Energia

Flessibilità energetica: perché in futuro conterà anche quando consumiamo elettricità

21 ottobre 2026
  • La crescita delle energie rinnovabili e dell'elettrificazione rende sempre più importante coordinare la produzione e il consumo di elettricità.

  • La flessibilità della domanda permette di spostare o modulare determinati consumi in risposta alle condizioni della rete, senza necessariamente ridurre l'energia utilizzata complessivamente.

  • Secondo il rapporto IEA Electricity 2026, nel 2024 erano utilizzati a livello globale circa 100 GW di capacità di demand response, una quota ancora limitata rispetto al potenziale disponibile.

  • Reti digitalizzate, sistemi di controllo e consumi più flessibili possono contribuire a integrare le rinnovabili e a rendere il sistema elettrico più efficiente e resiliente.

Per molto tempo il funzionamento del sistema elettrico si è basato su un principio relativamente semplice: produrre, in ogni momento, la quantità di energia necessaria a soddisfare i consumi. Quando la domanda aumentava, gli impianti di generazione venivano chiamati a produrre di più; quando diminuiva, la produzione veniva ridotta. Oggi questo equilibrio sta diventando più complesso. La crescita delle fonti rinnovabili, l'elettrificazione dei trasporti e del riscaldamento e la diffusione di nuovi consumi stanno trasformando sia il modo in cui produciamo elettricità sia il momento in cui ne abbiamo bisogno. È uno dei temi centrali del rapporto Electricity 2026 dell'International Energy Agency (IEA), che dedica un approfondimento alla flessibilità del sistema elettrico. La prospettiva è significativa: nel sistema energetico del futuro non conterà soltanto quanta elettricità consumiamo, ma anche quando la utilizziamo.

operaio con divisa e caschetto tiene in mano un modellino di pala eolica, sullo sfondo un tramonto

Più rinnovabili ed elettrificazione: perché cambia l'equilibrio della rete

La diffusione del fotovoltaico e dell'eolico sta modificando le caratteristiche della produzione elettrica. A differenza degli impianti programmabili, queste fonti dipendono dalla disponibilità di sole e vento, che può variare durante la giornata e da una stagione all'altra. La richiesta di energia, però, segue dinamiche differenti, legate alle attività domestiche, industriali e commerciali. A questo si aggiunge la progressiva elettrificazione di settori che in passato utilizzavano prevalentemente combustibili fossili. Veicoli elettrici, pompe di calore e nuovi processi industriali aumentano il peso dell'elettricità nei consumi energetici complessivi.

Secondo l'IEA, l'integrazione di queste trasformazioni richiede un aumento significativo della flessibilità del sistema elettrico, insieme all'espansione e all'ammodernamento delle reti di trasmissione e distribuzione. La ragione è legata a una caratteristica fondamentale dell'elettricità: produzione e consumo devono rimanere continuamente in equilibrio. Se la domanda cresce rapidamente o la generazione rinnovabile diminuisce, il sistema deve poter reagire. Ma deve saper gestire anche la situazione opposta, quando l'elettricità disponibile è abbondante e i consumi sono relativamente bassi. Per affrontare questa sfida diventa quindi importante agire su entrambi i lati del sistema: produzione e domanda.

Che cos'è la flessibilità energetica e perché riguarda anche i consumi

La flessibilità energetica è la capacità del sistema elettrico di adattarsi alle variazioni della produzione e della domanda, mantenendo condizioni di funzionamento sicure e affidabili. Tradizionalmente, questa funzione è stata svolta soprattutto dagli impianti di generazione, chiamati ad aumentare o diminuire la potenza immessa in rete. Oggi, però, una parte dell'equilibrio può essere raggiunta anche intervenendo sul modo in cui viene utilizzata l'elettricità. Si parla in questo caso di flessibilità della domanda, o demand-side flexibility: la possibilità di modificare temporaneamente il profilo dei consumi, anticipando, posticipando o modulando alcune attività elettriche.

