di governance (ESG) e rischi climatici.

 

Il litio e il rame – sottolinea il rapporto - sono i più vulnerabili ai rischi legati all’offerta e ai volumi, mentre la grafite, il cobalto, le terre rare e il nichel si trovano ad affrontare rischi geopolitici più sostanziali relativi alla necessità di avere fonti di approvvigionamento diversificate. “I bassi prezzi dei materiali hanno contribuito a riportare i costi delle tecnologie energetiche pulite su una traiettoria discendente, questa rappresenta una sfida per gli sforzi di diversificazione dell'offerta”, si legge sul rapporto  Global Critical Minerals Outlook 2024 dell’IEA.

 

Alla difficoltà di diversificare l’offerta si aggiungono anche la concentrazione di queste materie prime critiche in determinate zone geografiche e gli ostacoli allo sviluppo di nuovi progetti in differenti regioni. Inoltre, il rapporto dell’IEA rileva che l’industria sta facendo progressi in termini di sicurezza dei lavoratori, equilibrio di genere, investimenti nella comunità e utilizzo di energie rinnovabili per la produzione mineraria. Tuttavia, lo stesso non si può dire per la riduzione della produzione di rifiuti, delle emissioni di gas serra e del consumo di acqua.

 

Bisogna ricordare che la maggior parte dei minerali sono esposti a elevati rischi ambientali. In tal senso, come sottolineato dal report Iren-Ambrosetti, intensificare gli sforzi per riciclare, innovare e incoraggiare il cambiamento di comportamenti e abitudini è fondamentale.

 

L’economia circolare rappresenta una leva ad alto potenziale e, come mostra la ricerca Iren-Ambrosetti, per raggiungere tassi di riciclo significativi e potenziare l’autonomia strategica italiana sarà necessario un incremento della dotazione impiantistica. Secondo le stime, in Italia saranno necessari 7 impianti per riciclare correttamente il quantitativo crescente di rifiuti da qui al 2040, per un investimento complessivo stimato in 336 milioni di euro.

Gli impianti Iren di Volpiano e Terranuova Bracciolini, esempi virtuosi di circolarità

La circolarità al centro dei processi: è quello che avviene nell’impianto Iren di Volpiano,un esempio di innovazione ed efficacia nell’ambito del trattamento RAEE. La struttura si estende su un’area di 12.000 m² e ha una potenzialità operativa annuale di trattamento di 22.000 tonnellate.

 

L’impianto è gestito da Amiat ed è e attrezzato sia per la raccolta dei rifiuti domestici, sia per svolgere il medesimo servizio presso aziende e attività industriali in genere: per entrambi gli aspetti possiede le specifiche certificazioni che garantiscono standard di qualità per la raccolta, il trasporto, il trattamento delle varie tipologie di RAEE. La sicurezza dei processi fa sì che nell’Impianto Trattamento Beni Durevoli i RAEE possano essere sottoposti a bonifica dalle componenti pericolose e a specifici trattamenti di smontaggio o demolizione, con recupero delle materie prime.

 

Un impianto innovativo per l’estrazione dei metalli preziosi dai rifiuti elettronici (RAEE) sarà realizzato dall’azienda Iren Ambiente anche in Valdarno, nel comune di Terranuova Bracciolini. Lo stabilimento, da 2.500 metri quadrati di superficie, comincerà ad accogliere i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche già al termine del 2024, avviando le attività necessarie per il recupero delle materie prime.

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