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P come processo di depurazione: che cos'è e come funziona

16 giugno 2024

In Italia circa la metà dell’acqua che passa per le infrastrutture viene sprecata (il 42,4%, dati Istat). È una quantità ingente che peggiora la situazione di crisi della risorsa idrica dovuta in parte alla siccità. Per questo, uno dei modi più efficaci di recuperare l’acqua, è quello di depurarla.

Che cos’è il processo di depurazione

Il processo di depurazione è la fase conclusiva del ciclo integrato dell'acqua e garantisce l'eliminazione delle sostanze inquinanti per restituire all'ambiente naturale l'acqua utilizzata nelle nostre case o nei processi produttivi.

 

Gli impianti di depurazione raccolgono le acque bianche - che derivano dalla pioggia -, grigie - che provengono dalle abitazioni e contengono saponi - e nere - ovvero, le acque di scarico.

Il processo da cui passa la risorsa idrica è articolato in tre fasi:

 

  1. La prima depurazione
  2. La depurazione con i reattori biologici
  3. La divisione tra fanghi e l’acqua depurata

 

Gli impianti in cui avvengono queste fasi sono costituiti di meccanismi complessi, e la loro grandezza, soprattutto in zone come il territorio ligure, caratterizzato da particolarità evidenti di paesaggio, dipende proprio dalle esigenze dei vari luoghi in cui sono collocati.

 

Quando le acque raggiungono l’impianto vengono sollevate con delle pompe e inviate in un canale di raccolta. È qui, nel punto più alto, dove inizia il trattamento. Le scorie maggiori vengono eliminate con la grigliatura, attraverso le cui griglie non passano i detriti e i rifiuti più grossi; a seguire la dissabbiatura e la disoleatura eliminano sabbia e granelli, oltre agli oli e ai grassi spinti in superficie dall’aria immessa nelle acque.

 

Il cuore dell’impianto è nelle vasche chiamate reattori biologici: in queste vasche i batteri trasformano le sostanze inquinanti, di cui si nutrono, in composti come acqua, anidride carbonica e azoto molecolare.

 

La terza e ultima fase definisce la separazione tra l’acqua depurata e il resto. È nei sedimentatori, infatti, che i fanghi digeriti dai batteri finiscono sul fondo delle vasche e l’acqua rimane in superficie, pronta a essere reimmessa nel sistema. Mentre i fanghi entrano nella “linea fanghi”, tramite la quale si ottiene prezioso biogas

dipendente iren

Processi di depurazione, a che punto siamo in Italia

Secondo i dati Istat, gli impianti di depurazione in Italia sono più di 18mila, ma l’acqua reflua urbana che viene depurata ed effettivamente riutilizzata è troppo poca.

 

L’acqua depurata può essere utilizzata nel settore produttivo, per scopi non potabili: l'agricoltura colpita dalla siccità, però, ne usa solo il 5%, così come l’industria.

 

Il Gruppo Iren punta sull’efficienza della rete fognaria, sull’ottimizzazione dei processi di depurazione e sul recupero delle acque reflue. Ne sono un esempio il primo impianto di riuso delle acque in Emilia Romagna dedicato al trattamento delle acque reflue destinate al riuso a beneficio dell’agricoltura e, in Liguria, l’Impianto di Rapallo (Genova) e l’Impianto di Camisano (La Spezia).

 

Il primo raccoglie le acque reflue dei comuni di Rapallo e Zoagli ed è stato progettato per un funzionamento modulare e flessibile che permette di gestire fino a un massimo di 90.000 abitanti equivalenti e una portata di 1800 mc/ora.

 

Solo alcuni dei 1.337 impianti di depurazione gestiti dal Gruppo Iren per valorizzare al massimo la risorsa idrica.

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