 

Il principio non consiste necessariamente nel consumare meno energia. Un processo industriale che utilizza una determinata quantità di elettricità può, in alcune condizioni, svolgersi in un momento diverso della giornata. L'energia complessivamente richiesta rimane simile, ma cambia il suo impatto sul sistema elettrico. Un'altra possibilità è ridurre temporaneamente la potenza assorbita, per esempio durante un picco di domanda, per poi riprendere il normale funzionamento. Quando queste variazioni vengono attivate in risposta a segnali della rete o del mercato, attraverso programmi organizzati, si parla di demand response. L'IEA sottolinea che questi meccanismi possono contribuire a ridurre i picchi di domanda, contenere alcuni costi di integrazione delle rinnovabili e migliorare la capacità del sistema di affrontare situazioni di stress. 

grafico realizzato su piattaforma tecnologica dedicata che indicati i livelli di consumi elettrici

Come funziona la flessibilità della domanda: dagli edifici alle industrie

Non tutti i consumi elettrici possono essere spostati nel tempo. Alcune attività richiedono energia in un momento preciso, mentre altre possono essere programmate con maggiore libertà. Nell'industria, per esempio, determinati processi produttivi possono essere anticipati o posticipati senza compromettere necessariamente il risultato finale. Negli edifici, una parte della flessibilità può derivare dai sistemi di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda. Attraverso controlli automatizzati, alcuni impianti possono modificare temporaneamente il proprio funzionamento, mantenendo le condizioni di comfort entro limiti prestabiliti.

Anche la mobilità elettrica rappresenta un ambito di sviluppo. La ricarica intelligente consente di distribuire nel tempo la richiesta di elettricità dei veicoli, evitando che numerose ricariche si concentrino contemporaneamente nei momenti di maggiore domanda. A rendere possibili questi meccanismi contribuiscono contatori intelligenti, sensori, sistemi di gestione dell'energia e piattaforme digitali capaci di ricevere segnali e regolare automaticamente i consumi. Insomma, la flessibilità può trasformare una parte della domanda da elemento prevalentemente passivo a risorsa capace di partecipare all'equilibrio della rete.

Integrare meglio le rinnovabili: perché conta anche quando consumiamo energia

Uno dei vantaggi più interessanti della flessibilità della domanda riguarda la possibilità di utilizzare meglio l'elettricità prodotta dalle fonti rinnovabili. Immaginiamo una giornata primaverile caratterizzata da una produzione fotovoltaica particolarmente elevata. Nelle ore centrali, la quantità di elettricità disponibile può crescere rapidamente, mentre la richiesta delle utenze rimane relativamente contenuta. Se una parte dei consumi può essere spostata verso quelle ore, diventa possibile assorbire una quota maggiore della produzione disponibile. Al contrario, nelle ore serali, quando il fotovoltaico non produce e la domanda può aumentare, la riduzione o il rinvio di alcuni carichi può contribuire a contenere il picco di richiesta.

 

Il rapporto Electricity 2026 evidenzia che, nei periodi di elevata produzione solare ed eolica associata a una domanda contenuta, possono verificarsi situazioni di sovrapproduzione elettrica. In queste condizioni, per mantenere stabile il sistema, può diventare necessario limitare temporaneamente la produzione di alcuni impianti. La flessibilità della domanda può contribuire a ridurre questo fenomeno, aumentando i consumi nei momenti in cui l'elettricità rinnovabile è più abbondante e contenendoli quando il sistema è maggiormente sollecitato. Certamente la capacità delle reti, la localizzazione degli impianti e le caratteristiche dei consumi impongono limiti tecnici. Tuttavia, una domanda più flessibile può contribuire a ridurre alcune congestioni e migliorare l'integrazione delle fonti rinnovabili, affiancando gli altri strumenti di gestione del sistema.

