Green

Città sostenibili: buone pratiche nel mondo dal rapporto GSE

23 maggio 2022

 

In vista degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, diverse città a livello mondiale si stanno attivando per raggiungere in particolare il Goal 11 –  ridurre l'inquinamento pro capite prodotto dalle città - che indica le loro priorità di intervento.

 

I centri urbani hanno un impatto enorme sull’ambiente: sebbene occupino il 3% della superficie mondiale, sono responsabili del 75% del consumo di risorse naturali e delle emissioni climalteranti a livello globale. Come stabilito nell’Agenda 2030, dovranno impegnarsi a migliorare la qualità dell’aria e la gestione dei rifiuti, sviluppare e fornire sistemi di trasporto sostenibili e creare aree verdi pubbliche in modo da rendere gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e green. Quali sono le città che stanno mettendo in campo le pratiche migliori? A rispondere è il rapporto “Città sostenibili: buone pratiche nel mondo” redatto da GSE - Gestore dei servizi energetici: ecco cosa emerge.

 

Le buone pratiche in Europa

A livello europeo, sono diverse e traversali le pratiche messe in atto per rispettare gli impegni dell’Agenda 2030. Tra i buoni esempi da seguire, si distingue la città di Stoccolma -  prima capitale verde d’Europache ha ridotto significativamente le emissioni di gas serra.

La capitale svedese si è posta l’ambizioso obiettivo di diventare fossil fuel free entro il 2040 incrementando le fonti di energia rinnovabili, convertendo gli impianti di teleriscaldamento (dal carbone sono passati ad essere alimentati a biomassa) e sostituendo il gas naturale con il biogas

Nel 2016, invece, a salire sul podio delle città più sostenibili al mondo è stata Zurigo per qualità della vita, PIL e tutela ambientale. La città svizzera non intende arrestare il suo impegno e prevede di ridurre il consumo energetico a 2000 watt e le emissioni di CO2 a 1 tonnellata pro capite entro il 2050. Inoltre, ha avviato programmi specifici per l’efficienza energetica degli edifici e il teleriscaldamento alimentato dai rifiuti. Parallelamente agli interventi in ambito edilizio, al centro della strategia svizzera, viene valorizzata anche la mobilità sostenibile urbana: elettrica, ecologica e condivisa.

 

ll trasporto sostenibile è prioritario anche per Anversa, che ha puntato sul settore attraverso il coinvolgimento di soggetti privati che offrono questo tipo di servizio e che possono inviare, attraverso la piattaforma “Marketplace for Mobility”, soluzioni per decongestionare il traffico locale limitando le emissioni. Un sistema di gare d’appalto ha visto la partecipazione di diverse aziende e la presentazione di vari progetti, con l’obiettivo comune di incrementare l’intermodalità, il car e bike sharing e l’uso dei canali per il trasporto merci via acqua. Nello stesso ambito, spicca l’esempio di Parigi: attraverso incentivi dedicati, ha incoraggiato i taxi all’acquisto di veicoli elettrici usati, ha creato un fondo per lo sviluppo sostenibile destinato a tutte le aziende e previsto un supporto mirato per le imprese che operano nell’economia sociale.

 

Francoforte, invece, punta sul settore energetico: entro il 2050 intende raggiungere l’efficienza e l’autonomia energetica con il 50% di energia autoprodotta dalla città e il restante 50% proveniente da fonti rinnovabili. Per stabilire le sue priorità, la città ha premiato il risparmio energetico delle famiglie e delle imprese con dei bonus specifici.

 

 

Milano città verde d'Italia

 

Dall’Europa in Italia: secondo il rapporto GSE, è Milano la città più virtuosa del Paese. La capitale lombarda, nel 2015, si è aggiudicata l’Eurocities Awards per le smart cities: tra tutte le metropoli europee si è distinta per aver puntato sulla mobilità intelligente attraverso il car sharing, una rete di trasporto pubblico efficiente e piste ciclabili. Grazie al progetto Meno automobili, più spazi comuni, una migliore qualità della vita per tutti, Milano è riuscita a ridurre del 30% il traffico urbano: circa 40.000 le vetture in meno ogni giorno.

 

Secondo il Sustainable Cities Mobility Index 2017 di Arcadis, il capoluogo meneghino è prima città italiana, undicesima tra quelle europee e diciottesima a livello internazionale per mobilità sostenibile e riduzione delle emissioni. Non solo: Milano è stata capofila del Milan Urban Food Policy Pact, un patto internazionale per rendere il sistema alimentare più equo, garantire cibo sano e accessibile a tutti, contro lo spreco alimentare. Buoni risultati anche sul fronte della raccolta differenziata: nel 2016, al secondo posto tra le città europee con popolazione superiore al milione di abitanti.

 

 

Green cities inglesi 

 

Tra le metropoli inglesi, Londra emerge per buone pratiche: con il piano Healthy Streets of London, punta a migliorare le sue strade per renderle adatte a pedoni e biciclette e disincentivare l’uso dell’automobile. Rendere più efficiente il trasporto pubblico, rafforzando l’intermodalità con i percorsi pedonali e ciclabili, è l’obiettivo principale: il vantaggio che se ne trarrebbe, riguarda non solo l’ambiente. Ma anche la salute dei cittadini: secondo le stime elaborate, se ogni londinese camminasse per 20 minuti al giorno si risparmierebbero 1,7 miliardi di sterline in spese sanitarie.

 

Oltre Londra, anche la metodologia di Bristol è stata presa a esempio di sostenibilità: la cittadina inglese, attraverso un approccio integrato, ha agito su diversi fronti. Nel settore economico, ha istituito una valuta alternativa locale (Bristol Pound) per favorire le piccole realtà commerciali e, con il lancio della piattaforma Go Green, ha permesso agli utenti di condividere idee e consigli riguardo la green economy. Il resto degli investimenti, sono stati dedicati alle fonti rinnovabili, al miglioramento del processo di raccolta differenziata e alla creazione di orti urbani.

 

Pratiche virtuose che rappresentano un paradigma in fatto di sostenibilità e, soprattutto, rendono evidente un fatto: implementare programmi concreti di sostenibilità nei centri urbani non solo è possibile, ma necessario.

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