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L come litio: perché è una risorsa ancora inesplorata

9 luglio 2024

Il litio è una delle 34 materie prime critiche censite dall’Unione Europea. È un materiale preziosissimo, soprattutto per essere usato nella produzione di batterie. Con la transizione ecologica e l’avvento dell’elettrico, secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), la domanda di batterie al litio è destinata a crescere. L’Italia però continua a minare la propria indipendenza, importando materie prime critiche come il litio dall’estero e da potenze straniere come la Cina, che detiene il primato di importazione di queste materie in Europa (56%). Ecco perché è importante invertire la rotta.

Materie prime critiche, perché è importante che l’Italia diventi autonoma

Il litio è un metallo leggero e altamente reattivo che gioca un ruolo cruciale nelle moderne tecnologie energetiche. È un componente chiave nelle batterie agli ioni di litio, utilizzate in una vasta gamma di dispositivi, dai telefoni cellulari ai veicoli elettrici. La crescente adozione di tecnologie verdi e la transizione verso fonti di energia rinnovabile hanno spinto la domanda di litio a livelli senza precedenti. Le batterie agli ioni di litio sono essenziali per lo stoccaggio dell'energia rinnovabile e per alimentare i veicoli elettrici, contribuendo a ridurre le emissioni di carbonio e a combattere il cambiamento climatico.

Nonostante la crescente domanda e l'importanza strategica del litio, l'Europa è rimasta indietro nello sviluppo delle proprie risorse di litio.

 

Lo aveva già sottolineato il rapporto di The European House – Ambrosetti in collaborazione con il Gruppo Iren “Materie prime critiche e produzioni industriali italiane. Le opportunità derivanti dall’economia circolare”: la dipendenza dalla Cina riguardo le materie prime critiche è uno svantaggio strategico ed economico e non aiuta il processo di transizione ecologica.

 

Secondo uno studio del 2022 dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse e del Cnr: “Valorizzare le aziende nazionali leader nel settore, oltre che normare azioni che possano facilitare l’ingresso di capitali e di conoscenze estere, potrebbe compensare in breve tempo il gap scientifico e industriale che si è creato negli ultimi 30-40 anni di abbandono delle attività minerarie nel nostro Paese”.

 

Anche per questo motivo Iren ha firmato un memorandum d’intesa con la società australiana Altamin Limited. Lo scopo è il recupero del litio dalle salamoie geotermiche nell’ambito dell’Altamin’s Geothermal Lithium Project attivo nel Lazio. Ecco cosa prevede.

pietra

Che cosa sono le salamoie geotermiche

Il progetto Altamin-Iren nel Lazio si focalizza sulle salamoie geotermiche. Si tratta di acque salate con una temperatura compresa tra 100 e 300°C e una concentrazione elevata di sali, tra cui, appunto, il litio.

 

Il recupero del litio da questi bacini intercettati nelle aree geotermiche (come quelle di Lazio e Campania) è molto diverso dai metodi classici di estrazione mineraria.  Ci sono dei vantaggi a livello di cura dell’ambiente: questo processo, infatti, si basa sulle normali operazioni geotermiche.  Così facendo, riduce le emissioni di CO2 e sfrutta l'energia geotermica per le fasi di raffinazione della materia. Inoltre richiede quantità minori di acqua e spazio rispetto ai processi convenzionali di evaporazione in bacini di litio.

Per queste ragioni, la partnership tra Iren e Altamin rappresenta un passo importante verso una catena di approvvigionamento di litio rispettosa dell’ambiente e sostenibile. “Il litio compare nell'elenco delle 34 materie prime critiche censite dalla Commissione Europea” spiega Luca Dal Fabbro, presidente esecutivo di IREN SpA “ed è compreso anche tra le 17 classificabili come strategiche. Si stima che il fabbisogno italiano di questo elemento, per le filiere produttive legate alla transizione energetica e digitale, cresca entro il 2040 fino a 15 volte rispetto a quello del 2020. Da qui l’interesse di Iren, gruppo in prima linea nel recupero delle materie prime critiche, a mettere a disposizione il proprio know-how, partecipando a progetti innovativi nel settore. Quello con Altamin è tra i primi progetti europei a mettere in connessione le necessità industriali e i processi di economia circolare: la nostra forte esperienza in questo campo potrà fornire un supporto strategico e di valore”.

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