Green

Successo Italia al Green Alley Award: 2 startup in finale per innovare l’economia circolare

13 luglio 2022

 

Incentivare le soluzioni green in molteplici settori industriali dimostrando che cambiare rotta è possibile e anche con risultati virtuosi: il Green Alley Award è il riconoscimento nato nel 2014 per premiare e agevolare il lavoro delle start up che con i loro servizi, prodotti e tecnologie danno un significativo impulso all’economia circolare e contribuiscono in modo decisivo ad abbattere le emissioni di anidride carbonica. 

 

Come? Ottimizzando l'uso delle risorse e riducendo e la produzione dei rifiuti. Quest’anno, su un totale di 177 candidati al premio, sono sei le start up selezionate come finaliste: tra queste, due italiane.

 

I progetti italiani al Green Alley Award portano il tricolore a distinguersi particolarmente. L’Italia, infatti, è l’unico Paese a livello europeo a contare ben due startup in finale: una attiva nell’ambito dell’alimentazione e l’altra nella moda.

Le start up in finale al Green Alley Award 

Circolari e innovativi: i progetti italiani al Green Alley Award portano il tricolore a distinguersi particolarmente. L’Italia, infatti, è l’unico Paese a livello europeo a contare ben due startup in finale: una attiva nell’ambito dell’alimentazione e l’altra nella moda. Ma quali sono gli altri progetti con cui hanno conteso l’ambito premio? Scopriamo i sei finalisti. 

 

  • Agree è la start up italiana che affronta il problema dello spreco alimentare tramite strategie circolari, valorizzando i sottoprodotti agricoli. L'obiettivo del progetto è aumentare il ciclo di vita degli ortaggi proteggendoli con un rivestimento commestibile e insapore di origine vegetale chiamato Ally, lavabile e capace di mantenere la freschezza del prodotto fino a tre volte in più rispetto allo standard. In questo modo si ridimensiona lo spreco alimentare e si valorizzano tutte le risorse naturali necessarie alla produzione. 

 

  • Atelier Riforma è il secondo progetto italiano arrivato in finale, operativo nel campo della moda sostenibile. La start-up dona una seconda vita agli abiti dismessi lavorando sugli scarti tessili in modo da riutilizzarli e valorizzarli al meglio: attraverso la piattaforma Re4Circular, consente di acquistare in grandi quantità indumenti dismessi, filtrando le caratteristiche che interessano e visionando le foto di ogni pezzo. Così facendo, spiegano i founder, si agevola l’incontro tra domanda usata di rifiuti tessili come materia prima seconda.

 

  • FlexiHex: il progetto arriva dall’Inghilterra e propone un packaging in cartone a nido d’ape studiato per proteggere gli articoli fragili. “Che si tratti di una bottiglia speciale, di una scorta di prodotti per la cura della pelle o di una nuova tavola da surf” – afferma il team – “le nostre soluzioni senza plastica sono progettate pensando a due cose: un impatto più leggero sul pianeta e maggiore comfort nell'esperienza”.

 

  • MakeGrowLab: la start up polacca arriva in finale progettando rivestimenti e pellicole per gli imballaggi alimentari riciclabili come componenti di carta. La tecnologia di base utilizzata nella produzione è Scoby Packaging Materials® (SPM), una nanofibra ad alte prestazioni coltivata dai microbi attraverso il riciclo di cibi e bevande locali.

 

  • ScrapAd: la realtà spagnola ha realizzato una piattaforma globale dedicata alla compravendita di materiali riciclabili. L’obiettivo è duplice: aiutare i produttori a riciclare il materiale in esubero trovando il partner commerciale più adatto e ridurre al minimo i rifiuti che finiscono per essere depositati in discarica, sostenendo l’approccio circolare. Scrapad opera già in più di 40 paesi e copre tutti i tipi di materiali riciclabili.

 

  • Voltfang: la start up che ha trionfato arriva dalla Germania proponendo lo sviluppo di batterie basate sulla tecnologia ferro-sale, elementi presenti in modo abbondante rispettivamente nella crosta terrestre e nell’acqua di mare. A differenza delle batterie convenzionali queste non contengono litio, risultando significativamente più economiche e sostenibili. Il sistema Voltfang utilizza solo batterie di seconda vita delle auto elettriche e può immagazzinare l’energia in eccesso dai pannelli solari e fornire energia pulita alle aziende e ai privati: un prodotto vincente che ha conquistato la vittoria e il prestigioso riconoscimento. 

 

 

 

Iren up: investimenti per le start up che puntano sullo sviluppo sostenibile

 

Anche per il Gruppo Iren l’innovazione è centrale per costruire ogni giorno il domani sostenibile: il Piano Industriale al 2030 prevede oltre 2 miliardi di euro in investimenti per nuove tecnologie e processi a supporto dello sviluppo sostenibile. Le start up ne sono protagoniste e sono supportate dal Gruppo attraverso Iren UP, l’innovativo programma di Corporate Venture Capital che affianca i progetti più promettenti in tutto il loro percorso di crescita, dalle tecnologie pulite all’economia circolare.  Virtuose realtà come Enerbrain o ReMat rappresentano esempi concreti e consolidati nell’ambito del programma: un ulteriore impegno che il Gruppo mette a segno per supportare l’innovazione al servizio della sostenibilità.

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