Green

Cabine d’artista: raccontare le sfide della sostenibilità attraverso la street art

26 ottobre 2022

 

La salvaguardia del pianeta e della biodiversità parte dalla costruzione di una coscienza ambientale e dalla diffusione della cultura della sostenibilità: un obiettivo per cui l’arte può fare tanto, sensibilizzando l’opinione pubblica. Con questo obiettivo nasce il progetto “Cabine d’artista”, lanciato da Iren in collaborazione con il Settore Cultura e Giovani del Comune di Parma.

 

Attraverso un bando dedicato e lanciato lo scorso aprile, Iren ha rivolto agli artisti under 36 la possibilità di realizzare la propria opera su una delle cinque cabine elettriche presenti nei quartieri della città di Parma: lo scopo è valorizzare i territori attraverso l’arte e affidare alla creatività il compito di tradurre in opere originali i valori della sostenibilità ambientale e sociale.

 

In continuità con la visione e le strategie del Piano Industriale al 2030 del Gruppo Iren, l’ispirazione artistica è indirizzata da alcune parole chiave – dalla transizione ecologica alla decarbonizzazione, dall’economia circolare alle fonti rinnovabili, dal territorio alla centralità delle persone – che indirizzano la costruzione del “domani sostenibile”.

 

 

I vincitori di Cabine d’artista

 

KABO, Massimo Blu, ATEZ, Roberta Fiorito e RISE sono i vincitori del bando Cabine d’artista, già a lavoro per la realizzazione delle loro opere: ad accomunarli, originalità e innovazione.

 

Lasciando campo libero al proprio stile e raffigurando in forma grafica le sfide future della sostenibilità, le opere si fanno carico dell’ambizioso compito di rappresentare diversi concetti correlati, creando occasioni di dibattito formativo in merito alla centralità delle fonti rinnovabili, la valorizzazione del territorio e delle comunità che li abitano, la tutela ambientale.

 

Esseri umani e natura vivono in simbiotica influenza, abbracciare con consapevolezza uno stile di vita sostenibile significa vivere in armonico equilibrio con l’ambiente circostante: la necessità di un incontro tra bisogni umani e rispetto dell’ambiente, nella ricerca di un equilibrio costante, attraversa le opere degli artisti coinvolti.

 

 

L’arte conquista le strade in nome dell’ambiente

 

Con l’opera Astroapenauta, KABO individua nella collaborazione tra uomo e natura la soluzione ai problemi ambientali attuali, fornendo una chiave di lettura etica e progressista. “L’opera mira a generare una riflessione sul decorso della natura e su temi quali l’estinzione delle specie con l’obiettivo di sensibilizzare l’uomo e spingerlo verso soluzioni che garantiscano il massimo rispetto della natura” sostiene l’artista: la particolarità è data dall’utilizzo di due simboli ad alto impatto visivo; da un lato l’astronauta che rappresenta il futuro e l’innovazione; dall’altro l’apicoltore, che tramite il suo lavoro funge da ponte tra natura e uomo, favorendo l’unione tra queste due dimensioni.

 

Integrazione tra dimensioni diverse e tra presente e futuro è un tema che si lega anche all’opera ENERGY di Massimo Blu, focalizzata sulla transizione energetica. L’artista ha pensato all’importanza di dover cambiare le nostre abitudini, anche le più minime, rendendole più sostenibili per poter vivere al meglio sul nostro pianeta. Partendo da questo concetto, ha immaginato la cabina come una macchina del tempo, dalla quale fuoriesce una Street artist androide proveniente da un futuro non molto lontano dove l’uomo per sopravvivere è stato costretto ad ibridarsi con la macchina. Decide così di fermarsi nel 2022, anno chiave per determinare gli scenari futuri del cambiamento climatico e lanciare un monito per la sopravvivenza umana a tutti coloro che si fermeranno ad osservare la sua opera. 

Make the difference è lo slogan lanciato dalla umanoide che uscendo dalla cabina della macchina del tempo arriva da noi, chiamandoci a fare la differenza in modo attivo. In che modo?  “Trasformando le pareti in forme geometriche” – risponde l’artista “esattamente come è necessario trasformare il modo in cui produciamo l’energia, attraverso l’utilizzo di nuovi metodi di produzione e abbattendo le emissioni inquinanti”.

 

A giocare con il tempo anche la scelta artistica di ATEZ: nella sua opera Di passato e innovazione sono rappresentati in prima lettura un pezzo di carbone e un seme che germoglia. Seguendo la narrazione troviamo ai lati un personaggio caricaturale che cerca di raccogliere la pietra mentre viene ricoperto di detriti. Ha un viso stanco e dal suo copricapo di mattoni sbuca una ciminiera che lo circonda di fumi: l’allegoria dell’uomo che cerca incessantemente di sfruttare ciò che ha al massimo.

La sua controparte è nella facciata del lato destro dove un personaggio identico ma dal volto gioioso ha un copricapo che è stato tappato. Simboleggia l’uomo che si concede alla natura cercando di abbracciarla e concepire un’idea alternativa riguardo all’utilizzo delle risorse.

 

“Mi sono interessato al tema della decarbonizzazione, della transizione green e delle fonti rinnovabili ideando una composizione che si  potesse leggere in maniera opposta l’una dall’altra ma che allo stesso tempo si possa collegare ad un'unica lettura unitaria” -  spiega l’artista – “ i soggetti che ho rappresentato sono delle allegorie e convergono nel retro della struttura dove carbone e germogli si fondono nella necessità di trovare una soluzione unitaria, di non escludere l’altro ma di saper trovare un accordo”.

 

 

Una sinergia ben evidente anche nell’opera Il gruccione di Roberta Fiorito, in cui la sostenibilità è rappresentata attraverso la mano dell’uomo che sorregge un elemento naturale. “Il gruccione fa parte dell’avifauna della città e incarna perfettamente le caratteristiche del mondo che attraverso gli obiettivi 2030 stiamo cercando di preservare: un mondo variopinto bellissimo, ma delicato e in pericolo, che se non ci impegniamo tutti a preservarlo proprio come questa specie è destinato a estinguersi”. 

Uno stile di vita sostenibile nasce anche dalla consapevolezza della reciprocità tra tutte le forme di vita e dal rispetto verso di esse. In accordo a tale principio, RISE in Progetto 1 affronta il tema delle fonti rinnovabili e della valorizzazione del territorio.

 

Come specifica l’artista, “nella mia opera sono uniti in un puzzle dal design decorativo, un volatile, degli insetti, un verme e altri elementi naturali, ma anche città, biciclette, pale eoliche e i simboli della connettività. Tutte queste componenti fanno parte del nostro mondo così come lo conosciamo, e si portano dietro non poche implicazioni. L’uomo produce cultura, ma è anche in grado di distruggere. Cercare di portare armonia tra il mondo umano e quello naturale, ovvero puntare alla pacifica convivenza, è una sfida tra le più importanti che ci impone il nostro presente”.

La conoscenza dei rischi che corre il pianeta e delle possibili soluzioni ai danni che ne hanno messo in discussione il benessere, è un elemento imprescindibile del cambiamento in atto e iniziative culturali e d’intrattenimento possono essere un essenziale strumento per invitare un numero crescente di persone a far parte di un dialogo collettivo: Cabine d’artista ne è dimostrazione.

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