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 A come auto elettriche: come funzionano e in cosa si differenziano dalle ibride

19 febbraio 2023

Elettrico e green: così le istituzioni europee vedono il futuro dell’Europa. Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla misura che, dal 2035 in poi, renderà vietata la vendita di nuove auto con motore a diesel o a benzina.

Nel dettaglio, la legislazione prevede l’obbligo per nuove autovetture e nuovi veicoli commerciali leggeri di non produrre alcuna emissione di CO2 dal 2035. L'obiettivo è quello di ridurre del 100% le emissioni di questi tipi di veicoli rispetto al 2021.

Nei prossimi 12 anni, quindi, ci si può aspettare un decisivo aumento della produzione – e della vendita – di auto elettriche. Ma come funzionano esattamente le auto elettriche e in cosa si distinguono rispetto alle auto ibride? Per entrambe le tipologie di veicolo si parla di motori “elettrificati”, ma questa descrizione non include le molteplici differenze che intercorrono tra le auto 100% elettriche e quelle ibride: ecco quali sono. 

Auto elettriche, come funzionano e quali sono i vantaggi

Le auto elettriche funzionano esclusivamente con l'energia elettrica immagazzinata in una batteria: tecnologia che si è diffusa soprattutto negli ultimi anni – complice la necessità impellente di accelerare verso la mobilità green - ma in realtà nata già sul finire dell’Ottocento. I primi prototipi di auto elettrica, infatti, risalgono al 1884 ad opera dell’inventore britannico Thomas Parker che aveva inventato speciali batterie ad alta capacità.

 

Il motore di una macchina elettrica utilizza l'energia elettrica depositata nella batteria trasformandola nell'energia meccanica necessaria a far muovere la vettura. Grazie all'inverter, infatti, l'energia elettrica accumulata dalla batteria viene trasferita al motore elettrico e permette il funzionamento della vettura. In fase di rilascio dell’acceleratore, il motore elettrico auto funge da generatore e ricarica la batteria. La stessa identica funzione si attiva in fase di frenata.

 

Per i modelli dotati di batterie al litio, le case costruttrici dichiarano un’autonomia che varia da 200 a 400 Km, con una sola ricarica effettuabile in poco più di mezz’ora: dati che variano in base allo stile di guida adottato di volta in volta.

Consolidare l’utilizzo delle auto elettriche consentirebbe di azzerare nettamente l’impatto degli spostamenti su strada rispetto all’uso delle vetture a benzina o a gasolio. Le emissioni di CO2 generate da un veicolo elettrico, infatti, risultano fino al 75% inferiori rispetto a quelle causate da un veicolo analogo a combustione interna e alimentato con carburanti di origine fossile. 

 

Oltre ad avere ridotte emissioni, le auto con la spina si presentano vantaggiose dal punto di vista economico: la ricarica di un’auto elettrica comporta una notevole risparmio rispetto al rifornimento di un’auto tradizionale e, anche per la manutenzione, i costi sono ridotti. Quello elettrico è un motore con una meccanica più semplice rispetto a quello termico e perciò la sua manutenzione risulta essere meno onerosa.

 

I nodi problematici nell’utilizzo delle auto elettriche rimangono gli stessi su cui i provvedimenti europei stimolano il dibattito. Le migliorie da implementare riguardano il corretto smaltimento e riciclo delle batterie che permettono il funzionamento delle vetture; il ridimensionamento dei costi di acquisto delle auto elettriche (mediamente più alti rispetto alle versioni tradizionali) e la garanzia di tempi di percorrenza maggiori e sempre più efficienti. Aspetti da migliorare e indispensabili per garantire una mobilità sostenibile e a tutela dell’ambiente.

guida modalità eco

Quali sono le differenze tra auto elettriche e ibride

A differenza delle auto elettriche, quelle ibride funzionano grazie a una combinazione di elettricità e carburante convenzionale: il motore elettrico lavora aiutato ad uno termico. Le vetture ibride, infatti, sono dotate di un sistema di propulsione che permette a due componenti di lavorare insieme. 

Sul mercato oggi sono disponibili diverse tipologie di auto ibride che si differenziano in base al sistema di propulsione che utilizzano, tutte accomunate da un basso livello di consumo e di emissioni:

 

  • Micro-ibride: le micro-ibride offrono una leggera ibridazione e si tratta di un modello più simile alle auto a combustione interna. Il motore elettrico affianca il motore a combustione, a benzina o diesel, senza sostituirlo. Quest’ultimo, infatti, viene impiegato sempre tranne quando l'auto è ferma. Si tratta di una soluzione molto pratica per risparmiare carburante, soprattutto negli ambienti urbani dove si frena molto negli ingorghi.

 

  • Mild hybrid: il classico alternatore della auto tradizionali viene sostituito con un piccolo motore elettrico in grado di funzionare anche come generatore che recupera energia nelle fasi di rilascio dell’acceleratore, depositandola in una batteria di piccolo taglio, e aiuta il propulsore a riavviarsi e nelle fasi di accelerazione.

 

  • Full hybrid e plug-in: si tratta di auto ibride capaci di muoversi anche con la sola spinta del motore elettrico. La differenza tra full hybrid e plug-in è la possibilità di ricaricare esternamente la batteria nelle ibride plug-in, operazione non consentita con le full hybrid. Le plug-in offrono anche prestazioni migliori in termini di autonomia elettrica, grazie a batterie più potenti e motori elettrici più performanti.

 

Nelle diverse opzioni l’auto ibrida rappresenta una scelta più ecologica rispetto alle vetture tradizionali ma con maggiore impatto ambientale rispetto all’auto elettrica. Che si tratti di ibrida o elettrica, l’investimento verso una delle due tipologie di veicoli rimane imprescindibile. Le linee di indirizzo delle politiche europee parlano chiaro: anche il futuro dell’automotive è a emissioni zero.

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