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R come Riscaldamento globale: quali sono le cause e le conseguenze per l'ambiente

26 agosto 2024

Ne sentiamo parlare in continuazione: il riscaldamento globale, global warming, ovvero l’innalzamento delle temperature, è il problema più grave a cui sta andando incontro il nostro Pianeta. Negli anni abbiamo cominciato a studiare le cause che portano al cambiamento climatico e soprattutto al suo riscaldamento. Abbiamo imparato a vederne le conseguenze e a studiare le soluzioni più efficaci. La sfida di oggi è portarle avanti.

 

Se è vero che il clima è sempre cambiato da quando esiste la Terra per cause naturali, è altrettanto vero che il 97% degli studiosi è convinto che il surriscaldamento globale come cambiamento del clima è attribuibile all’uomo e alle sue attività.

 

Secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), l’attività antropica ha causato un riscaldamento globale di circa 1°C rispetto ai livelli preindustriali, con un intervallo probabile tra 0,8 e 1,2°C. Sempre secondo l’organizzazione, raggiungerà 1,5°C tra il 2030 e il 2052.

vista dall'alto di una perturbazione su acqua

Cause e conseguenze del riscaldamento globale

La stima dell’IPCC è vera secondo l’ipotesi che la temperatura continui ad aumentare al tasso attuale. Ma quali sono le cause del riscaldamento globale? La principale è l’emissione nell’atmosfera di gas serra, primo fra tutti la CO2, che è responsabile del 63% del riscaldamento terrestre causato dall’uomo. I gas infatti rafforzano la capacità dell’atmosfera di catturare radiazioni provenienti dal suolo, cambiando così le temperature sul pianeta.

Le principali attività che causano la fuoriuscita dei gas sono l’uso di combustibili fossili, che produce CO2 e ossido di azoto, la deforestazione, che non permette agli alberi di regolare il clima, l’allevamento, che produce grandi quantità di metano, i fertilizzanti azotati e i gas fluorurati o FGAS.

 

Alle cause seguono le conseguenze. Uno degli effetti più evidenti è la desertificazione, un processo in cui le terre fertili si trasformano in deserti a causa della perdita di vegetazione e dell'erosione del suolo. Questo fenomeno è particolarmente preoccupante in regioni già aride o semi-aride, dove l'acqua diventa sempre più scarsa e le condizioni di vita si deteriorano, minacciando la sicurezza alimentare e le economie locali.

 

Un altro impatto critico è lo scioglimento dei ghiacciai, che sta accelerando a un ritmo senza precedenti, cambiando gli equilibri idrici regionali e causando l'innalzamento degli oceani, un fenomeno che minaccia le comunità costiere, le infrastrutture e gli ecosistemi marini. Il riscaldamento delle acque oceaniche, inoltre, non solo contribuisce allo scioglimento delle calotte polari, ma provoca anche l'acidificazione degli oceani, mettendo in pericolo la vita marina e la biodiversità.

 

La tropicalizzazione delle aree del Mediterraneo è un altro segnale allarmante del cambiamento climatico. Regioni che un tempo godevano di climi temperati stanno ora sperimentando condizioni più calde e umide, tipiche delle zone tropicali. Questo cambiamento altera gli ecosistemi locali, favorisce la proliferazione di specie invasive e aumenta il rischio di malattie trasmesse da vettori come le zanzare. Inoltre, i cambiamenti nell'atmosfera portano a un aumento della frequenza e dell'intensità degli eventi meteorologici estremi, come alluvioni, siccità, ondate di caldo e di gelo. Questi eventi non solo causano danni immediati alle comunità colpite, ma hanno anche effetti a lungo termine sull'agricoltura, sulla disponibilità di risorse idriche e sulla stabilità economica delle regioni coinvolte.

 

L'effetto combinato di questi fenomeni sta trasformando radicalmente il nostro ambiente naturale e pone sfide significative per la società globale. La risposta a queste sfide richiede un impegno concertato a livello internazionale per ridurre le emissioni di gas serra, promuovere l'uso di energie rinnovabili e adottare pratiche di sviluppo sostenibile che possano mitigare gli impatti del cambiamento climatico e garantire un futuro più sicuro e resiliente per le prossime generazioni.

in primo piano pannelli fotovoltaici, dietro pale eoliche, sullo sfondo montagne e un tramonto arancione e blu

Le soluzioni per l’ambiente: rinnovabili, efficienza energetica ed economia circolare

Le soluzioni necessarie a portare a compimento gli Accordi di Parigi del 2015, per mantenere l’aumento della temperatura sotto i 2°C entro il 2050, sono l’utilizzo di rinnovabili ed energia pulita unite a un modello economico che si volga in senso circolare.

 

La transizione ecologica verso rinnovabili, economia circolare, mobilità sostenibile è la strategia per abbattere i tassi di emissioni di gas serra. Il Gruppo Iren vi ha fondato la sua mission e la sua business strategy proprio perché l’unico mondo che ha futuro è un mondo sostenibile.

Il Piano industriale 2030 della multiutility punta infatti a raggiungere questo traguardo, a partire dagli investimenti sostenibili che a metà del 2024 si attestano al 71% del totale, così come i due nuovi investimenti green, che prevedono 80 milioni per le infrastrutture idriche nelle province di Genova e La Spezia e 200 milioni su 18 anni, relativi a progetti di resilienza delle reti elettriche.

 

Implementare l’efficienza energetica, in modo da produrre energia da fonti rinnovabili, come fotovoltaico, eolico, idroelettrico e ridurre gli sprechi è un modo per le aziende di andare incontro a istituzioni e cittadini e contribuire a una vera trasformazione del panorama industriale.

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