Acqua

Un PNRR per il settore idrico: Dal Fabbro, Presidente Iren, al Festival dell'acqua di Torino

28 settembre 2022

 

“L’emergenza climatica e i suoi effetti sul sistema idrico mettono in luce la necessità di interventi urgenti ed aggiuntivi, ad esempio un PNRR specifico per il settore idrico”: questa la proposta avanzata da Luca Dal Fabbro, presidente del Gruppo Iren, durante l’inaugurazione del Festival dell’Acqua dal 21 al 23 settembre a Torino.

 

L’evento, ideato e promosso da Utilitalia, punta ad approfondire il tema dell’acqua nei suoi molteplici aspetti e pone al centro del dibattito il contenimento degli effetti dei cambiamenti climatici, la digitalizzazione, l’impatto del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

 

Il Gruppo Iren è partner dell’iniziativa e ne condivide gli obiettivi di valorizzazione della risorsa idrica ponendoli al centro dello sviluppo delle sue attività di business. Una priorità non rimandabile che, come ha sottolineato lo stesso Dal Fabbro, deve essere inclusa nella responsabilità sociale e ambientale delle imprese: “è necessario definire metriche per i criteri ESG standardizzate e condivise– ha affermato il presidente – “così da adottare modelli di governance aziendale che includano la gestione del rischio idrico in relazione allo sviluppo delle attività di business."

 

 

 

La direzione indicata è particolarmente necessaria per far fronte a un rischio concreto, evidenziato proprio da Utilitalia nel corso del Festival: una delle conseguenze dell'aumento dei prezzi dell'energia – sottolinea la federazione - potrebbe essere la riduzione degli investimenti nelle infrastrutture idriche. Se fino all'anno scorso l'incidenza dei costi energetici sul totale dei costi sostenuti si attestava al 10%, quest'anno salirà al 17%. Per far fronte a questi costi le aziende idriche potrebbero attingere a una parte delle risorse che fino a quel momento avevano programmato di destinare agli investimenti: il quadro, precisa Utilitalia in una nota, “in mancanza di misure correttive rischia di compromettere la capacità del settore di realizzare gli investimenti pianificati per il miglioramento degli acquedotti, la depurazione e l'adattamento delle reti di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici”.
 

Per questo, come ha affermato il presidente Dal Fabbro:

Occorre affermare su tutto il territorio nazionale un modello di gestione industriale del servizio idrico con adeguate capacità gestionali e finanziarie.

Luca Dal Fabbro, presidente del Gruppo Iren 

Cambiamento climatico e tutela della risorsa idrica: cosa fare

 

 

La centralità del climate change nella gestione del servizio idrico è un tema fondamentale per elaborare soluzioni strutturali all’emergenza siccità. Durante il panel “Siccità e inondazioni: contenere e contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici con riferimento ai servizi idrici” il confronto tra Dal Fabbro, il presidente di Utilitalia Stefano Pareglio e il climatologo Luca Mercalli ha fatto emergere come i fenomeni climatici estremi riguardino tutto il Pianeta e si caratterizzino per alternanze di siccità e precipitazioni abbondanti e concentrate

La situazione è poi ulteriormente aggravata dallo stato dell’ambiente e di un’urbanizzazione incontrollata. Per questo motivo è necessario un supporto normativo allo sviluppo di nuove pratiche volte a preservare la risorsa idrica: 

 

Ad esempio per il riuso delle acque depurate sono necessari strumenti di incentivazione sugli utilizzatori e allo stesso tempo una corretta ripartizione degli oneri (trattamento e distribuzione) tra i vari attori coinvolti

Luca Dal Fabbro, presidente del Gruppo Iren 

In questo contesto un ruolo chiave è affidato anche agli investimenti necessari per la realizzazione di nuove infrastrutture idriche primarie, la digitalizzazione delle reti e la riduzione delle perdite.

 

Valorizzazione e tutela della risorsa idrica: le iniziative di Iren

 

Il piano d’investimenti di Iren al 2030 prevede a tal fine oltre 2,4 miliardi al 2030 per il potenziamento e l’incremento della resilienza della rete acquedottistica e lo sviluppo della filiera di depurazione: l’obiettivo è ridurre le perdite di rete al 2030 dal 33% al 20% con un incremento della capacità depurativa.

 

Nella stessa direzione si muove il finanziamento Water Footprint che Iren ha sottoscritto con BBVA. La nuova linea di credito da 50 milioni di euro, della durata di 5 anni, è legata al raggiungimento di alcuni degli obiettivi di sostenibilità che sono parte integrante del Business Plan al 2030.

 

Si tratta della prima azienda italiana a contrarre questa nuova modalità di finanziamento,  correlata a due indicatori chiave: il prelievo di acqua, definito come il volume complessivo prelevato dall’ambiente per uso potabile e le perdite idriche, definite come il rapporto tra il volume totale delle perdite idriche reali e il volume totale in entrata nel sistema di acquedotto in un determinato anno. Per ogni indicatore sono stati fissati dei target, il cui raggiungimento o meno comporterà una rimodulazione del margine finanziario. 

 

Una nuova sfida per il Gruppo che, oltre a rinnovare il suo impegno nella tutela della risorsa idrica, lo consolida nei suoi territori:

2,8 milioni i cittadini serviti dal servizio idrico gestito da Iren, con 20.088 km di reti di distribuzione.

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