Rinnovabili

Comunità energetiche, quali sono i vantaggi per il territorio

 

22 febbraio 2023

Il contesto macro-economico, geopolitico ed energetico particolarmente sfidante nel corso degli ultimi anni ha creato impatti sui cittadini e in tutti i settori.

 

Un modo alternativo di considerare la crisi è guardare alle possibilità che offre: le comunità energetiche (Cer) possono essere un punto di partenza in un momento in cui il costo della vita è aumentato. Oltre a rendere possibile il sostentamento energetico, le comunità energetiche danno valore ai legami tra persone della comunità e offrono benefici e opportunità per il territorio non solo sul piano di sostenibilità ambientale, ma anche a livello economico e sociale.

 

Per questo Iren si impegna nel sostegno e nell’incentivazione della creazione di nuove comunità energetiche, così da valorizzare sempre di più i territori in cui opera.

 

I benefici della comunità energetiche

I benefici di sviluppare una comunità energetica sono trasversali e riguardano non solo gli utenti che ne fanno parte ma l’intero territorio in cui sorge.

 

Dal punto di vista ambientale e infrastrutturale, l’installazione di infrastrutture fotovoltaiche consente la produzione e condivisione di energia green e sostenibile nel rispetto dell’ambiente. Inoltre, entrare a far parte di una CER, significa contribuire a ridurre la produzione di energia da fonti fossili minimizzando allo stesso tempo il rischio di dissipare energia in perdite di rete.

 

La creazione di una comunità energetica rinnovabile è anche una delle soluzioni per contrastare la povertà energetica: la sua struttura condivisa permette di integrare tutti i consumatori, a prescindere dal loro reddito, riducendo i costi per l’approvvigionamento elettrico e sostenendo di conseguenza anche i soggetti più fragili.

 

I benefici economici riguardano anche la riduzione dei costi in bolletta, grazie all’autoconsumo di parte dell’energia prodotta dall’impianto direttamente connesso con la propria utenza. Diminuendo la quantità di energia prelevata dalla rete pubblica si ridimensionano i costi della spesa energetica. In più, grazie ai meccanismi di incentivazione previsti dal GSE e derivanti dall’energia prodotta e utilizzata, la comunità è in grado di produrre un “reddito energetico” – ovvero l’energia prodotta in surplus - da redistribuire.

 

Per queste caratteristiche le comunità energetiche rappresentano una soluzione efficace per garantire l’indipendenza energetica di un territorio e, nel complesso, di tutto il Paese: un passo avanti verso un modello di produzione distribuita dell’energia capace di assicurare una maggiore flessibilità e resilienza delle infrastrutture e delle reti.

 

Il principio di condivisione delle comunità non si limita solo all’aspetto economico ma include anche quello sociale: condividere la produzione e distribuzione di energia educa i cittadini a una cultura rivolta alla sostenibilità urbana, agevola l’aggregazione sociale sul territorio e facilita il coinvolgimento di tutte le fasce della popolazione.

 

pannelli solari sul tetto

Come realizzare una comunità energetica

 

Il primo passaggio da effettuare per realizzare una comunità energetica è la costituzione di un’entità legale tra i soci della comunità: può trattarsi di persone, imprese, enti territoriali o amministrazioni pubbliche. Poiché per legge l’obiettivo di una comunità energetica non può essere il profitto, le forme più utilizzate sono quelle dell’associazione riconosciuta o della cooperativa. 

Stabilita l’entità legale si procede individuando l’area dove installare l’impianto di produzione che deve collocarsi in prossimità dei consumatori: una Pubblica Amministrazione può installare un impianto fotovoltaico sul proprio edificio e, con lo stesso criterio, si possono sviluppare comunità di quartiere.

 

L’impianto può essere messo a disposizione da un solo membro della comunità o essere fornito da un soggetto terzo come Iren. Una volta messo in esercizio l’impianto, la comunità può fare istanza – anche tramite un’azienda esterna allo scopo delegata – al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per ottenere gli incentivi previsti dalla legge per l’energia condivisa. Secondo i processi indicati dalla normativa, il Gruppo Iren è tra i primi operatori a lanciare e sviluppare iniziative in ambito Cer: nonostante si tratti di un modello recentemente normato in Italia, Iren vanta già una notevole esperienza nell’accompagnare soggetti istituzionali nel percorso di costituzione e installazione delle comunità. Il rapporto di forte vicinanza con i territori su cui opera, infatti, hanno consentito al Gruppo di sviluppare velocemente un know how dei processi autorizzativi e d’installazione delle tecnologie impiegate. Un supporto concreto, testimoniato anche dagli incontri organizzati sul territorio per offrire consulenza e aiuto ai soggetti istituzionali.

 

I processi di costituzione di una comunità energetica curati da Iren partono da uno studio di fattibilità che viene fatto per garantire un modello che rende tangibili i benefici per i cittadini e le imprese del territorio.

 

Con gli investimenti a carico del Gruppo viene definito e completato il business model per lo sviluppo di nuove Cer e attivati diversi piloti nel territorio.  L’offerta completa è elaborata per supportare il cliente a partire dal set up della comunità energetica (con la vendita e installazione degli impianti) fino alla gestione e mantenimento per tutta la vita utile (con il monitoraggio dei flussi di energia attraverso un’app dedicata): così cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali e piccole/medie imprese possono unire le proprie forze con l’obiettivo di produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili su scala locale. 

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