Green

Caselle Film Festival, il documentario premiato da Iren porta in luce il tema della contaminazione ambientale in Perù

10 settembre 2023

Il cinema come strumento di denuncia e riflessione: è quello che si propone di fare il Caselle Film Festival, iniziativa dedicata al mondo dell’audiovisivo con l’obiettivo di raccogliere le idee più interessanti legate all’universo naturalistico e all’ambiente.

 

Un festival lungo più di un mese, dal 10 luglio al 14 agosto, che sorge nei territori di Caselle dove Iren è presente con l’invaso della diga di Sabetta, collegato con la Centrale del Bussento: un modello di realtà innovativa integrata armonicamente nell’ecosistema.

 

Integrazione ambientale e culturale è quello che distingue anche il festival, durante cui il Gruppo Iren ha premiato il cortometraggio “Donde los niños no sueñan” - del regista italiano Stefano Sbrulli - dedicato al tema della contaminazione ambientale in Perù. Ecco di cosa si tratta.

 

Donde los niños no sueñan, di cosa parla il documentario premiato da Iren

L’opera di Sbrulli, oltre a vincere il Premio per il miglior Film nella Selezione Giovani grazie al verdetto della giuria giovani, ha ricevuto il riconoscimento di IREN per la miglior regia: a consegnarlo il delegato del Gruppo Iren, l’ingegnere Filippo Pagano.

Il progetto, parte di un parterre di lavori internazionale, risponde perfettamente all’obiettivo del festival: porre l’attenzione su ciò che accade nel mondo e quali sono le conseguenze ambientali e sociali, entrambe collegate tra di loro. Il documentario, infatti, racconta di una realtà in cui le persone fanno i conti con una povertà assoluta e con l’inquinamento dell’ambiente prodotto dalle industrie estrattive: “Donde los niños no sueñan” è ambientato in una delle città più povere del Paese, Cerro de Pasco, in cui il 100% della popolazione - secondo l’NGO Source International - presenta un livello allarmante di contaminazione da metalli pesanti nel sangue. Il racconto segue la vita di Lourdes che vive la malattia del secondo figlio, Benyamin, privato di assistenza sanitaria da uno stato assente.  

 

 

caselle film festival

Attraverso la narrazione della storia personale, lo spettatore può soffermarsi sul conflitto che si radica nelle persone che vorrebbero lasciare la loro terra e, allo stesso tempo, avere il diritto di viverla. A emergere, nel documentario, il mostro della miniera che sta rende l’ambiente inquinato e,  di conseguenza, il valore strategico che il recupero delle materie prime critiche potrebbe avere per invertire la rotta: un’evidenza già fatta emergere dal Gruppo Iren nello studio Iren-Ambrosetti che analizza il valore delle materie prime critiche nelle produzioni industriali green e approfondisce le opportunità che l’economia circolare può offrire in questo contesto.

 

festival caselle film

Divulgare la sostenibilità: gli obiettivi e il pubblico di Caselle Film Festival

 

Dalla Campania in tutto il mondo: il Caselle Film Festival crea connessioni tra punti estremamente distanti nel mondo attraverso la divulgazione sulla sostenibilità, aprendola a pubblici diversi per età e background culturale sui temi ambientali.

Il festival, infatti, ha come target un pubblico eterogeneo sia per quanto riguarda l’età che per quanto riguarda la provenienza culturale e sociale, coinvolgendo persone di qualsiasi età, ruolo, cultura, estrazione sociale

 

Stimolare l’interesse del maggior numero di persone è l’aspetto fondamentale per un evento che vuole informare e formare su tematiche che diventano sempre più urgenti: a tal proposito il progetto mantiene un taglio internazionale e vede la partecipazione in concorso nella “Selezione Ambiente” di documentari e cortometraggi provenienti da tutto il mondo. Far capire l’importanza delle tematiche ambientali è il filo conduttore delle giornate del Festival a Caselle in Pittari, un obiettivo che punta a consolidarsi anche sui social network dove oggi la maggior parte delle persone trova informazioni di ogni genere.

 

 “Mai come oggi, in particolare nella nostra regione nasce l’obbligo di pubblicizzare, sostenere, reclamizzare materiale che possa spingerci alla riflessione, che possa farci fermare a pensare su tutto quello che ci circonda” affermano gli organizzatori: un obiettivo che - anche quest’anno - è stato perseguito con impegno e creatività portando un valore aggiunto al territorio campano.

 

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