Green

Perché riutilizzare gli imballaggi è una leva strategica per la sostenibilità: gli studi di Ellen MacArthur Foundation

24 dicembre 2023

Ridurre del 20% le perdite di plastica negli oceani entro il 2024 è un obiettivo possibile, partendo dalla riduzione degli imballaggi: a dirlo sono le analisi di Ellen MacArthur Foundation, uno degli attori più accreditati nell’ambito dell’economia circolare.

 

Negli ultimi due studi elaborati (uno sulla plastica - From single-use to reuse, e uno, più specifico, sugli imballaggi - Unlocking a reuse revolution) la fondazione evidenzia l’esigenza di passare da un sistema contenitori usa e getta a uno di riuso: questo consentirebbe di minimizzare l’uso di plastica  e arrivare a un modello economico che preservi il Pianeta e si sviluppi in ottica circolare.

cartone

Riutilizzare gli imballaggi, una “rivoluzione circolare”

“Sbloccare la rivoluzione del riutilizzo”: il titolo del report (“Unpacking the reuse revolution”) dello studio della Ellen MacArthur Foundation è dedicato a un auspicato cambio di direzione rispetto alla produzione degli imballaggi che non devono più essere nuovi e monouso ma riciclati e rigenerati. 

 

La premessa di tutta la ricerca chiarisce quanto sia necessario che imprese, finanza e politica compiano scelte progettuali in grado di abbandonare la nuova produzione e procedere verso un cambio di mentalità.

 

Secondo la fondazione “i sistemi di riutilizzo devono essere significativamente e urgentemente incrementati per raggiungere un futuro in cui la plastica non diventi mai un rifiuto”. Il focus risiede perciò nella creazione di un sistema per cui gli imballaggi siano riutilizzabili da azienda a cliente: i clienti, una volta ricevuto l’oggetto acquistato, devono poter restituire l’imballaggio all’azienda che lo ripulirà e riutilizzerà.

 

Gli scenari che potrebbero verificarsi con questa “rivoluzione degli sprechi” sono tre.

 

  1. Sforzo frammentato (Fragmented Effort): un sistema di restituzione e ritorno frammentato, comprende il 2% del mercato degli imballaggi e l’80% di ritorni;
  2. Approccio collaborativo (Collaborative Approach): un sistema consolidato, ma ancora parziale. Comprende il 10% del mercato e il 90% di ritorni;
  3. Cambiamento di sistema (System Change): un sistema di restituzione che sia “visionario, condiviso e standardizzato”. Comprende il 40% del mercato degli imballaggi e un tasso di restituzione al 95%.

 

Ogni scenario implica tre sfide trasversali e imprescindibili: riutilizzare gli imballaggi deve essere sicuro; il comportamento dei clienti deve essere orientato in modo efficace e i modelli di governance devono garantire un sistema equo e trasparente.

 

Infrastrutture, standard e tassi di restituzione: cosa serve per agevolare il riuso

Per far funzionare questo tipo di progettualità sul riutilizzo degli imballaggi è necessaria una soluzione collettiva. L’impegno deve quindi appartenere a tutti i soggetti in campo: dalle imprese, che mantengono la responsabilità degli imballaggi, alla politica, che crea soluzioni favorevoli per il cambiamento.

 

Inoltre, per raggiungere questi obiettivi, la Fondazione ha individuato tre fattori decisivi:

 

  1. Scala e infrastrutture condivise. Le infrastrutture per la raccolta, il riciclo e il riutilizzo devono essere condivise. In questo modo si uniscono due questioni: si dividono i costi e si offre ai cittadini una soluzione semplificata, in modo da incentivare l’adozione di un comportamento virtuoso.
  2. Standardizzazione e condivisione degli imballaggi. Se gli imballaggi hanno degli standard fissi e comuni in base ai prodotti che contengono, allora sarà più facile riciclarli e riutilizzarli. Per differenziare le marche, le origini e le provenienze possono essere utilizzate etichette e chiusure diversificate.
  3. Tassi di restituzione elevati. I tassi di restituzione aumentano se migliora l’esperienza del cliente e dunque i meccanismi funzionano. Questo è un obiettivo virtuoso che deve interessare tutti i soggetti coinvolti.