Un potenziale ancora poco sfruttato: cosa emerge dal report IEA Electricity 2026

Nonostante le opportunità offerte dalla flessibilità della domanda, il suo utilizzo è ancora relativamente limitato. Secondo le stime dell'IEA, nel 2024 erano effettivamente utilizzati a livello globale circa 100 GW di capacità di demand response. Il dato misura la potenza dei consumi che può essere modulata attraverso programmi e meccanismi già operativi, non l'energia complessivamente risparmiata. La maggior parte della capacità utilizzata si concentra nel settore industriale, con circa 75 GW, seguito dagli edifici, con circa 30 GW. Il contributo dei trasporti è invece ancora inferiore a 5 GW. Si tratta di valori approssimati e arrotondati, riferiti a settori differenti.

 

Per comprendere quanto spazio esista per un maggiore utilizzo della flessibilità, il rapporto propone alcuni confronti significativi. La produzione mondiale di alluminio, per esempio, contribuisce per circa 160 GW alla domanda elettrica di picco, ma soltanto una piccola parte di questa potenza viene attualmente coinvolta nei programmi di demand response. Ancora più rilevante è il caso del raffrescamento residenziale: i condizionatori contribuiscono per circa 600 GW ai picchi di domanda elettrica a livello globale, mentre il loro utilizzo come risorsa flessibile rimane marginale.

 

Questi valori non rappresentano quantità di potenza interamente disponibili per essere spostate o ridotte. Mostrano, piuttosto, la dimensione dei consumi all'interno dei quali potrebbero essere individuate ulteriori opportunità di flessibilità. L'IEA distingue infatti tra potenziale teorico, capacità tecnicamente attivabile e flessibilità economicamente conveniente. Non tutto ciò che potrebbe essere modulato è già dotato delle tecnologie necessarie, né tutte le applicazioni risultano sostenibili dal punto di vista economico. Tra gli ostacoli principali figurano la diffusione ancora limitata dei dispositivi di controllo, le regole di partecipazione ai mercati elettrici e la necessità di creare incentivi adeguati per imprese e consumatori.

braccia e mani robotiche che tengono virtualmente in mano icone inerenti l'energia

Reti intelligenti e consumi flessibili: come sarà il sistema elettrico del futuro

Per sfruttare pienamente il potenziale della domanda flessibile servono infrastrutture capaci di gestire un sistema sempre più articolato. In questo scenario, anche la digitalizzazione di queste infrastrutture diventa una condizione importante. Sistemi di monitoraggio, strumenti di previsione e piattaforme di gestione possono contribuire a individuare le condizioni della rete e a coordinare le risposte dei diversi soggetti coinvolti. È in questa direzione che si inseriscono anche gli interventi di Iren per l'ammodernamento e la digitalizzazione delle reti elettriche. Il potenziamento delle infrastrutture, l'evoluzione dei sistemi di controllo e l'integrazione di tecnologie intelligenti contribuiscono a preparare le reti alla crescente diffusione delle fonti rinnovabili e dei nuovi utilizzi dell'elettricità.

La flessibilità della domanda rappresenta una delle possibili evoluzioni di questo percorso. Per valorizzarla pienamente sarà necessario integrare le capacità delle infrastrutture con strumenti di mercato, regole operative e tecnologie di gestione dei consumi. Il sistema elettrico del futuro sarà quindi caratterizzato da un rapporto sempre più dinamico tra produzione e domanda. L'energia non dovrà soltanto raggiungere i luoghi in cui viene richiesta: una parte dei consumi potrà essere coordinata con i momenti in cui è maggiormente disponibile. È un cambiamento che non elimina la necessità di sviluppare nuove reti e capacità di generazione, ma può contribuire a utilizzare meglio le infrastrutture esistenti e a integrare una quota crescente di elettricità rinnovabile.

 

In questa prospettiva, la flessibilità diventa una risorsa strategica per la transizione energetica: produrre energia in modo più sostenibile e riuscire a consumarla nel momento più adatto diventano due aspetti complementari dello stesso sistema.

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