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Che cos'è l'apicoltura urbana e come tutela l'ambiente

2 luglio 2023

Il ruolo vitale delle api è sotto minaccia. Ogni anno, infatti, si perdono il 40% degli alveari a causa dei metodi di agricoltura intensiva che favoriscono la monocoltura e non danno modo alle api di trovare le sostanze nutritive necessarie alla loro sussistenza.

 

Un aspetto dannoso per gli equilibri ambientali, poiché questi insetti hanno un ruolo fondamentale nel nostro ecosistema: basti pensare che garantiscono l’esistenza di molte specie di piante di cui ci cibiamo. In particolare, la riproduzione dell’87,5% delle piante selvatiche in fiore del mondo dipende dall’impollinazione animale.

 

Inoltre, le api sono degli ottimi “monitor” che permettono di verificare quanto l’ambiente in cui viviamo sia sano e di mantenere intatta la salubrità dell’aria: gli impollinatori, infatti, in ogni spostamento e attività che compiono per centinaia di metri attorno all'alveare, catturano polveri inquinanti.

 

Per tutte queste ragioni, è nato un modello di apicoltura che si può realizzare in città in modo facile e sostenibile: ecco di cosa si tratta.

 

apicoltori

Che cos’è l’apicoltura urbana e perché è utile all’ambiente

Con l’avanzare dell’agricoltura intensiva, le api hanno sperimentato periodi di migrazioni dalla campagna alla città, dove i fiori sono di più e c’è maggior varietà (fiori sui balconi, giardini pubblici, aiuole).

 

L’apicoltura urbana consiste proprio nella pratica di allevare api in aree urbanizzate, un’idea che si è sviluppata soprattutto negli ultimi anni per contrastare la preoccupante diminuzione di questi insetti impollinatori. 

 

Da Berlino, dove l’apicoltura urbana si è sviluppata a partire nel 1990, fino agli Stati Uniti dove ha registrato un boom dal 2010, per arrivare all’intera Europa, l’apicoltura urbana ha coinvolto sempre più persone e istituzioni. In Italia il pionere è stato don Giacomo Angeleri che, all’inizio del 1900, sperimentò l’apicoltura nella città di Torino, sistemando alcune arnie sulle rive del Po.

 

Da quel momento in poi l’apicoltura si è diffusa in tutta Italia, portando numerosi vantaggi: le api permettono di conoscere il livello di inquinamento dell’aria grazie all’analisi della loro pelliccia, del miele, del polline, della cera e dei propoli. In più, questi piccoli animali sono essenziali per il soddisfare il fabbisogno nutrizionale umano: 71 delle 100 colture che finiscono sulle nostre tavole è merito della loro impollinazione.

 

Da non sottovalutare il grande impatto sociale dell’apicoltura: a differenza dall’attività zootecnica tradizionale, la vera novità dell’apicoltura urbana è rappresentata dal valore sociale di una condivisione – grazie alle reti di individui consapevoli ed esperti – che favorisce il miglioramento della qualità della vita di tutti. I progetti aggregati dei singoli gruppi di individui sono rivolti al beneficio della collettività, stimolando le relazioni tra i cittadini e l’ambiente.

 

Alveari negli impianti Iren: i primi risultati

Installare alveari in prossimità degli impianti, per monitorare la qualità dell’aria e tutelare la vita degli insetti impollinatori: è quello che ha fatto il Gruppo Iren ospitando un alveare nel Polo Integrato di Parma e due nell’area del termovalorizzatore di Torino.

 

Negli alveari sono state collocate circa 120mila api in grado di impollinare ogni giorno circa 60 milioni di fiori nella zona circostante l’impianto. La produzione di miele prevista è pari a 20 kg all’anno e, per raggiungere l’obiettivo, viene costantemente seguita l’osservazione del comportamento delle api, della loro salute e della loro capacità produttiva di miele.

 

A svolgere il biomonitoraggio sono stati gli operatori di Apicolturaurbana.it -  partner dell’iniziativa - che hanno avuto accesso agli alveari per realizzare due distinte analisi: da una parte, la verifica del comportamento della comunità e la registrazione di eventuali variazioni e, dall’altra, la raccolta di campioni di miele, api, cera e pan d’api (polline) per analizzare la presenza di sostanze inquinanti o pericolose.

  

I primi risultati raccolti confermano la salubrità degli insetti e del miele prodotto, insieme alla qualità dell’aria e dell’area nel suo insieme. Testimonianza concreta dei benefici che l’apicoltura può portare al territorio.

 

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