 

Ciò che si ottiene dalla standardizzazione di un sistema di restituzione sono due vantaggi principali: quello ambientale e quello economico. Oltre a ridurre l’inquinamento da plastica, l’ambiente godrebbe di un uso decisamente ridotto di materie prime vergini; inoltre soffrirebbe molto di meno i danni di emissione di gas serra -  che sarebbero minori -  nonché del consumo di acqua, anch’esso ridimensionato. Non ultima per importanza è la convenienza economica. Infatti, a parità di costo, i servizi restano immutati.

 

Ma i costi totali diminuiscono perché riciclare è molto meno oneroso che produrre. Il prezzo per un flacone di crema idratante riutilizzato, ad esempio, è del 10% in meno rispetto a uno monouso. E se si contano i depositi non restituiti, con i loro conseguenti “ricavi”, allora la spesa è ancora minore. Un vantaggio che, unito agli altri, fa la differenza.

Riciclo, l'impegno del Gruppo Iren

La gestione virtuosa dei rifiuti è il primo passaggio per agevolare il riciclo: nei 420 comuni in cui il Gruppo Iren opera vengono adottati sistemi di raccolta avanzati (porta a porta, isole ecologiche con riconoscimento d’utenza, centri di raccolta, servizi dedicati alle imprese) che contribuiscono a conseguire elevati livelli di raccolta differenziata. Sul totale del territorio servito, ovvero oltre 3,8 milioni di abitanti, la percentuale di raccolta differenziata è del 70,3% (nel 2021), con punte che superano l’81%, contro un dato nazionale che si attesta al 63% - dati anno 2022.

 

Dalla raccolta al riciclo: con l’impianto I.Blu, ad esempio, Iren è diventata la società leader nel trattamento della plastica e, nella struttura di San Giorgio di Nogaro, le plastiche che non si possono riciclare vengono convertite nel polimero Bluair®: una materia prima seconda circolare brevettata che può essere utilizzata in sostituzione del carbone nel settore siderurgico.

L'articolo ti è piaciuto?
Iscriviti alla newsletter!

Ricevi mensilmente la newsletter Everyday direttamente su Linkedin: sarai aggiornato sulle ultime novità in tema di innovazione, economia circolare, scenari climatici e sfide legate alla sostenibilità

Potrebbe interessarti

Energia
Quando la città riparte: come cambiano energia e servizi dopo l'estate
Con l'arrivo dell'autunno cambiano i fabbisogni delle città. Ecco come reti energetiche e servizi urbani si preparano alla nuova stagione
Energia
Il calore non si spreca: come gli accumulatori rendono più efficiente il teleriscaldamento
Come funzionano gli accumulatori di calore e perché aiutano il teleriscaldamento a gestire i picchi di domanda e a distribuire energia in modo più efficiente
Acqua
Fontanelle pubbliche: come acqua e tecnologia aiutano a ridurre energia e plastica
Le fontanelle pubbliche garantiscono acqua potabile accessibile e aiutano a ridurre plastica, consumi ed energia. Per trovarle c’è anche l’app Iren Idra
Acqua
Acqua depurata: come viene riutilizzata invece di essere dispersa
Dopo la depurazione l'acqua diventa una nuova risorsa: ecco come viene utilizzata in agricoltura, industria, città e ambiente. Gli esempi del Gruppo Iren
Rinnovabili
Perché l'Europa punta sulle materie prime critiche per rafforzare sicurezza e autonomia
Le materie prime critiche sono essenziali per la transizione energetica e digitale. Ecco perché l'Europa investe in riciclo, filiere resilienti e autonomia strategica
Energia
Net-Zero Industry Act: come l’Europa vuole accelerare la produzione di tecnologie green
Il Net-Zero Industry Act punta a rafforzare la produzione europea di tecnologie per la transizione energetica. Cosa prevede e perché è strategico per il futuro dell'Europa.