Green

Economia circolare in edilizia per raggiungere la neutralità climatica: il briefing dell’Agenzia Europea dell’Ambiente

10 agosto 2022

 

Il settore dell’edilizia rappresenta oggi, nell’era in cui si guarda alle strategie green e del riciclo, un comparto da tenere sotto osservazione. Da solo, infatti, utilizza più di 4 giga tonnellate di materiali all’anno e produce il 25-30% di tutti i rifiuti generati nell’Unione Europea

 

Dati che impongono una trasformazione urgente in vista degli obiettivi fissati dall’Unione per raggiungere quanto prima la neutralità climatica. Occorrono, infatti, strategie e nuovi modelli di business che pongono al centro di tutta l’attività edile l’economia circolare per fare in modo che i rifiuti diventino delle risorse e gli scarti siano ridotti al minimo. 

 

Una strategia questa che, secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, porterebbe l’intero comparto a ridurre drasticamente le emissioni di CO2 facilitando così il raggiungimento del traguardo delle emissioni zero fissato al 2050.

 

Edilizia e nuove frontiere con l’economia circolare

Il settore dell’edilizia, improntato ancora in larga parte su un modello che consuma grandi risorse materiali e tanta energia, offre però ampie possibilità di cambiamento: attraverso le opportune strategie gli edifici di nuova concezione  possono infatti abbattere una buona parte delle emissioni prodotte nel ciclo tradizionale di lavorazione, dall’estrazione delle materie prime alla trasformazione in materiale da costruzione.

 

Innovando i processi, sia quelli di produzione che di riutilizzo dello scarto, l’edilizia può entrare di diritto nel processo di rinnovamento già intrapreso in Europa. Impiegando le strategie della circolarità, infatti, si mettono in campo azioni chiave che scardinano il vecchio modo di lavorare per accoglierne uno del tutto nuovo: dal superamento degli sprechi legati all’uso temporaneo dei materiali fino all’uso di materiali nuovi e riciclati, riducendo al minimo i rifiuti. 

 

Lo spiega nel dettaglio l’Agenzia Europea dell’Ambiente che in un briefing ha chiarito come l’economia circolare in edilizia sia la strada da seguire per investire il settore di un’ondata verde in grado di condurre ad un futuro a zero emissioni.

 

Il briefing dell’Agenzia Europea dell’Ambiente

Come l’economia circolare può cambiare le sorti dell’edilizia? Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente utilizzando nuovi materiali rinnovabili o biodegradabili: ne sono un esempio il calcestruzzo autorigenerante che permette di riparare le crepe in autonomia, il cemento rinforzato con le fibre di carbonio e i blocchi di cemento prodotti con la stampa 3D. La caratteristica che accomuna questi innovativi prodotti edilizi è quella di essere progettati per essere già riciclati, adattandosi nel tempo per far fronte di nuove esigenze.

L’approccio circolare, secondo l’organismo comunitario, deve essere il nuovo modus operandi del settore edilizio, così da attuare riammodernamenti e riparazioni sugli edifici già esistenti e renderli più efficienti e meno impattanti.  Ne è un esempio lo stesso edificio dell’Agenzia: il team del progetto che lo ha sviluppato, ha curato un piano di gestione dei materiali da riciclare includendo il monitoraggio degli scarti derivati dalla costruzione. Circa il 71% (circa 2.000 tonnellate) dei materiali generati durante la costruzione è stata riutilizzata e quindi non messa in discarica: tra questi legno, acciaio, cemento, asfalto, cartone e carta.

 

Altro focus da considerare per rendere l’edilizia sostenibile è la compartimentazione degli edifici -  in grado di rendere le costruzioni più efficienti e gli spazi multifunzionali – e la loro efficienza. In questa direzione, infatti, si muovono le soluzioni di Iren Smart Solutions: la società del Gruppo Iren che migliora il comfort abitativo degli edifici e riduce i consumi energetici attraverso interventi di riqualificazione edilizia. 

 

 

Seguendo le indicazioni stilate nel segno dell’economia circolare, secondo l’AEA si potrebbero eliminare circa 650 milioni di tonnellate di nuovi materiali entro la scadenza al 2050 prevista per raggiungere le zero emissioni.

Valutazioni come queste hanno portato la Commissione Europea a stilare una serie di nuovi provvedimenti per il settore che coinvolgono i prodotti di lavorazione ed il rendimento energetico. Una roadmap da seguire nei prossimi mesi è già pronta per attuare un profondo cambiamento nell’edilizia.

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