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Z come Zero Waste: cos'è e come funziona la strategia rifiuti zero

28 febbraio 2023

 

Generare il minor impatto ambientale possibile, riducendo al minimo la spazzatura prodotta e riutilizzando tutto ciò che è possibile: lo zero waste (“zero sprechi”) è lo stile di vita che punta tutto sulla sostenibilità e, come suggerisce il nome stesso, mira all’obiettivo rifiuti zero. Questo significa, sia a casa che in azienda, impegnarsi per promuovere la riduzione, il riutilizzo e il riciclaggio degli scarti adoperando piccole accortezze: evitare di buttare via oggetti e materiali con facilità, dare una seconda vita alle cose, comprare l’essenziale, eliminare tutto ciò che è superfluo.

 

Un modo semplice ma incisivo per raggiungere insieme un grande obiettivo – limitare al massimo i rifiuti - cercando di “richiamare” sempre più persone a fare la stessa scelta. 

zero waste

I principi dello Zero Waste e la regola delle 5R 

La strategia Zero Waste è improntata sulla rimodulazione della vita ciclica dei rifiuti e si basa su tre principi fondamentali descritti dalla regola delle 5R elaborata da Bea Johnson, pioniera del movimento Zero Waste e blogger di Zero Waste Home: Refuse (rifiutare); Reduce (ridurre); Reuse (riutilizzare);Recycle (riciclare) e Rot (Ridurre in compost). A questi sei principi la community che si è creata intorno alla filosofia Zero Waste ha aggiunto una sesta R: repair (ripara). 

Il primo passo per ridurre al minimo la produzione di rifiuti è evitare che i rifiuti si generino e dunque minimizzare l’utilizzo di prodotti monouso o di breve durata. Ridurre significa anche ponderare gli acquisti, concentrandosi su quelli necessari ed evitando di comprare tutto ciò di cui non si ha veramente bisogno.

Nell’ambito dell’abbigliamento, ad esempio, un modo per valutare la reale durevolezza di un capo è calcolare il suo cost per wear e stabilirne il riuso, altro caposaldo della strategia zero waste.

 

Quando si parla di riuso, infatti, si indica l'utilizzo di prodotti non monouso e, nelle azioni di tutti i giorni, può significare ad esempio prediligere le borse della spesa in tessuto rispetto a quelle in plastica. Oppure portare con sé bottiglie e borracce riutilizzabili per evitare l’acquisto di plastica monouso: semplici azioni che possono fare la differenza.

 

Seguiti i primi tre punti, il riciclo degli scarti e dei rifiuti è il passaggio virtuoso che l’indirizzo zero waste indica per dare seconda vita ai materiali. Alla regola del riciclo segue quella del Rot: creare il compost riciclando i prodotti organici attraverso la raccolta differenziata o compostare direttamente i rifiuti domestici utilizzandoli ad esempio come concime per le piante. Un ciclo virtuoso che può creare nuove risorse, come avviene nell’impianto Iren di Gavassa (Reggio Emilia) dedicato alla produzione di compost di qualità a partire dagli scarti organici.

 

Riciclo, la settima risorsa strategica per vivere zero waste

 

 

Ridurre progressivamente la quantità di rifiuti, eliminando l’utilizzo di beni usa e getta, significa tagliare drasticamente le emissioni e puntare sul riciclo per allungare la vita dei singoli materiali.

 

Riciclare, infatti, permette di tutelare le risorse limitate della Terra: per questo il riciclo è considerata “la settima risorsa” insieme all’acqua, aria, petrolio, gas naturale, carbone e minerali.

 

Come indicato dalla Global Recycling Foundation, i materiali ottenuti dal riciclo forniscono il 40% del fabbisogno mondiale di materie prime e, grazie ai materiali riciclati, si evita l’emissione in atmosfera di 700 milioni di t di CO2 all’anno. Come agevolare questo processo virtuoso? Promuovendo la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, alla base dei servizi offerti da Iren con l’obiettivo di generare nuovi materiali a partire da quelli che sono stati già esauriti. Un risultato possibile includendo tutte le fasi del ciclo: dall’attività di raccolta dei rifiuti al recupero di materia ed energia. In questo modo anche vivere “zero waste” diventa un’azione quotidiana, a partire dalla corretta raccolta differenziata: gli scarti trovano nuova vita e il loro impatto sulla salute del Pianeta diminuisce sensibilmente.

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