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"Aggiustare dev'essere più facile": le nuove misure del Parlamento europeo per rafforzare il diritto alla riparazione e ridurre il consumo di massa

31 dicembre 2023

Per limitare il fenomeno del sovraconsumo di massa, il Parlamento Europeo ha deciso di puntare sul diritto alla riparazione. Lo ha fatto votando la sua posizione negoziale (che avvia gli accordi legislativi) sulle nuove misure per rafforzare il diritto alla riparazione e ridurre l’impatto ambientale del consumo di massa.

 

Poter aggiustare i prodotti significa ridurne la produzione e quindi il relativo impatto ambientale, con ingenti vantaggi in termini di risparmio. Inoltre, secondo la Commissione Europea, il 77% dei cittadini dell’Unione preferisce la riparazione all’acquisto: in questa direzione l’obiettivo è arrivare a una decisione definitiva in termini legislativi prima delle elezioni europee di giugno 2024.

 

riparazione

Il contrasto alla produzione e al consumo di massa: le direttive

Il Parlamento ha adottato il suo mandato per i negoziati con i governi UE su un nuovo "diritto alla riparazione" per i consumatori. La proposta mira a promuovere un consumo più sostenibile, incentivando la riparazione dei prodotti difettosi, riducendo i rifiuti e sostenendo il settore della riparazione.

 

Secondo il testo adottato, durante il periodo di garanzia legale, i venditori saranno tenuti a dare priorità alla riparazione se è più conveniente o se costa quanto la sostituzione del prodotto, a meno che non risulti impossibile o disagevole per il consumatore. I deputati propongono anche di prorogare la garanzia legale di un anno dopo l’avvenuta riparazione.

 

Inoltre i consumatori avranno il diritto di richiedere la riparazione di prodotti quali lavatrici, aspirapolvere, smartphone e biciclette, anche dopo la scadenza della garanzia. Per rendere la riparazione più conveniente per il consumatore, i deputati vogliono garantire che i produttori offrano dispositivi sostitutivi per tutta la durata della riparazione, e, nel caso un prodotto non possa essere riparato, se ne potrà proporre uno ricondizionato.

 

Più riparazione, meno acquisti: le agevolazioni previste

Agevolare lo sviluppo di un’economia circolare e sostenibile significa dare nuova vita a un prodotto attraverso la sua riparazione. Per incoraggiare i consumatori ad adottare la pratica della riparazione, l’UE ha pensato a degli incentivi finanziari a sostegno dei riparatori indipendenti.

 

Il Parlamento, infatti, propone che i riparatori indipendenti, i professionisti del ricondizionamento e gli utenti finali abbiano accesso a tutti i pezzi di ricambio, alle informazioni e agli strumenti necessari per una riparazione a un costo ragionevole. L’obiettivo è di superare gli ostacoli che incontrano i consumatori, ai quali viene spesso sconsigliato di far riparare un prodotto a causa dei costi elevati, della difficoltà di accedere ai servizi di riparazione o delle caratteristiche di progettazione che ne impediscono la riparazione.

Delle piattaforme online aiuteranno i consumatori a trovare i riparatori e i venditori di articoli ricondizionati presenti nella loro zona. Per rendere le riparazioni più accessibili e convenienti, i deputati propongono infine di offrire ai consumatori dei buoni e altri incentivi finanziari attraverso fondi nazionali per la riparazione.

 

"Questo Parlamento ha sempre sostenuto il diritto dei consumatori alla riparazione e finalmente possiamo dire che stiamo rispondendo direttamente alle richieste dei cittadini – ha dichiarato l’europarlamentare René Repasi, relatore della misura - Le persone vogliono prolungare la durata di vita dei loro dispositivi, ma spesso è troppo costoso o difficile. Abbiamo adottato una serie di misure per incoraggiare i consumatori a scegliere la riparazione rispetto alla sostituzione, con particolare attenzione al sostegno dei riparatori indipendenti e all'introduzione di incentivi finanziari. Ci aspettiamo che il Consiglio adotti presto la sua posizione, in modo da poter avviare i negoziati per trasformare queste misure in legge e aprire la strada a un'economia europea veramente circolare."

 

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